Il Fronte del Cielo - L'aviazione Imperiale - Gli aviatori

Quando si parla delle vicende legate alla storia bellica della Grande Guerra si è in genere portati ad occuparsi della parte italiana identificando negli austroungarici l'altra parte senza mai scendere nei particolari delle loro vicende personali ed umane. Se invece si approfondisce la conoscenza dei soldati avversari si scoprirà una verità lapalissiana. Essi non erano molto dissimili dai nostri. Sfogliando la classifica degli assi con la croce di ferro vi si rinvengono chiare analogie con quella italiana. Il numero delle vittorie accertate innanzitutto è analogo. Il più importante dei piloti austroungarici, Godwin Brumowski, ne mise a segno 35 (contro le 34 di Baracca). Al secondo posto troviamo Julius Arigi con 32 vittorie. La sua fama di pilota cominciò nel 1916 sul fronte italiano, dove in poco tempo diventò un asso. Passato alla Flik 41J), proprio alle dipendenze di Brumowski, entrò subito in competizione con lui. Lasciò ben presto il reparto per trasferirsi alla Flik 55J di Pergine sul fronte trentino. Qui, con Josef Kiss e Josef von Mayer, formò un formidabile trio di cacciatori, tutti assi, conosciuto come «Kaiser staffel», lo Squadrone imperiale volando sui nuovi Aviatik Berg D-I. Terminato il conflitto Arigi continuò la sua attività aeronautica nella rinata Luftwaffe tedesca. Fu istruttore di volo ed ebbe tra i suoi allievi anche Hans-Joachim Marseille e Walter Nowotny . Ritiratosi infine in Austria morì nel 1981. Il terzo asso in classifica, fu Benno Fiala con 28 vittorie di cui 26 ottenute sul fronte italiano. Nel 1916 era alla Flik 10 come tenente al campo di Aisovizza e pilotava un Fokker E-I. In coppia con Heyrowsky abbattè il dirigibile «M-4». Dopo la guerra fu ingegnere presso la Junkers di Dessau. Dopo Benno Fiala, con 27 vittorie tutte sul fronte italiano, troviamo Frank Linke-Crawford il «falco di Feltre», che come insegna portava sulla fusoliera una grande aquila con le ali spiegate. Di padre galiziano e madre inglese, prestò servizio in cavalleria sul fronte russo. Entrato in aviazione fu destinato al fronte italiano distinguendosi come cacciatore. Si faceva chiamare «testa rossa» con riferimento al colore del casco e amava portare sempre calzoni bianchi. Di stanza a Feltre presso la Flik 60J, cadde nei pressi di Vas il 31 luglio 1918, abbattuto da Carlo Ciampitti e Aldo Astolfi , entrambi in forza all' 81^ Squadriglia basata a Casoni di Mussolente. In base alle testimonianze dell'epoca sembra che l'aereo di Linke-Crawford sia rimasto vittima di un guasto che lo mise nell'impossibilità di difendersi. A quel punto il caporale Aldo Astolfi lo centrò. Per Astolfi fu la sola vittoria dell'intera guerra. Il quinto posto nella classifica degli assi austroungarici è occupato da un personaggio singolare: Josef Kiss che ottenne 19 successi. Nato in Ungheria nel 1896, lasciò giovanissimo la scuola per arruolarsi volontario nell'aprile del 1916. Entrò nelle forze armate come soldato semplice ma aspirava a diventare ufficiale. La sua carriera aeronautica ebbe inizio nella ricognizione. Fu con Brumowsky sull'Isonzo, ma viste la sue capacità transitò nella caccia. Raggiunse quindi la Flik 55J di Pergine e formò con il comandante Mayer e Arigi il famoso un trio di cui si è detto. Sull'aereo nero aveva disegnata una «K» bianca. Venne abbattuto una prima volta da Silvio Scaroni il 25 gennaio 1918, sulla val d'Assa. Rimase ferito ma sopravvisse e rientrò subito dopo in servizio. Morì in azione il 25 maggio 1918 nei cieli della Valsugana. Aveva raggiunto il grado di sergente maggiore ed ebbe postuma la nomina a sottotenente. Durante i suoi funerali piloti, inglesi, francesi e italiani sorvolarono il corteo, lanciando una corona di fiori. La sua fidanzata di Pergine lo ricorderà sempre rimanendogli fedele fino alla morte. Con 18 vittorie quasi tutte ottenute sul fronte italiano Kiss è seguito da Franz Graser. Al pari di Brumoswsky anche Graser non fu mai un pilota dell'aviazione asburgica. Era infatti artiglierie e aveva comandato una batteria sul fronte orientale. Transitò nell'aviazione dopo essere stato ferito e fu assegnato come osservatore alla Flik 2. Proprio da osservatore ottenne le sue due prime vittorie. Era un tiratore molto dotato e seppe fare buon uso della mitragliatrice di bordo. Imparò quindi a volare in maniera informale e fu poi trasferito ad unità da caccia. Prima prestò servizio nella Flik 42J di Campoformido e poi nella Flik 61J a Motta di Livenza. Volò esclusivamente con gli Albatros D III. Il suo simbolo era un gufo che nei balcani significa «annuciatore di morte». Graser aveva un carattere allegro. Fu abbattuto il 17 maggio del 1918 da un gruppo di piloti italiani: Chiri, Magistrini, Nardini e Novelli. Al settimo posto della graduatoria austroungarica con 16 vittorie c'è Eugen Bonsch, che fu un specialista nell'abbattere palloni (6 successi). Di carattere tranquillo e riservato, fu abbattuto in fiamme sul territorio italiano ma riuscì a fuggire e tornare al suo campo.  (immagine: Ian Skvor 20 marzo 1918)

