Il Fronte del Cielo - Gli Alleati - Royal Flying Corps

Un gruppo di campi di aviazione disposti intorno a Treviso ospitò il Royal Flying Corps all'indomani della disfatta di Caporetto. Erano le località di Arcade, San Luca, Sarcedo e S. Pietro in Gù, il più meridionale. Questi campi ospitarono la  VII Brigata Aerea (14° e 15° Wing), composta dalle squadriglie (Squadron) n. 34, 42 e 28 montate su velivoli RE8, e 45 e 66 montate su velivoli da caccia Sopwith Camels. Il primo reparto inglese sarebbe arrivato in Italia, lunedì 12 novembre 1918. Alla metà del 1918 arrivò anche il 139° Squadron equipaggiato con il caccia F2B. r

Fra gli anglosassoni il pilota più famoso fu William «Willy» Barker in servizio presso gli «Squadron» 28th, 66th e 139th. Totalizzò 50 vittorie di cui 43 in Italia. Canadese di Dauphin nella regione del Manitoba, passò all'aviazione dai fucilieri a cavallo nel 1916. Dopo un paio di vittorie e un anno passato come istruttore, verso la fine del 1917 era al comando del 28th Squadron. All'indomani della rotta di Caporetto giunse sul nostro fronte con l'armata anglo-francese, proseguendo la sua serie di successi. Diventò famoso per aver provocato la «Battaglia di Istrana» anche se Norman McMillan scrive che questa fu una leggenda legata più che altro alle chiacchere fra piloti. Nell'aprile del 1918 Barker era al comando del 66th Squadron di San Piero in Gu. In luglio fu quindi trasferito alla guida del 139th di Villaverla e Grossa, dotato di «Bristol» biposto. Egli però continuò a volare sul suo «Camel B6313». Terminata la campagna italiana tornò in Gran Bretagna dove, dal settembre del 1918, riprese a fare l'istruttore fino al fine del conflitto. L'aereo personale di Barker, il suo «Camel B6313», fu il velivolo cui venne accreditato il maggior numero di vittorie di tutta la guerra. Al secondo posto con 27 successi, tutti ottenuti in Italia con il 28th Squadron, si colloca Clifford McEwen detto «Black Mike», anche lui canadese del Manitoba, amico personale di Antonio Riva. McEwen rimase in servizio nell'aviazione canadese e nella seconda guerra fu comandante di un gruppo di bombardieri in Inghilterra. Nel graduatoria dei migliori piloti anglosassoni che operarono sul fronte italiano durante il primo conflitto mondiale seguono poi tre aviatori tutti del 45th Squadron: l'inglese Peter Carpenter con 24 vittorie (poi trasferito al 66th), lo scozzese Matthew Frew detto «Bunty», con 23 successi, che fu colpito dalla contraerea e ritornò in Inghilterra come istruttore e l'australiano Cedric «Spike» Howell, che riuscì ad abbattere 19 velivoli avversari. Con 15 vittorie segue poi l’inglese Harry Goode del 66th, seguito con una di meno da un altro canadese dell'Ontario, Thomas Williams che volò col 45th e con il 28th. A quota 13 vittorie troviamo poi ben quattro piloti: Jack Cottle proveniente dal SudAfrica (28th), l'inglese Francis Symondson (66th), il canadese Stanley Stanger (66th e 28) e un altro canadese della British Columbia, Harold Hudson, chiamato «Steve». Stanger fu ferito dalla contraerea il 23 agosto del 1918 e durante la battaglia di Vittorio Veneto atterrò per errore su un campo austriaco, ma riuscì a sfuggire. Hudson è ricordato soprattutto per aver partecipato con Barker e un altro sconosciuto pilota al «raid» di Natale contro l'aeroporto tedesco di Motta di Livenza che provocò poi la battaglia aerea di Istrana. Si era anche specializzato nell'abbattimento dei «Draken» operazione nella quale divenne un vero specialista. 12 successi furono ottenuti dall'australiano Raymond Brownell (45th), dall'inglese Kenneth Montgomery (45th) e da Gerald Birks di Montreal (66th). Quest'ultimo volò spesso con Barker e il 24 maggio abbattè Josef Kiss, l'asso austriaco di Pergine che perse la vita. L'inglese Henry John Firth e il canadese James Mansell, erano in forza al 45th Squadron e riuscirono ad avere ragione di 11 avversari, come i colleghi James Mitchell (28th) e Charles Maud (66th) entrambi britannici. Nel 66th Squadron di Grossa di Gazzo prestarono servizio anche Gordon Apps proveniente dal Kent e il canadese Hilliard Bell con 10 vittorie a testa. Sotto i dieci successi vi sono poi numerosi assi anglosassoni che meritano di essere ricordati. Gli Inglesi: Percy Wilson, John MacKereth, Arthur Jarvis, Alan Rice-Oxley, Francis Bowles, James Child, Norman Jones, Ernest Masters, Henry Moody, James Dewhirst, Alfred Haines. Christopher McEvoy, Harold Eycott-Martin, Alan Jerrard, Augustus Paget e James Lennox. I Canadesi: Earl Hand “Handie” dell'Ontario, Richard Dawes e William MacDonald, Canadesi erano anche Joseph Hallonquist e Henry Biorn-Homan. Il primo era originario della British Columbia e prestò servizio presso il 28th Squadron uscì vittorioso da 5 duelli aerei ma fu abbattuto e catturato il 29 ottobre 1918. Il capitano William Hilborn, anch'egli della British Columbia, ottenne 7 vittorie con gli Squadron 28h e 45h. Morì in un incidente il 26 agosto del 1918. Dieci giorni prima, mentre faceva pratica di volo notturno sul campo di Grossa, andò ad impattare contro un albero procurandosi lesioni fatali. E' seppellito a Montecchio Precalcino (VI). Nello stesso cimitero è tumulato anche un altro pilota del RFC, Henry Biorn-Homan i n forza al 66th Squadron, morto anch'esso in un incidente accaduto il 5 aprile 1918 vicino al campo di San Pietro in Gu. Sul luogo della sciagura esiste una stele che ricorda il sacrificio dell'ufficiale anglosassone. Nel Royal Flying Corps britannico impegnato sul nostro fronte prestarono servizio anche alcuni piloti da caccia statunitensi. Due di essi riuscirono a conquistarsi il rango di «assi». Si tratta di Charles Gray Catto (45thSquadron), un texano di Dallas che allo scoppio del conflitto studiava medicina a Edimburgo in Scozia e che si arruolò nel RFC contro il parere dei familiari. In Italia ebbe 5 vittorie e concluse la guerra a quota 6. L'altro americano era Harold Koch Boysen, di Lake Benton nel Minnesota, entrato a far parte del RFC in Canada. Dopo un periodo in Francia arrivò in Italia con il 66th.Ottenne il suo primo successo abbattendo un Albatros D.V nei pressi di Valstagna. Il 28 gennaio 1918 però, rimase gravemente ferito mentre tentava di atterrare col suo «Camel» nella nebbia. Rientrato in servizio conseguì altri 5 successi.

