La Grande Guerra Aerea - 2.1 -  1915 - Il Fronte del Cielo

Quando la guerra fu dichiarata l’aviazione austro-ungarica non fu colta di sorpresa ed iniziò subito le prime ricognizioni e i primi bombardamenti. La stessa cosa accadde per l’aeronautica italiana, che nel primo mese di guerra effettuò ricognizioni sul Podgora e attaccò la base navale austriaca di Pola. La quasi totalità delle squadriglie fu schierata in Friuli per appoggiare l'azione del grosso dell'esercito. Il Comando Supremo, attraverso l'Ordine di Operazione n. 1, affidava alle squadriglie della 2^ armata  il compito di provvedere all'esplorazione a nord della strada Cormons-Gorizia-Aidussina, e a quelle a disposizione della 3^ la copertura della zona a sud di questo stesso itinerario stradale.  Le altre squadriglie dovevano bombardare il campo di aviazione di Gorizia e sorvegliare le direttrici stradali Tolmino-Krainurg, Gorizia-Lubiana  e Monfalcone-Adelsberg. Tra il maggio e l'agosto del 1915, le squadriglie dotate di Bleriot, e di monoplani Nieuport ricevettero nuovi velivoli. I mezzi che avevano in dotazione erano ormai obsoleti e non più rispondenti alle nuove esigenze militari. I velivoli dismessi vennero passati in carico alle scuole di volo per essere impiegati come addestratori. Contemporaneamente furono allestiti nuovi reparti equipaggiati con i Voisin e i Farman. Il 30 maggio 1915 da Campalto si alzò il dirigibile P4 ai comandi del capitano Giuseppe Valle con a bordo il tenente Francesco Pricolo. L'orologio segnava le 19.35 e il cielo era parzialmente coperto da temporali e piogge. L'aeronave era armata con quattro torpedini da 162, quattro da 130 e sei incendiarie. Poteva contare su 12 ore di autonomia. Dopo un'ora la quota era stabilizzata a 1000 metri in direzione di Pola e, alle 22.30, il P4 era sopra la città. L'altimetro segnava 1450 metri quando il dirigibile rilasciò il suo carico sull'arsenale. Le torpedini incendiarie vennero sganciate su Santa Caterina e su dei depositi di nafta. La reazione fu intensa; 34 fotoelettriche spazzolavano il cielo e una decina di batterie contraeree fecero fuoco. L'involucro venne colpito in maniera leggera, ma la quota recuperata per lo scarico delle bombe permise di salire ancora di 250 metri entrando nelle nubi e scorgendo la Luna. L'aeronave virò e si mise sulla via del ritorno e dopo due ore e mezza di volo, scendendo a 100 metri, arrivò all'altezza del faro del Piave. Col megafono il comandante avvertì dell'arrivo ed atterrò alle 2,40. Valle e Pricolo anni dopo saliranno ai vertici dell'Aeronautica: il primo tra il 1929 ed il 1939, il secondo tra il 1939 e il 1941. Valle comanderà l'Accademia Aeronautica e parteciperà anche alla crociera Italia-Brasile. Nella notte del 27 maggio un idrovolante austriaco, il Lohner L40 ammarò per avaria in una palude sopra Porto Corsini, tra Comacchio e Codigoro. Un certo Oreste Mondo lo notò tra le canne e chiamò le guardie, che sorpresero i piloti ancora intenti a riparare l'aereo e li catturarono. Il velivolo suscitò un grande interesse, essendo la specifica dotazione di apparecchi della Regia Marina alquanto scarsa; dopo esser stato trasferito a Porto Corsini, fu inviato alla Macchi che lo smontò, ne ricavò i disegni e lo riprodusse nel giro di un mese, usando però un motore Isotta Fraschini. A metà giugno del 1915, furono costituite le Squadriglie per l'Artiglieria dotate di velivoli Caudron e Macchi Parasol. Queste erano sistemate nei nuovi campi di Gonars, Oleis e Medeuzza. Vennero poi allestiti altri campi come Santa Maria La Longa, Tombetta di Verona, Asiago e Brescia, oltre all' Idroscalo di Desenzano. A Verona venne sistemata la I Squadriglia Farman per la difesa della città, mentre ad Asiago la XII Farman fu destinata alle operazioni sul settore della 1^ Armata. Dal 23 giugno al 7 luglio ebbe luogo la prima battaglia dell'Isonzo, durante la quale gli austriaci impiegarono i loro reparti aerei per la ricognizione riuscendo ad identificare delle unità italiane sul fronte. Fu bombardata la stazione ferroviaria di Cividale e furono attaccati quattro palloni frenati italiani. In genere l'appoggio dell'aviazione italiana alle truppe, nel corso di questo primo scontro, così come nel secondo, fu piuttosto inefficace. Gli italiani portarono attacchi con i dirigibili che non ebbero grandi effetti, come il caso del bombardamento della stazione di Opicina avvenuto il 5 agosto. In un quadro piuttosto arretrato di preparazione dello strumento aereo, l'azione di questo si esplicava nella ricognizione e nel servizio di artiglieria.