 

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JULIUS ARIGI

GOTTFRIED VON BANFIELD

MATTHIAS BERNATH

EUGEN BONSCH
       
       

       

GODWIN BRUMOWSKI

JULIUS BUSA

JOHANN CALOGOVIC FRITZ CAVAGNA
       
       

       

ANDREAS DOMBROWSKY

STEFAN FEJES

BENNO FIALA VON FERNBRUGG

JOSEF FRIEDRICH

       
       

 

     

JOHAN FRINT

FRANZ GRASER

KURT GRUBER

FRIGYES HEFTY

       
       
       

ADOLF HEYROWSKY

RICHARD HESS

OTTO JAGER

OTTO JINDRA

       
       
       

ALEXANDER KASZA

KARLOLY  KASZALA

JOSEF KISS

GEORG KENZIAN

 

 

 

       
       

HEINRICH KOSTRBA

JULIUS KOWALCZIK

LUDWIG HAUTZMAYER

FRANZ LAHNER
       
       
       

FRIEDRICH LANG

JOHANN LASI

LUIS LEHMANN

FRANK LINKE-CRAWFORD

       
       
       

BELA MACOUREK

JOSEF VON MAIER

KURT NACHOD

FRIEDRICH NAVRATIL

       
       

       
KARL NIKITSCH 

AUGUSTIN NOVAK 

KARL PATZELT 

FRANZ PETER 

       
       
       

JOSEF PURER

JOHAN RISZTICS

ALOIS RODLAUER

FRANZ RUDORFER

       
       

 

 

 

 

KARL SABEDITSCH

HUGO SCHWAB

ROMAN SCHMIDT

JOSEF SIEGEL

       
       

RAOUL STOJSAVLJEVIC

STEFAN STRAKOWIS

ERNST STROHSCNEIDER

RUDOLF SZEPESSY-SOKOL VON NEGYES

       
       

       

ALEXANDER TAHY

KARL TEICHMANN

MARIO TSCHURTSCHENTALER

WALTER LUX VON TREURECHT

       
       

 

 

 

 

FERDINARD UDVARDY

KARL URBAN

RUDOLF WEBER

FRANZ WOGNAR

 



Gli alletai: americani Il Fronte Italiano

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FLIEGERKOMPANIE 2 (FLIK 2)

Dapprima a Brezowo Polje sul fronte orientale, fu trasformata in squadriglia da ricognizione lontana (D) a Haidenschaft, Veldes, poi sul fronte isontino come 6.AK a Pianzano, San Pietro in Campo, Belluno

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HANSA BRANDENBURG C




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FOKKER E-III




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FRANCESCO BARACCA 1888 - 1918