 

Da: Il fronte del Cielo di Renato Callegari e Stefano Gambarotto


Gli alletai: americani Il Fronte Italiano

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FLIEGERKOMPANIE 9 (FLIK 9)

Allo scoppio delle ostilità raggiunse il campo di aviazione di Podhajce nella parte orientale della Galizia, oggi in Ucraina. Nel mese di luglio 1917, fu rinominata Flik 9/D. Nel 1918 raggiunse il fronte italiano e fu basata sul campo di Ospedaletto. Come Flik 9/J la troviamo in Trentino, sul campo di Pergine, e nell'ottobre 1918 ne assunse il comando l'asso Stepan Stec.

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FLIEGERKOMPANIE 12 (FLIK 12)

Stanziata nel 1915 a St.Veit, nella valle del Vippacco, fu successivamente trasformata in D e più tardi, sul fronte del Piave, in P. Nell'ultimo periodo divenne tipo Rb e fu basata a Cleris vicino S. Vito al Tagliamento.

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FLIEGERKOMPANIE 16 (FLIK 16)

Nel 1917 si trovava a Seebach, vicino Villach dove fu trasformata in D. Nel novembre 1917 era a Tolmezzo. Passata a Feltre, dove si trovava nell'ottobre 1918, divenne tipo K.

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FISCHAMEND FLUGFELD

Campo di aviazione nei pressi di Vienna attivato già nel 1909. Dapprima come base per dirigibili poi per l'aviazione

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WIENER NEUSTADT FLUGFELD

Nato nel 109 come campo di aviazione civile, nel 1913 divenne militare. Nel 1915 fu costruita la Oesterreichische Fabrik AG (Oeffag), in grado di produrre aere da combattimento tipo Oeffag CI e C II, idrovolanti e caccia tipo Albatros D II e III.




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FLIEGERKOMPANIE 17 (FLIK 17)

Ai primi di giugno del 1915 la neocostituita Flik 17 venne posta alle dipendenze del Landesverteidigungkommando Tirol (Comando della Difesa territoriale del Tirolo), montata su apparecchi Fokker per la ricognizione d'artiglieria e apparecchi Lloyd per le ricognizioni a distanza. A metà giugno venne dislocata, dopo alcune ricognizioni di campi non adatti presso la Mendola e il Bondone, sul campo di esercitazione a ovest di gardolo. Per la ricognizione d'artiglieria le venne messo a disposizione un campo di volo sull'altopiano di Folgaria, che utilizzò fino a metà luglio 1915. A metà febbraio 1916, insieme alle Flik 7 e 16, effettuò un incursione su Milano. Dal 20 maggio 1916 fu posta sotto la 11^ Armata. Il primo velivolo italiano abbattuto dal reparto, da un Lohner B.VII (17.36) con a bordo il tenente Rudolf Szepessy-Sokollu Baron e Negyes Reno, fu un Caudron. Nel marzo del 1917 fu trasferito all'unità l'asso Otto Jäger, che ai primi di maggio, dopo una serie di incidenti, ebbe le gambe rotte dall'impatto con un elica in rotazione. la sua carriera militare. Un'elica in rotazione è purtroppo rotto entrambe le gambe. Il 13 lug 1917, József Bacio della Flik 24 velivoli costrinse un Savoia-Pomilio etichettato SP 4530 SP2 della 26^ Squadriglia ad atterrare a Levico. Al combattimento partecipò anche il pilota della Flik 17, Karl Mayer con l'osservatore Erich Kuehne a bordo di un Hansa-Brandenburg CI. Dal luglio 1917 fu ridenominata 17D (Tratto da: L'Aeronautica italiana nella Grande Guerra, 2007, di Gerald Penz)