 L'Austria-Ungheria non schierava ancora reparti da caccia, come non ne schierava l'Italia, e la minaccia rappresentata dal tiro contraereo andava misurata in relazione alle effettive possibilità di una specialità dell'artiglieria che da ambo le parti si stava ancora organizzando. Per i ricognitori che si spingevano oltre le linee era però questo il pericolo più concreto e fu infatti il tiro antiaereo ad abbattere  il primo velivolo perduto in azione dall'Italia. La sera del 27 luglio un Nieuport della VI Squadriglia venne colpito da uno shrapnel mentre si addentrava sull'altopiano carsico e fu visto precipitare in fiamme dietro quota 77, a sud-est di Bosco Cappuccio. A bordo il pilota, maresciallo Luigi Rocchi e il capitano di fregata Ricccardo Cipriani come osservatore.   Il 7 agosto del 1915, D'Annunzio volò su Trieste a bordo un idrovolante della stazione di Venezia, pilotato da Giuseppe Miraglia e lanciò diversi manifestini patriottici. Il 20 agosto fecero il loro esordio bellico i trimotori da bombardamento Caproni con una incursione sull'aeroporto goriziano di Aisovizza. Per rappresaglia, il giorno dopo venne colpita la città di Udine. D'Annunzio ripeté l'impresa triestina su Trento, il 20 settembre, a bordo di un Farman della XII Squadriglia partito da Asiago. L'aereo decollò nel primo pomeriggio al comando del capitano Ermanno Beltramo. La nuvolaglia che al mattino copriva l'altipiano si era diradata e, superando Levico e Pergine, il velivolo arrivò sulla città a 3000 metri di altezza. Beltramo ridusse la quota e i due lanciarono piccoli sacchetti di sabbia con una striscia tricolore attaccata su cui erano fissati messaggi propagandistici. Il rientro alla base avvenne alle 17.50. Dal 18 ottobre al 4 novembre l'esercito italiano condusse la terza offensiva isontina che vide un aumento generalizzato delle attività aeree. Il 19 ottobre fu attaccato con successo l'aeroporto di Aisovizza mentre gli austroungarici aumentarono l'attività di esplorazione della pianura veneta. Il 14 novembre 1915, Verona fu bombardata da 3 aerei che lasciarono cadere 15 ordigni. Il bilancio si rivelò grave: 37 morti e 29 feriti. La caccia arrivò in ritardo e la cosa suscitò accese polemiche. Il comandante della difesa aerea cittadina, capitano Amedeo Ferraro, venne rimproverato per l'inefficienza dimostrata. Alla fine dell'anno l'intero corpo aeronautico subì una ristrutturazione a seguito della quale poté contare su un totale di 23 squadriglie e su una sezione idrovolanti così suddivise: 3 da difesa (caccia), 6 nuove da offesa su bombardieri Caproni, 9 da ricognizione e 5 per l'artiglieria. Il 23 dello stesso mese veniva distaccata a Cascina Farello una sezione di Nieuport dalla squadriglia francese N92/I diventata nel frattempo più consistente. Rientrerà al Lido solo il 24 ottobre del ’17. Il 21 dicembre 1915 il lughese Giuseppe Miraglia, che ricopriva il grado di tenente di vascello, perse la vita in un volo di prova che, decollato dall'idroscalo di Sant'Andrea, si concluse con un tragico incidente. Era il comandante della Squadriglia San Marco. La base di Venezia si chiamerà da allora Stazione Miraglia. All'inizio di dicembre del 1915 l'VIII Squadriglia Nieuport era stata rinominata 1^ Squadriglia ed equipaggiata con i Ni.10 mono-biposto. L'attività aerea del primo anno di guerra appare oggi particolarmente limitata: gli italiani registrarono solo 7 combattimenti aerei, 41 missioni fotografiche e 28 missioni di attacco al suolo.


Illustrazione: Da: Nel Cielo, rivista quindicinale del Secolo Illustrato, del 16 agosto 1918
6. La Grande Guerra 8. Controaviazione a Aisovizza

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MONTE PODGORA

Rilievo collinare (240 m) del Friuli-Venezia Giulia, sulla destra del fiume Isonzo, di fronte a Gorizia. Anche monte Calvario. Durante la prima guerra mondiale l'altura di Podgora fu sistemata dagli austriaci a difesa della testa di ponte sulla destra dell'Isonzo, unitamente al monte Sabotino e al rilievo collinoso di Oslavia. Attaccata dalle truppe italiane del VI Corpo d'Armata sin dalla prima battaglia dell'Isonzo, resistette tenacemente e solo nell'autunno del 1915 la brigata Casale riuscì a raggiungere e conquistare la quota 184. Notevole il contributo dato nella notte dal 6 luglio 1915, quando il 2º e 3º battaglione del Reggimento Carabinieri Reali, ostacolati dal fuoco nemico, raggiunsero la quota 240 del Podgora provenienti da Cormons. Con la sesta battaglia dell'Isonzo gli italiani riuscirono l'8 agosto 1916 a cacciare definitivamente gli avversari dalla vetta (quota 240) aprendosi così la via per la conquista di Gorizia. (da: www.sapere.it)