Nato a Lugo di Romagna il 9 maggio 1888, da Enrico e da Paola dei conti Bianchi, uscì dalla Scuola militare di Modena, nel sett. 1909, col grado di sottotenente di cavalleria. Passato a sua richiesta nelle file dell'aviazione militare, il 28 apr. 1912 fu assegnato al battaglione "Specialisti d'aviazione" e inviato a seguire i corsi della scuola di pilotaggio dell'aviazione militare francese a Reims, dove il 9 luglio 1912 conseguì il brevetto di pilota. Nel 1913, partecipando alle manovre dell'arma di cavalleria, dimostrò le grandi possibilità militari che l'impiego del mezzo aereo apriva sul piano tattico, e gli fu affidato il compito d'istruire gli allievi piloti. Già completamente padrone della tecnica acrobatica, perfezionò continuamente le sue conoscenze e il suo addestramento tattico, abituandosi a pilotare apparecchi di tipi diversi. Con l'entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Intesa, il 24 maggio 1915, il B. accelerò la sua preparazione sugli aerei tipo "Nieuport", dotati di una velocità eccezionale per l'epoca, presso l'aeroporto parigino di Le Bourget. Rientrato nel luglio 1915 in Italia, fu subito mandato al fronte per collaborare all'organizzazione di una difesa contro i già operanti velivoli austriaci. Compì diverse missioni con vari compiti e ottenne la sua prima vittoria in un duello aereo il 7 apr. 1916, costringendo ad atterrare, ancora quasi intatto, all'interno delle linee italiane un velivolo austriaco tipo "Aviatik" : questa azione, che poneva in mano italiana un apparecchio di uno dei modelli più recenti da ricognizione e da combattimento, gli valse la prima medaglia di argento al V. M. Seguirono numerose altre vittorie: nel 1917, all'ottavo aereo nemico abbattuto, gli fu conferita la croce dell'Ordine Militare di Savoia. Dopo aver combattuto con la 70ª squadriglia, di base al campo di S. Caterina (Udine), passò nella primavera del 1917 alla 91ª squadriglia, una unità di nuova costituzione, nella quale confluirono i migliori piloti della 70a e che fu poi chiamata "la squadriglia degli assi". La nuova formazione ebbe in dotazione apparecchi tipo "Spad", superiori ai "Nieuport", con i quali collezionò una serie straordinaria di vittorie: dopo avere svolto attività assai intensa con base prima a Istrana (Treviso) e poi a S. Caterina, i piloti della 91ª squadriglia potevano vantare alla fine del settembre 1917 diciannove velivoli abbattuti dal B., comandante della squadriglia, tredici da Fulco Ruffo di Calabria, dodici ciascuno da P. R. Riccio e L. Olivari, sette da F. Ranza. La 91ª divenne in breve la squadriglia più famosa del fronte; i suoi piloti s'impegnavano anche in azioni di bombardamento con apparecchi "Caproni", ma la specialità, nella quale il B. e i suoi aviatori eccellevano, era la caccia: la tattica preferita dal B. consisteva nell'attaccare dall'alto il nemico, sfruttando soprattutto la propria eccezionale abilità nella manovra dell'aereo e delle armi di bordo. Altre due medaglie d'argento vennero a premiare l'audacia del B., che durante la battaglia di Caporetto e la ritirata s'impegnò a fondo per ostacolare il nemico con azioni rischiosissime di mitragliamento a bassa quota, anche nelle strade di Udine, che le colonne austro-tedesche stavano attraversando. Trasferitasi la gia squadriglia a Pordenone, e poi a Padova, la stretta collaborazione con la lotta delle truppe di terra continuò, sia nel campo dell'intervento tattico, sia in quello della ricognizione strategica e dei bombardamento. Il 7 dic. 1917 il B. abbatteva il suo trentesimo aereo nemico, un "Albatros" austriaco, sull'altopiano di Asiago. Per questa vittoria, il B. ebbe la croce di ufficiale della Corona belga, dal re Alberto in persona, il 6 febbr. 1918, sul campo di aviazione di Padova, e la medaglia d'oro al valor militare: seguì la promozione a maggiore per merito straordinario di guerra. Il cavallo rampante e il motto "ad maiora", che il B. aveva dipinto sulla carlinga, contribuivano a creare attorno all'aviatore un'atmosfera romantica, come del resto era accaduto ad altri famosi cacciatori di quella guerra, come il tedesco von Richtofen sul fronte francese e l'austriaco Brumowscky sul fronte italiano. La sua figura diveniva estremamente popolare tra i soldati e contribuiva notevolmente all'affermazione della nuova aviazione italiana. La offensiva austriaca e il contrattacco italiano nel giugno 1918 impegnarono a fondo la gia squadriglia. Il 15 giugno il B. abbatté il suo trentaquattresimo apparecchio nemico. Il 19 giugno, uscito al tramonto con altri due aerei della squadriglia per un'azione di mitragliamento a volo radente sul Montello, l'apparecchio del B. fu colpito da due pallottole incendiarie di fucile, che perforarono il serbatoio, e una delle quali raggiunse alla testa l'asso dell'aviazione italiana. (www.treccani.it)