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FLIEGERKOMPANIE 18 (FLIK 18)

Reparto di volo divisionale combattè sul fronte orientale, dapprima a Czeremkow, poi ad Odessa trasformato in reparto fotografico.

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LJUBJANA FLUGFELD

A Lubiana, nell'attuale repubblica slovena furono impiantati i campi di aviazione di Polju (1915), Šentvid e Bežigrad (1917), e Šiška (1918).

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LOHNER PFEILFLIEGER o LOHNER B.1




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FLIEGERKOMPANIE 4 (FLIK 4)

Inizialmente schierata a Rogatica passò poi a Wippach sul fronte isontino come reparto divisionale per l'osservazione e la direzione del tiro. Fu poi basata a Santa Maria la Longa, Giai, Gajarine

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FLIEGERKOMPANIE 2 (FLIK 2)

Dapprima a Brezowo Polje sul fronte orientale, fu trasformata in squadriglia da ricognizione lontana (D) a Haidenschaft, Veldes, poi sul fronte isontino come 6.AK a Pianzano, San Pietro in Campo, Belluno

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FLIEGERKOMPANIE 8 (FLIK 8)

Attiva sul fronte isontino dall'inizio delle ostilità, in occasione della Strafexpedition fu inviata presso l'3^ Armata. Da agosto del 1916 al gennaio del 1918 fu sul fronte russo. Dopo la firma della pace di Brest-lituano viene nuovamente inviata al fronte italiano su un campo d'aviazione vicino alla città di Feltre. (Tratto da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_8.htm. Immagine: Kasra su Phonix D.1 a Pergine)

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CAMPO DI AVIAZIONE DI GARDOLO TN

Già dall’anno 1914 i tecnici dell’aviazione austriaca avevano individuato la possibilità di costruire nel comune di Gardolo un aeroporto militare e precisamente a nord dell’abitato di Roncafort. Nella primavera del 1915 iniaziarono i lavori per il livellamento del terreno. All’inizio furono costruite delle baracche di emergenza per rendere possibile alle prime squadriglie di operare, successivamente furono sostituite da hangar di ferro e legno. Vennero anche realizzati locali atti ad alloggiare la truppa, depositi per materiali, ecc. A protezione del campo erano poste diverse mitragliatrici antiaeree e sul Soprassasso una batteria di cannoni. La prima squadriglia ad arrivare a Gardolo, nel giugno del 1915, fu la Flik 17 comandata dal Capitano Eugen Steiner Goltl Edler Von Aurig a cui seguirono poi la Flik 7 - 10 - 23 - 101. Quasi tutti gli aerei presenti a Gardolo erano da ricognizione (c’erano solo pochi caccia) con compiti di osservazione aerea e di rilievi fotografici. (continua: vedi scheda)




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FLIEGERKOMPANIE 7 (FLIK 7)

Ai primi di settemnre del 1915 la Flik 7 venne posta alle dipendenze del Landesverteidigungkommando Tirol (Comando della Difesa territoriale del Tirolo). Impiegata nel 1914 sul fronte galiziano alla fine dell'estate del 1915 fu trasferita ad Aspern, vicino Vienna, per poi raggiungere l'Alto Adige. Intorno alla metà del 1916 fu trasferita in Transilvania. Dal luglio 1917 fu ridenominata Flik 7D e trasferita in Trentino sul campo di Gardolo. Il 27 settembre 1917 l'equipaggio Bohumil / Gottfried Russ, su velivolo Albatros D.II 53.16 abbattè un apparecchio italiano. A metà febbraio 1916, insieme alle Flik 17 e 16, effettuò un incursione su Milano. (Tratto da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_7.htm)

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CAMPO DI AVIAZIONE DI TOBLACH (DOBBIACO) BZ




Velivoli del reparto bavarese in arrivo alla stazione di Toblach

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HANSA BRANDENBURG C




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FOKKER E-III




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FARMAN 1914

Costruito dal 1914 come MF11, fu abbandonato nel 1916. Era propulso da un motore da 80 CV e fu impiegato come ricognitore, bombardiere e velivolo di appoggio per l’artiglieria. Biplano biposto in grado di sviluppare una velocità massima di 106 km/h e di raggiungere una quota di 4000 metri. Pesava 1188 kg a pieno carico ed aveva una autonomia di volo di 3 ore e 30’.


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