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30 MAGGIO 1915: ATTACCO A POLA

La prima missione aerea bellica venne compiuta nella notte tra il 30 e il 31 maggio 1915 dall’aeronave P-4 al commando del capitano Giuseppe Valle, che bombardò la stazione ferroviaria e l’arsenale di Pola. L'8 giugno 1915 anche il dirigibile "Città di Jesi" venne abbattuto dal tiro contraereo austriaco durante un bombardamento sull'Arsenala di Pola. L'equipaggio venne catturato dagli austriaci




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BLERIOT 80 CV 1914

(tratto da www.aviation.com)


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NIEUPORT 80 CV 1914 (MACCHI 10000)

Si trattava di un’evoluzione del monoplano IVG (per Gnome, dal nome del motore) usato con successo in Libia nel 1911-12 e selezionato dal Battaglione Aviatori per equipaggiare le proprie squadriglie. La Fratelli Macchi se ne aggiudicò la licenza nel novembre 1912 e avviò la produzione prima della costituzione formale della nuova società congiunta Nieuport-Macchi. La produzione complessiva fu di 44 aerei, compresi due prototipi. Ne furono equipaggiate quattro squadriglie, che presero parte alle primissime fasi della Prima guerra mondiale ma furono quasi subito sciolte per l’obsolescenza degli aerei.(tratto da http://www.aleniaaermacchi100.it)


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VI SQUADRIGLIA NIEUPORT

Allo scoppio della guerra va a Campoformido con 5 monoplani Nieuport. L'11 giugno si sposta a S. Maria La Longa per la seconda battaglia dell'Isonzo. Viene impiegata sopratutto per l'osservazione dei tiri di artiglieria. La Squadriglia viene sciolta il 27 agosto.


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VOISIN


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FARMAN 1914


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AEROSCALO DI CAMPALTO (VE)

Costruito tra il 1909 e il 1911, Campalto fu denominato “1° Cantiere “, aveva originariamente un hangar lungo 110 metri, largo 27 e alto 32, per ospitare dirigibili tipo M. Di proprietà del Regio Esercito, fu dotato di un secondo hangar che ospitò dirigibili della Regia Marina




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DIRIGIBILE P4 - P5

Realizzati a Vigna di Valle nel 1912, erano simili nelle caratteristiche tecniche. Il P.5 venne ritirato dalle operazioni belliche alla fine del 1915, mentre il P.4, assegnato alla Regia Marina, fu messo in disarmo nel luglio del 1918. Lunghezza: 60 m, Diametro: 18 m, Volume 4400 mcubi, Motore: 2 Fiat S 54-A da 180 CV, Velocità: 60 km/h (Da: Palloni, Dirigibili ed Aerei del Regio Esercito 1884-1923. Chiusano - Saporiti. SME 1998).Immagine tratta dal sito www.delcampe.it




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GIUSEPPE VALLE 1886 -1975

Generale dell'aeronautica (Sassari 1886 - Roma 1975); tenente del Genio, partecipò alla guerra italo-turca e alla prima guerra mondiale come pilota di dirigibili. Sottocapo (1929) e poi capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica (1930; 1934-39), fu sottosegretario di stato per l'Aeronautica (1933-39). Sotto la sua guida l'arma colse facili successi nella conquista dell'Etiopia, ma si presentò impreparata alla seconda guerra mondiale. www.treccani.it




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FRANCESCO PRICOLO 1891 -1980

Il Generale di Squadra Aerea Francesco Pricolo ha frequentato l’Accademia militare e la Scuola di applicazione di Artiglieria e Genio, ottenendo la nomina a sottotenente del Genio nell’agosto 1911. Assegnato al Battaglione dirigibilisti, viene inviato in Libia durante la guerra italo-turca. Nel dicembre del 1915 consegue il brevetto di pilota di dirigibile, nel marzo del 1917 quello di comandante in seconda e nell’agosto dello stesso anno quello di comandante. Durante la prima guerra mondiale è stato imbarcato su vari dirigibili ed ha compiuto una sessantina di azioni di guerra, ottenendo due medaglie d’argento e due di bronzo al valor militare. Nel dopoguerra ha ricoperto vari incarichi: capo della sezione costruzioni edilizie di Padova, capo della segreteria del Comandante generale di Aeronautica, comandante del dirigibile N.1, comandante in seconda dell’Accademia Aeronautica.Ha comandato lo Stormo dirigibili nel 1926; fra il 1928 ed il 1929 ha svolto le funzioni di capo di stato maggiore della 2ª Z.A.T.. Ha comandato la 1ª Brigata Aerea dall’ottobre del 1931 al dicembre del 1932, quando ha assunto le funzioni di Sottocapo di Stato Maggiore della R. Aeronautica. Nell’ottobre del 1933 viene mandato a comandare la 2ª Z.A.T. e mantiene l’incarico fino al luglio 1938, allorché è chiamato al comando della 2ª Squadra Aerea. Dal 10 novembre 1939 al 15 novembre 1941 è stato sottosegretario di Stato per l'Aeronautica ed incaricato delle funzioni di Capo di Stato Maggiore. www.aeronautica.it