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FLIEGERKOMPANIE 41 (FLIK 41)

Costituita a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia sull’aeroporto di Sesana per rafforzare la componente aerea imperiale, inizialmente era al comando dell’asso Godwin Brumowski. Fu poi basata sui campi di Ajello, Campoformido, Torresella, e Porto Buffole

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Al comando di Josef von Maier opera sul fronte isontino dall'aeroporto di Aisovizza (Ajdovščina). Della squadriglia fanno parte assi come Julius Arigi e George Von Kenzian. Nel novembre del 1917 si sposta sul fronte trentino a Pergine, dove arriva anche un altro asso, Josef Kiss. Il 15 novembre 1917, Arigi, in collaborazione con Von Maier e Kiss abbatte tre trimotori italiani e nei tre giorni successivi rivendicano altre 6 vittorie. (Immagine e testo tratti da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_55.htm)




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CIRE' DI PERGINE

Nelle immediate retrovie degli altipiani, all’inizio della Valsugana in località Cirè di Pergine la neonata Imperial-Regia Aviazione costruì uno dei suoi più importanti aeroporti del fronte italiano, ubicato in una posizione strategica quasi baricentrica all’intero fronte su cui doveva operare. Nel Cirè di Pergine operarono due famose squadriglie dell’I.R. Aviazione, la ‘’Flik 24’’ e la ‘’Flik 55j’’, in cui ebbero la sorte di incontrarsi tre dei più famosi ‘’assi’’ che militarono con essa: Julius von Maier e Julius Arigi (austriaci) nonché József Kiss (ungherese).




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AVIATIK BERG D.I




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HANS JAOCHIM MARSEILLE 1919 - 1942

Pilota sso della Luftwaffe della seconda guerra mondiale. È famoso per le sue battaglie aeree durante la campagna del Nordafrica e il suo stile di vita bohémien. Considerato uno dei migliori piloti da caccia del conflitto, fu soprannominato "Stern von Afrika" (Stella d'Africa). Marseille ottenne 151 delle sue 158 vittorie "ufficiali" contro la Desert Air Force del British




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WALTER NOWOTNY 1920 - 1944

aviatore austriaco che prestò servizio nella Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca, durante la seconda guerra mondiale. Con un totale di 258 vittorie aeree ottenute in 442 missioni, fu il miglior asso austriaco in assoluto e il quinto della storia dell'aviazione.




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FLIEGERKOMPANIE 10 (FLIK 10)

Attiva sul fronte orientale, fu inviata a Gardolo sul fronte trentino, nel 1918, al comando del capitano Oscar Lestiny. Aveva compiti ricognitivi a lunga portata ed era equipaggiata con velivoli Hansa Brandenburg C.I.. (Tratto da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_10.htm. Immagine: 10 aprile 1918. Incidente al velivolo del comandante)




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CAMPO DI AISOVIZZA (AJSEVICA)

Campo di aviazione austriaco a est di Gorizia. Attivo fino al 1916, quando con l'avanzata italiana verso Gorizia divenne bersaglio delle artiglierie italiane. Il nuovo campo di aviazione fu spostato ancora più ad est, ad Aidussina. Il campo fu la base delle Fliegerkompagnie 2 (giugno 1915 – agosto 1916), Fliegerkompagnie 4 (giugno 1915 – agosto 1916), Fliegerkompagnie 8 (marzo 1916), Fliegerkompagnie 12 (luglio 1915 – agosto 1916) e Fliegerkompagnie 19 (febbraio – agosto 1916). Nell'immagine un Albatross della Flik 16




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DIRIGIBILE M4

Costruito a Mirafiori alla fine del 1914, il 29 novembre 1915 si trasferì a Casarza. La prima azione bellica avvenne il 4 maggio con il bombardamento del campo di Aisovizza. Scoperto dai proiettori fu preso di mira da diverse batterie. Immobile nel cielo per avaria fu un facile bersaglio. attaccato anche da velivoli nemici precipitò in fiamme con l'interop equipaggio.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI FELTRE (SANTA GIUSTINA) (BL)