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CROCIERA AEREA ITALIA - BRASILE




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LOHNER L.40




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IDROSCALO DI PORTO CORSINI

All’interno della stazione torpediniere della Regia Marina di Porto Corsini (Ra) si trovava la sede della squadriglia di aviazione, con la presenza degli idrovolanti Borel n.1 e Borel n. 7. Dapprima vi era un unico pilota, il timoniere di 1^ classe Enrico Mendozza, poi il 21 aprile del 1915 giunse il T.V. Marco Vivaldi Pasqua come comandante. Gli aerei erano ospitati in un hangar smontabile tipo Mercandino lungo 16 metri e largo 13,5 con copertura in tela, sistemato dietro il deposito Oleoblitz e collegato con una pista larga 6 metri e lunga 500 che, tramite uno scivolo di 15 metri permetteva l’accesso in acqua degli idrovolanti. C’era inoltre sempre in comunicazione con l’hangar una pista in terra battuta di 500 metri parallela al canale Baiona che avrebbe permesso il decollo e l’atterraggio di un aeroplano. Sulla punta del triangolo di terra delimitato dalla confluenza dei canali, fu completato all’inizio della guerra, un grande hangar in legno che avrebbe ospitato quattro idrovolanti. (Tratto da: Salvat Ubi Lucet, la base idrovolanti di Porto Corsini e i suoi uomini 1915-1918, di Mauro Antonellini)




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CAUDRON G.3




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MACCHI PARASOL




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AEROPORTO DI GONARS

Gonars fu sede, durante la Grande Guerra, di uno dei numerosi campi d’aviazione realizzati dal Regio Esercito a ridosso del Fronte per consentire l’attività di volo delle Squadriglie che componevano la neonata Aviazione Militare. Il campo, la cui denominazione era “di Gonars”, in quanto il comando del reparto che lo occupava aveva sede in paese, sorgeva in un’area nota con il toponimo Vieris, situata in buona parte sul territorio del limitrofo comune di Bicinicco. Era una vasta area di terreni incolti a nord-ovest del paese compresa fra le strade che portano da Gonars a Gris (l’attuale strada provinciale n. 85) e da Gonars a Chiasiellis (strada sterrata). Le prime notizie certe di utilizzo dell’area dei Vieris da parte dell’aviazione risalgono al giorno in cui vi si trasferì la 4° Squadriglia da Ricognizione per Artiglieria (5 ottobre 1915). Il campo, sede della 4° Squadriglia (poi 44a) e per alcuni mesi della 3a(poi 43a), rimase operativo per i successivi due anni di guerra, fino al suo abbandono in seguito alla ritirata di Caporetto (dagli archivi parrocchiali risulta che i primi austriaci siano entrati a Gonars alle 15:00 del 30 ottobre 1917). L’area, di circa nove ettari, in cui sorgeva l’aeroporto comprendeva una zona utilizzata come “pista” per i decolli e gli atterraggi lunga circa 350 metri, larga 100 e con un orientamento di 040°-220°. Sui prati adiacenti alla pista sorgevano cinque aviorimesse in legno, una palazzina in muratura, una torretta di avvistamento ed altre costruzioni non identificate, presumibilmente baracche di legno




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AEROPORTO DI MEDEUZZA

A Medeuzza venne creato sin dal giugno 1915 un campo d’aviazione che rimase intensamente operativo fino alla disfatta di Caporetto e che inizialmente ospitò il Comando dell’unico Gruppo Aviazione per l’Artiglieria, dal quale dipendevano le 5 squadriglie di stanza nei campi di Medeuzza, Oleis e Gonars e che venne trasferito a Oleis alla fine di quell’anno. Il 2 luglio 1915, giorno in cui il campo venne bombardato senza danni dagli austriaci, qui erano di stanza la 1^ e la 2^ Squadriglia per l’Artiglieria. Il 7 settembre, un altro bombardamento, compiuto da 8 apparecchi austriaci in due riprese da quattro aerei ciascuna, si abbatté sul campo di Medeuzza. I danni al campo d’aviazione si limitarono alle attrezzature della cucina e ad alcuni fori da scheggia negli hangar, il Re Vittorio Emanuele III volle comunque venire per accertarsi personalmente dell’accaduto. I continui attacchi e bombardamenti a cui era sottoposto il campo confermano l’importanza che quest’ultimo aveva per le nostre forze armate. Molti furono i reparti che ebbero il campo come loro sede, se pur spesso per brevi periodi come la 3^ Squadriglia poi 42^. La 43^ ritornò qui provvisoriamente per poi andare dapprima a Gris (Gonars) nel febbraio 1916, tornare a Medeuzza e cambiare quindi parecchi altri campi partecipando a un’intensa attività bellica. L’ultimo reparto qui dislocato di cui abbiamo notizia è la 3^ Squadriglia da Ricognizione e Combattimento che nei giorni tragici di Caporetto (24 ottobre 1917) partecipò alla XII battaglia dell’Isonzo. (In figura: Caudron G.3 con motore da 80 Cv. Medeuzza)




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AEROPORTO DI SANTA MARIA LA LONGA

Presso l'abitato di S. Maria La Longa vi era un importante campo d’aviazione che ospitò numerosi Gruppi e Squadriglie, con valorosi piloti, alcuni accompagnarono l’osservatore Gabriele d’Annunzio che trascorse alcuni mesi del 1917 nella villa dei conti di Colloredo Mels. Olt




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AEROPORTO DI TOMBETTA DI VERONA

Nel 1913, dopo l'esaltante esperienza del Circuito Aereo Internazionale del 1910, si decise di dotare la città di Verona di un aeroporto militare. Verso la fine del 1914, quando si cominciarono ad organizzare le prime Squadriglie Farman 1912, si costituì il primo campo di Verona situato a Tombetta, e più precisamente sulla pista del trotter. Vi fu costruito un hangar tipo Gioia e una piccola casermetta ad uso officina, giacchè la truppa aveva trovato posto nel fortino Porta Nuova. Dall'11 luglio 1914 il campo di Tombetta fu sede della 12^ Squadriglia Farman da ricognizione comandata dal Capitano Musellis. Partita la squadriglia nel giugno del 1915 e stabilitasi ad Asiago, il campo rimase libero e nell'agosto-settembre successivo vista la necessità di aumentare sensibilmente il numero di squadriglie in quel di Verona, si mise mano a diverse altre costruzioni di hangars, tanto nella pista di Tombetta quanto nel Capo di Marte, prossimo alla stazione ferroviaria di Porta Nuova e confinante con l'altro campo. Il 16 dicembre 1915 giunse da Aviano la 5^ Squadriglia da bombardamento Caproni che iniziò le operazioni belliche il 10 gennaio 1916 con una missione sul campo austriaco di Gardolo (Trento). Verso la fine del 1916, ultimati i lavori, il campo poteva ospitare 6 o 7 squadriglie. Il campo era limitato a nord dalla ferrovia, ad est dalla strada per Rovigo e Mantova che divergevano proprio davanti a Forte Porta Nuova. La strada per Mantova delimitava il campo a ovest. Lo spazio destinato alla pista da volo, in terra battuta, era sistemato lungo il lato maggiore del campo, in direzione est-ovest. I fari della stazione radioelettrica erano sistemati al fondo della pista di involo. Numerose le missioni degli equipaggi di Tombetta ha battere le posizioni austo-ungariche, in particolare sulle Giudicarie, sulle linee della Valle Isarco e sui campi di aviazione trentini, come Pergine, dove il 16 aprile del '16 trovò la fine un Farman italiano. L'aeroporto fu impiegato per tutto il conflitto ed ospitò numerosi reparti come la 1^ squadriglia Farman, dal 6 ottobre 1915. Nel 1916 sul campo erano schierate, oltre alla già menzionata 5^, la 30^ e la 31^ Squadriglia Farman, la 73^ e la 75^ Squadriglia Caccia. Nel 1917 arrivò anche la 9^ Squadriglia Caproni. Il campo di Tombetta fu demolito agli inizi degli anni '20 per far posto alla nuova stazione di Porta Nuova.




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AEROPORTO DI ASIAGO

Nei primi mesi di guerra la piccola aviosuperficie allora esistente era l’avamposto dell’aviazione italiana, ospitando fin dal 1915 una squadriglia di “Farman”. Fu presto abbandonato perchè troppo a ridosso del fronte




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CAMPO DI AVIAZIONE DI BRESCIA

Nel periodo 1913-14 la Direzione Tecnica dell’aviazione militare di Torino cerca nuove basi per la futura flotta aerea e contatta il comune di Brescia perché la città contribuisca anche economicamente alla costituzione di un campo di aviazione. L’aerea prescelta era appena fuori Porta Pile, la Piazza d’Armi. Il campo risultò operativo il 23 maggio del 1915. Le installazioni consistevano in un fabbricato posto all’angolo sud oorientale (poi occupato dal campo sportivo militare) e da una serie di hangar disposti lungo il lato meridionale. L’aeroporto fu inaugurato la sera del 14 novembre 1914 con l’atterraggio di un Bleriot militare proveniente da Torino




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IDROSCALO DI DESENZANO

Alla periferia orientale della cittadina sul Benaco fu stanziata dall'inizio del conflitto una sezione idrovolanti dotata di un velivolo Farman, che poi divenne la 1^ Squadriglia idrovolanti, dotata di velivoli FBA. L'idroscalo ospitò il reparto fino al novembre 1917 e poi, di nuovo un reparto di volo a partire dal giugno 1918 fino alla fine delle ostilità. Nel dopoguerra, dopo qualche anno di sostanziale abbandono, l'idroscalo balzò agli onori delle cronache quale sede della Scuola Alta Velocità, unità sperimentale della Regia Aeronautica per la messa a punto degli idovolanti da corsa.