Nel mese di luglio del 1916, la 43a Squadriglia Farman venne spostata sul nuovo campo di Feltre, seguita poi dalla 46a. Il campo fu realizzato a nord della città, tra il torrente Colmeda e il Rio Ligont, nell'area dove ora sorge l'ospedale. Esso diverrà poi sede della sfortunata 113a Squadriglia e di una sezione delle squadriglie 48a e 87^. Dopo la rotta di Caporetto sarà invece un'importante base dell'aviazione austriaca con le Flik 2D, 8D, 14D, 16K, 39P e sede della 60J di Linke Crawford, l'asso austroungarico soprannominato il «Falco di Feltre». A Feltre faranno base anche la Scuola per Aviatori d'Artiglieria Austriaca e la FliegerAbteilung (FA) 39 Tedesca.


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FLIEGERKOMPANIE 60 (FLIK 60)

Costituita nei primi mesi del 1917, fu una unità di punta delll'aviazione austro-ungarica. Basata a Feltre dall'inizio del 1918 fu comandata da Frank Linke-Crawford

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81^ SQUADRIGLIA CACCIA


La 81^ viene costituita ad Arcade il 20 marzo 1917 e si trasferisce al campo di Langoris, detto anche Borgnano, ad ovest di Gorizia, il 20 aprile. Il primo combattimento avviene il 24 aprile. La linea di volo è composta da 12 Nieuport. Sotto l'incalzare delle truppe tedesche, nei giorni di Caporetto, l'unità raggiunge Aviano il 27 ottobre per poi proseguire per Arcade il 31. Alla fine del 1917 la squadriglia ha compiuto 1650 voli di guerra sostenendo 150 combattimenti con 15 vittorie confermate. Al termine delle ostilità l'unità è sul campo di Casoni e dispone di 21 Hanriot ed un Nieuport. L'impegno del reparto nell'ultimo anno di guerra è quantificabile in 2468 missioni con 80 combattimenti e 19 vittorie riconosciute. (Immagine: Uno dei Nieuport abbandonati e caduto in mano austriaca nei giorni di Caporetto. Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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CASONI DI MUSSOLENTE (VI)


A giugno del 1917 risultava in attività anche il campo di Casoni di Mussolente che era stato ricavato in un'ampia zona agricola a sudest dell'abitato ed tra la strada che conduce verso ca' Rainati (lato sud), l'attuale via Aeroporto - chiamata allora «strada Nuova» (lato est) e Villa Bergamo, conosciuta a quell'epoca come Villa Barbieri. Il campo aveva una larghezza di 400 m. Era una base organica è molto usata per la vicinanza con il monte Grappa. Qui ebbero sede le squadriglie: 26a bis (conosciuta per avere come insegna un fumetto allora in voga e il motto «come ti erudisco il pupo»), 22a, 24a, 36a, 62a, 113a, 114a, 132a e 133a. I reparti che però più segnarono la storia di questo aeroporto furono la coppia di squadriglie 76a e 81a, che seppero battersi ottenendo risultati anche migliori di altri reparti più noti.

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SILVIO SCARONI 1893 - 1977

Nato a Brescia ebbe il primo contatto con l'aviazione nel 1909 durante il circuito aereo di Brescia e nel 1915 quando prestava servizio in artiglieria rispose subito alla richiesta di volontari per il Battglione Aviatori.Ottenuto il brevetto nell'ottobre del 1915 fu trasferito come sergente pilota alla 4^ squadriglia per l'artiglieria. Passato ufficiale fu assegnato alla 43^ Squadriglia. Passò poi, nei giorni di Caporetto alla 76^ Squdriglia Caccia ed abbattè un primo velivolo il 14 novembre a bordo di un Hanriot Hd.1. In meno di un mese diventò un asso e il 26 dicembre rivendicò tre vittorie durante la battaglia aerea di Istrana. La decima vittoria arrivò il 28 gennaio 1918, la quindicesima il 22 maggio e la ventesima il 25 giugno. Sopravvisuto per poco ad un combattimento con un caccia austriaco il 12 luglio 1918, fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare. In totale gli furono accreditate 26 vittorie. (Da: Gli Assi Italiani della Grande Guerra, di Paolo Varriale)




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FLIEGERKOMPANIE 2 (FLIK 2)

Dapprima a Brezowo Polje sul fronte orientale, fu trasformata in squadriglia da ricognizione lontana (D) a Haidenschaft, Veldes, poi sul fronte isontino come 6.AK a Pianzano, San Pietro in Campo, Belluno

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FLIEGERKOMPANIE 42 (FLIK 42)

Costituita nei primi mesi del 1916 sul campo di Sesana, nell'ambito dell'armata isontina, fu poi a Prosecco, Beligna, Campoformido, Casarsa, Motta di Livenza, Pianzano.