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1^ SQUADRIGLIA FARMAN

Una nuova 1^ Squadriglia nasce a luglio a Pordenone, equipaggiata con Farman 1914 a motore Renault 80 Cv. Dapprima inquadrata nel III Gruppo il 23 agosto 1915 si trasferisce sul campo di Santa Maria La Longa nell’ambito del II Gruppo per ritornare al gruppo originale dopo pochi giorni. Il 25 agosto compie il suo primo volo di guerra con una ricognizione su Aisovizza del capitano Ferraro. Dopo il bombardamento austriaco di Brescia avvenuto nello stesso giorno, la 1^ Farman viene mandata d’urgenza alla difesa della città. Il 28 agosto effettua il primo volo di guerra da Brescia. Trasferita a Verona il 6 ottobre, compie il giorno successivo la prima azione . Il 20 e il 21 dicembre bombarda i baraccamenti a nord di Forte Por iniziando una serie di attacchi che la fanno diventare uno dei reparti di punta. Nel 1915 eseguì complessivamente 151 voli di guerra. Il 10 gennaio 1916 bombarda gli accampamenti nemici a Calliano e il 21 febbraio due velivoli hanno un breve scontro con un aereo nemico. Il 27 marzo decollano su allarme per contrastare un incursione e riescono ad attaccare un velivolo che fugge. L’inferiorità tecnica del Farman non permette di stare alla pari con i Brandemburg e i Lloyd nemici. Il 10 aprile un equipaggio ha un combattimento con due aerei nemici sul Monte Finocchio e uno viene forse colpito. Lo stesso giorno un aòtro velivolo ha un combattimento su Verona. Il 15 aprile la 1^ Farman diventa la 31^ Squadriglia. (tratto da: I Reparti dell'Aviazione Italiana nella Grande Guerra. Gentilli e Varriale)
Nella foto il Ten. Cottino, caduto inn un incidente a Mantova il giorno del trasferimento a Verona.




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1^ BATTAGLIA DELL'ISONZO 23 GIUGNO - 7 LUGLIO 1915

Dopo un mese dall'inizio ufficiale della guerra, il 23 giugno 1915 il generale Cadorna lanciò la prima grande offensiva sul fronte dell'Isonzo, ribattezzata Prima Battaglia dell'Isonzo. Gli obiettivi erano diversi: la Seconda Armata avrebbe dovuto raggiungere il Monte Mrzli, il paesino di Plava e rafforzare le proprie posizioni a nord di Gorizia mentre la Terza Armata avrebbe dovuto avanzare tra Sagrado e Monfalcone. La prima azione venne intrapresa nella zona di Plava dove si cercò invano di conquistare Quota 383 ma l'inadeguatezza della potenza di fuoco italiana contro quella austriaca era palese. Stessa sorte più a nord, sul Monte Mrzli, dove dal 1° luglio le truppe italiane cercarono di allontanare i soldati asburgici senza alcun risultato. Alle difficoltà logistiche si aggiunse anche la forte pioggia che aveva trasformato le colline in lunghe distese di fango. L'unico settore in cui le operazioni ottennero qualche risultato fu nella zona di Sagrado dove il cannoneggiamento italiano, iniziato il 23 giugno, costrinse gli austro-ungarici ad arretrare fino alla linea del Monte Sei Busi e del Monte San Michele. Al contrario, nel settore meridionale di Monfalcone, gli attacchi sul Monte Cosich e sulle Quote 85 e 121 fallirono procurando gravi perdite. Dopo un incontro avvenuto il 2 luglio a Cervignano tra Cadorna ed il generale a capo della Terza Armata, Emanuele Filiberto Duca d'Aosta, furono inviati alcuni rinforzi che però non sortirono alcun cambiamento. Nei giorni seguenti gli scontri scemarono ed il 7 luglio 1915 la battaglia si dichiarò conclusa senza nessun risultato significativo.




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PALLONI FRENATI

Palloni frenati per la difesa di Venezia (da: Ufficio Storico stato Maggiore della Marina Militare)




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GABRIELE D'ANNUNZIO 1863 - 1938




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GIUSEPPE MIRAGLIA 1883 - 1915

Giuseppe Miraglia nasce il 21 giungo del 1883 a San Petito, piccola frazione di Lugo di Romagna. Fin dall’età giovanile Giuseppe Miraglia è fortemente attratto dalla vita militare. Il 15 Aprile 1900, è ammesso in qualità di “allievo”, alla Regia Accademia Navale di Livorno. Sempre con lo stesso grado verrà imbarcato sulle corazzate “Andrea Doria”, “Dandolo” ed “Eugenio Filiberto”. Nel 1906 raggiunge il grado di Sottotenente di Vascello e verrà assegnato sulla torpediniera “Dogali”. Lo vediamo poi in servizio sulla corazzata “Vittorio Emanuele”, sull’incrociatore “Aretusa” e nave cisterna “Sterope”. Dal 1911 al 1912 Miraglia presterà servizio con imbarco sulla torpediniera “Liguria”, sul rimorchiatore d’altura “Ercole”, sull’incerociatore “ Lombardia” ed ancora sulla “Vittorio Emanuele”, quindi sulla torpediniera “Curtatone” e parteciperà alla guerra italo-turca imbarcato sull’incrociatore “Goito”. Viene promosso a Tenente di Vascello nel 1912 e con questo grado sarà assegnato all’incrociatore “Vettor Pisani”. Il 17 marzo 1914 il T.V. Giuseppe Miraglia è assegnato su domanda, alla neo costituita Scuola Aviazione di Venezia. Miraglia comincerà la sua istruzione di pilota, in qualità di “osservatore”, essendogli utili ed opportune le precedenti qualificazioni e studi avvenuti presso l’Accademia Navale; Egli sarà protagonista durante questa fase, di una nutrita serie d’incidenti, sia come aviatore che osservatore. Il 30 settembre 1914 il TV Giuseppe Miraglia consegue il Brevetto di “Pilota Aviatore Militare”. Dopo poco Miraglia assume il comando della Squadra Idrovolanti Sant’Andrea. Nel periodo successivo Giuseppe Miraglia diventa la punta di diamante dell’ardita e rischiosa compagnia aviatoria di Gabriele D’Annunzio. Il 24 maggio del 1915 l’Aviazione di Marina austriaca inizia i bombardamenti su Venezia. A fare capo da tale data, la Squadriglia Idrovolanti di Sant’Andrea comandata da Miraglia, parteciperà a molteplici ed infinte serie di azioni come primo pilota del gruppo D’Annunzio. Morì il 21 dicembre 1915 durante un volo di allenamento.




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CAPRONI CA.300




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CAMPO DI AISOVIZZA (AJSEVICA)

Campo di aviazione austriaco a est di Gorizia. Attivo fino al 1916, quando con l'avanzata italiana verso Gorizia divenne bersaglio delle artiglierie italiane. Il nuovo campo di aviazione fu spostato ancora più ad est, ad Aidussina. Il campo fu la base delle Fliegerkompagnie 2 (giugno 1915 – agosto 1916), Fliegerkompagnie 4 (giugno 1915 – agosto 1916), Fliegerkompagnie 8 (marzo 1916), Fliegerkompagnie 12 (luglio 1915 – agosto 1916) e Fliegerkompagnie 19 (febbraio – agosto 1916). Nell'immagine un Albatross della Flik 16




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ERMANNO BELTRAMO




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NIEUPORT 10 ESCADRILLE N 92 I - 1915




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CAMPO DI AVIAZIONE VENEZIA LIDO

A causa del pericolo di bombardamenti aerei a cui era esposto il patrimonio artistico di Venezia, si rese necessario trovare un'area vicina alla città dove realizzare un campo di aviazione per ospitare l'aviazione francese giunta in soccorso. Inizialmente i caccia Neuport 10 e i veloci biplani Spad S VII francesi si schierarono nel campo di Bazzera, nei pressi di Mestre, ma questa locazione non si dimostrò adatta a tempestivi interventi di intercettazione di aerei nemici. Fu così che il Comando della Marina decise di ricavare un campo di aviazione dalla piazza d’armi del Forte di S. Nicolò al Lido. Lo spazio, ampliato con la demolizione di alcuni fabbricati minori, dimostrò la praticabilità del progetto il primo dicembre, dopo tre mesi di lavori, la squadriglia francese si trasferì nella nuova sede segnando così la nascita dell’aeroporto lidense. L'aeroporto ebbe visitatori illustri quali il Principe di Galles, il futuro Re Edoardo VIII, lo scrittore Celine, ed una madrina d’eccezione, l’affascinante baronessa Nicola Winspeare Guicciardi. Anche Gabriele D’Annunzio diventerà un abitué del luogo dopo il suo trasloco nella celebre Casetta Rossa sul Canal Grande.




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VIII SQUADRIGLIA

L’VIII Squadriglia Nieuport allo scoppio della guerra è a Campoformido. Svolge la prima missione di guerra il 24 maggio con tre ricognizioni. Il 9 luglio il tenente De Bratti sul Nieuport pilotato da Resio, combatte su Gorizia con due aerei nemici usando la sua pistola Mauser. Il 12 luglio tre velivoli effettuano un ardito bombardamento di accampamenti nemici a Gorizia. In scioglimento a fine luglio, l’VIII Squadriglia si sposta il 6 agosto a Trevignano a disposizione del XIV Corpo di Armata. Và poi a Clauriano ed è sciolta il 27 agosto quando aveva compiuto 95 voli. Viene rimpiazzata da una nuova VIII Squadriglia con Nieuport biplani che giunge a fine luglio ad Aviano. Fa parte della squadriglia il tenente Francesco Baracca. Il 9 settembre il reparto al completo si trasferisce sul campo di Santa Caterina presso Udine e lo stesso giorno ha luogo il primo scontro con un aereo nemico. Il 1 dicembre 1915, secondo il nuovo ordina memento, l’VIII Squadriglia Nieuport, classificata come squadriglia da caccia, diviene 1^ Squadriglia da Caccia. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale).