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FLIEGERKOMPANIE 61 (FLIK 61)

Squadriglia da caccia formata a Motta di Livenza. Fu poi a Ghirano.

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AEROPORTO DI CAMPOFORMIDO

L’attività di volo in Friuli con i più pesanti dell’aria ha inizio sul campo de La Comina nel 1910. Nel 1911 viene costruito, nel campo di San Quirino dalla Società milanese Helios, il monoplano “Friuli”. Il 9 luglio 1911 il primo aeroplano sorvola la città di Udine dopo essere decollato dalla Piazza d’Armi cittadina. Il pilota è il palmarino Alfredo Cavalieri titolare del brevetto italiano n° 17. Alle 06.45 del 31 luglio 1913 atterra il primo aeroplano a Campoformido. E’ il Bleriot del Cap. Gino Zanuso che prende terra nei prati di San Canciano. Per tutto il 1913 i prati di San Canciano sono sede di attività aeronautica addestrativa da parte delle unità di volo del Battaglione Aviatori del Regio Esercito Nel 1915 il conflitto per l’Italia è inevitabile e vengono condotte delle prove di mobilitazione generale. La Direzione Generale per l’Aeronautica incarica il S.Ten. Pilota Giulio Laureati di individuare in Friuli i terreni più idonei per ospitare dei campi d’atterraggi Laureati segnala, nei pressi di Campoformido , quattro distese prative: Due nei pascoli di San Canciano, Una fra Bressa e Campoformido e una posta a 1 Km da Campoformido. Il 18 maggio 1915 a Campoformido iniziano ad insediarsi le Squadriglie italiane con velivoli monoplani Nieuport , poi sostituiti dai biplani Farman 1914 e dai Nieuport 10. Alle originarie aviorimesse in legno si uniscono hangar metallici, in cemento armato e muratura. Alle squadriglie da ricognizione e da caccia, si affiancano quelle da bombardamento equipaggiate con i Caproni Ca.3. A seguito dello sfondamento della Conca di Plezzo ,i campi di volo di Campoformido e Santa Caterina vengono abbandonati. Viene distrutto tutto il possibile. Le aviorimesse in legno vengono date alle fiamme e i velivoli inefficienti resi ulteriormente inservibili o incendiati . Nel 1918, l’aeroporto, occupato dalle truppe austriache diviene sede di Squadriglie da addestramento, scuola di volo per piloti e osservatori, deposito di materiali aeronautici e sede di supporto per unità aeree di passaggio. Dopo un anno ha termine l’occupazione austroungarica e il 1 novembre 1918 gli ultimi reparti di volo nero crociati lasciano Campoformido. (tratto da "Il Cielo di Campoformido, di Roberto Bassi)


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CAMPO DI AVIAZIONE DI MOTTA DI LIVENZA

Phönix D. I 228.40 E Albatros D. III 153.136 sul campo di Motta. (Da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_35.htm)




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ALBATROSS D.III




Apparso per la prima volta nella primavera del 1917 sul fronte occidentale, fu prodotto in circa 1900 esemplari. LUNGHEZZA: 7,33 m; LARGHEZZA: 9,05 m; ALTEZZA: 2,98 m; PESO: 886 kg a pieno carico; MOTORE: 1 Mercedes D.III a 6 cilindri in linea raffreddato a liquido di 175 HP; VELOCITA': 175 km/h; DISTANZA: 350 KM; QUOTA MAX: 5500 M; VELOCITA' ASCENSIONALE: 886 piedi/minuto

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ANTONIO CHIRI 1894 - 1971

Nato a Locana allo scoppio della guerra fu arruolato in un reggimento di artiglieria. Ottenuto il brevetto di pilota nel magio del 1916, fu assegnato, nel novembre, alla 78^ Squadriglia. Sergente, ottenne la sua prima vittoria il 19 marzo 1917 sull'altopiano di Asiago. Due altre vittorie, con la quinta per farne un asso, l'ottenne durante la battaglia di Istrana. Il 18 agosto 1918, ottenne la sesta ed ultima vittoria. Decorato con tre Medaglie d'Argento al Valor Militare. (Da: Gli Assi Italiani della Grande Guerra, di Paolo Varriale.)