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NIEUPORT 10




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VENEZIA SANT'ANDREA

La disponibilità di un primo nucleo di piloti addestrati portò alla creazione di una scuola di pilotaggio a Venezia (1 febbraio 1913) che nel marzo seguente fu presa in carico dalla Regia Marina ed inaugurata il 25 aprile. (Direzione Generale di Artiglieria e Armamenti); battezzata “Squadriglia San Marco” l’unità disponeva di otto idro (un idro Ginocchio, tre Borel 100Hp, un Borel 80 Hp, due Curtiss Paulham 1912 e un Bréguet), sui quali si brevettarono per primi Brivonesi, Mendozza, Viotti e Cavalieri. In un primo tempo l’attività della scuola si svolge in Canale delle Vergini, presso l’Arsenale, ma poco dopo viene trasferita sul nuovo idroscalo realizzato nel canale del forte di S. Andrea, sull’isola delle Vignole, situato presso la bocca di porto del Lido. In quei primi anni d’attività è utilizzato anche l’adiacente idroscalo di Punta Sabbioni che, è ancora in uso quando l’Italia entra in guerra nel maggio 1915 ma poi viene abbandonato.




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AMEDEO FERRARO 1882 - 1917

Partenopeo, ufficiale di fanteria tra il 1911 ed il 1912 partecipa alla guerra italo-turca ed è inviato il Libia dove assiste alle operazioni belliche aeree, le prime al mondo cui partecipa il nuovo mezzo alato. Al rientro in Patria, sull’entusiasmo dell’esperienza libica, chiede di far parte del nuovo “Battaglione Aviatori” costituito nell’aprile del 1913. e il 13 luglio 1914 a Roma acquisisce il brevetto di pilota aviatore. E' destinato alla 11° Squadriglia Farman di Brescia, Allo scoppio della Grande Guerra, Amedeo Ferraro, promosso capitano, è inviato a comandare la 10° Squadriglia Farman dislocata a Verona. Il 7 maggio 1916 quattro Farman comandati da Ferraro bombardano Mattarello. Il 18 maggio durante un azione su Folgaria, il velivolo della 27^ Squadriglia condotto dal capitano Amedeo Ferraro e dal sottotenente Antonio Rasi avvistato un velivolo avversario tipo Lloyd, apparentemente diretto su Vicenza, lo attacca con decisione e, nonostante la mitragliatrice si inceppi, lo mette in fuga inseguendolo poi verso Lavarone.Il 21 luglio 1916 Amedeo è ferito da uno “shrapnell” sparato in funzione anti aerea nel corso di una incursione a bassa quota sulle linee nemiche. Nell’autunno del 1916 Ferraro è promosso maggiore e conseguentemente trasferito al comando del “Centro di Formazione Squadriglie” (C.F.S.) di Ghedi (Brescia). Muore nel luglio 1917 per un incidente aviatorio mentre sorvola la sua casa nel bresciano.




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XII SQUADRIGLIA

La XII Squadriglia Farman (modello 1912), alla data dell’entrata in guerra si trovava a Verona per effettuare il passaggio sui Farman 1914 dotati di motore da 80 CV. Comandata dal cap. De Masellis il 6 giugno raggiunse il fronte sul campo di Asiago, a disposizione della 1^ Armata. Il primo volo di guerra fu compiuto il 12 giugno con una ricognizione. I Farman si dimostrano subito inadatti al teatro operativo in quota, giacchè alcuni non riescono neanche a sollevarsi in volo a causa della scarsa potenza motrice. Il 30 giugno la XII^ invia un velivolo ad intercettare la prima azione aerea nemica su Asiago. Il 20 settembre 1915 un aereo di questa squadriglia effettua un volo su Trento con un passeggero speciale, Gabriele D’Annunzio, che lancia messaggi sulla città irredenta. Il primo dicembre 1915 la squadriglia si sposta sul campo di Villaverla (Vi). Nel corso del primo anno di guerra effettuò 137 voli di guerra. Una sezione della squadriglia fu formata a Verona nel febbraio del 1916, prima di passare alla 1^ Squadriglia. L’unità divenne la 32^ Squadrigia Aeroplani il 15 aprile 1916. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale).

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1^ SQUADRIGLIA AERONAVALE "SAN MARCO"

Nel 1917 venne costituita la prima squadriglia navale di siluranti aeree, denominata “Squadra Aerea San Marco”, che fu comandata dal marzo 1918 da Gabriele D’Annunzio, che ne coniò il motto: “Sufficit Animus”. Tale Squadriglia era mista, in quanto formata da aeroplani da ricognizione-bombardamento (velivoli S.I.A. 9B - 4 velivoli nel 1° semestre 2018 e 7 velivoli nel 2° semestre 2018) e da ricognizione/caccia (10 velivoli SVA).




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