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CESARE MAGISTRINI 1895 - 1958

Dopo aver servito per breve tempo nella 2ª Squadriglia(Parasol), Magistrini fu trasferito alla 78ª Squadriglia presso la quale, dopo essere stato gravemente ferito nel cielo di Podgora, guadagnò la promozione a sergente e la sua prima medaglia d'argento al valor militare. Durante la sua permanenza nella 78ª, Magistrini ottenne 3 vittorie, di cui una ufficiale e due non confermate. A novembre fu nuovamente trasferito, questa volta nella famosa Squadriglia degli assi, comandata da Francesco Baracca. Il mese dopo, in occasione della sua quarta vittoria ufficiale, ottenne la seconda medaglia d'argento. In tutto, Magistrini totalizzò 10 vittorie, di cui 6 ufficiali, ottenendo così la qualifica di asso; a conflitto terminato, sfruttò le sue doti aviatorie lavorando come pilota per la Transadriatica, la SAM e l'Ala Littoria. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Magistrini riprese servizio nei Servizi Aerei Speciali, adibiti al trasporto di materiale bellico. Dopo la guerra, riprese nuovamente il lavoro come pilota di aerei civili, prima per il Re dello Yemen, poi per l'Egyptian Airlines. Durante la sua carriera Magistrini volò per 22.000 ore, totalizzando più di 2 milioni di chilometri percorsi. (da: http://www.theaerodrome.com/aces/italy/magistrini.php)




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GUIDO NARDINI 1881 - 1928

Nacque a Firenze e prese il brevetto di pilota numero 590 in Francia il 22 agosto 1911 sul campo di Betheny. Il primo anno dopo l'entrata in guerra lo passò come meccanico collaudatore addestratore e dovette attendere il 26 maggio 1916 prima di poter essere assegnato alla 75ª Squadriglia da caccia, basata sul campo di Tombetta. L'11 maggio un ricognitore fu messo in fuga, mentre il 16, aiutato da Buzio e Consonni, Nardini non solo fece ritirare in tutta fretta il ricognitore nemico, ma questi stretto fra i tre arei italiani perse l'apparecchio fotografico che finì in un campo vicino a Borgo Venezia. Il 27 maggio invece fu il giorno della prima vittoria di Nardini: aiutato da De Bernardi, Buzio e Consonni, costrinse un ricognitore, un Brandemburg C.1 ad atterrare. Tutti e due i piloti austriaci furono catturati. I veronesi, entusiasti per il primo abbattimento della 75ª, donarono 1.750 lire a ciascuno dei quattro piloti autori della vittoria, i quali, all'unanimità, li ridonarono al fondo per i mutilati di guerra. Verso la fine dell'anno Nardini passò alla 78ª squadriglia caccia, sempre con Nieuport 11. Dopo un breve passaggio alla 131ª su Pomilio PC, inizialmente concepito come caccia di scorta e poi da ricognizione, il pilota fiorentino tornò a Istrana alla 78ª e alla caccia. Pur volando ancora con un Nieuport 11, ormai obsoleto, nel 1917, sul fronte trentino, Nardini ritrovò la vittoria: il 14 giugno, fra l'altopiano di Asiago e la Valsugana, alle 8.20, obbligò un velivolo nemico ad atterrare e venti minuti dopo ne abbatté un secondo, facendolo precipitare in fiamme nella Valsugana. Il 18 luglio, grazie anche all'aiuto di Magistrini, costrinse all'atterraggio un Brandemburg C.1, il pilota sopravvisse, l'osservatore rimase invece ucciso nel duello aereo. Finalmente, nella tarda estate del 1917, Nardini passò all'Hanriot HD.1.Con questo velivolo Nardini rivendicò tre vittorie ma gliene venne riconosciuta solo una. Ferito in duello l'asso fiorentino stette lontano dal fronte per diversi mesi. Nel 1918 tornò in attività in forza alla 91ª squadriglia, quella di Francesco Baracca. Gli inizi però non furono fra i più gloriosi, atterrando con il suo nuovo SPAD S.VII matricola 5807, per un guasto al motore cappottò distruggendo l'aereo. Evidentemente Nardini non fece mai pace con lo Spad visto che si fece assegnare un Nieuport 27 con il quale tornò alla vittoria il 3 maggio in qualità di gregario proprio di Francesco Baracca. Il 23 agosto ebbe un grave incidente, e non recuperò più l'operatività che ebbe prima dell'infortunio. A conflitto finito, a fronte delle 11 vittorie da lui rivendicate, gliene vennero confermate solo 6. Il pilota fiorentino meritò in totale una medaglia d'argento al valor militare e due di bronzo.(da: http://guidonardini.it/index.html)




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GASTONE NOVELLI 1895 - 1919

Di famiglia nobile si arruolò in cavalleria. Andava fi ero della sua appartenenza a quest'arma di cui sfoggiava sempre i colori su un alto colletto. Arrivò alla 91a Squadriglia dopo Caporetto. Sopravvissuto alla guerra, morì poco dopo la fi ne del confl itto. Il 3 luglio 1919, mentre raggiungeva il proprio reparto, dopo uno scalo a Padova, ebbe una piantata al motore e precipitò contro l'argine di un fosso a bordo del campo.




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JULIUS ARIGI 1895 -1981

Asso dell'aviazione austroaungarica ottenne 32 vittorie, secondo per numero solo a Brumovski. La sua fama di pilota cominciò nel 1916 sul fronte italiano, dove in poco tempo diventò un asso. Passato alla Flik 41 J, proprio alle dipendenze di Brumowski, entrò subito in competizione con lui. Lasciò ben presto il reparto per trasferirsi alla Flik 55 J di Pergine sul fronte trentino. Qui, con Josef Kiss e Josef von Mayer, formò un formidabile trio di cacciatori, tutti assi, conosciuto come «Kaiser staffel», lo Squadrone imperiale volando sui nuovi Aviatik Berg D-I. Terminato il confl itto Arigi continuò la sua attività aeronautica nella rinata Luftwaffe tedesca. Fu istruttore di volo ed ebbe tra i suoi allievi anche Hans-Joachim Marseille e Walter Nowotny. Ritiratosi infine in Austria morì nel 1981.

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GOTTFRIED VON BANFIELD 1890 - 1986

Banfield fu il più grande asso della Marina Imperiale e l'unico aviatore austroungarico ad essere insignito della masssima onorificenza dell'Impero: La Croce di Cavaliere dell'Ordine di Maria Teresa. Eccellente puntatore ottenne tutte le sue nove vittorie con idrovolanti. Partecipò ad oltre 400 missioni contro il nemico, e fu il primo cacciatore austro-ungarico a conseguire una vittoria notturna. La sua prima vittoria la ottenne, a bordo di biposto Lohner, ai danni di un aerostato italiano nei pressi della foce dell'Isonzo. Nel febbraio del 1916 assunse il comando della stazione navale di Trieste che mantenne per il resto del conflitto.

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MATHIAS BERNATH

Pilota della Flik 4, di cui era comandante sul fronte italiano dal 1915. Accreditato di una vittoria, la prima realizzata dall'aviazione austriaca durante la Grande Guerra.

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EUGEN BONSCH 1897 - 1951

Bönsch si arruolò nel 1915 e non appena concluso l'addestramento fu trasferito al servizio aereo. Nel 1917 raggiunse la Flik 8 per conseguire il brevetto di pilota e nell'agosto dello stesso anno fu assegnato alla Flik 51J dove conseguì 16 vittorie volando con Albatros D.III. Poco prima del terine del conflitto, Bönsch fu abbatuto in fiamme probabilmente da Flaminio Avet, ma riuscì a salvare con il paracadute. Durante il secondo conflitto mondiale militò nella Luftwaffe come capitano nella base di Oschatz, Sassonia.

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GODWIN BRUMOWSKI 1889 - 1936

Brumowski fu l'asso degli assi dell'Impero austro-ungarico totalizzando 35 vittorie riconosciute. Ufficiale di un reggimento di artiglieria, si distinse in combattimento sul fronte orientale. e nel luglio del 1915 entrò nel corpo aereo. Assegnato alla Flik 1, volò frequentemente come osservatore sul velivolo di Otto Jindra pime di conseguire, egli stesso, il brevetto di volo, il 3 luglio 1916. Nel novembre del 1916, Brumowski fu trasferito sul fronte italiano presso la Flik 12. In meno di due mesi ottenne 5 vittorie e fu uno dei pochi piloti a ricevere la Medaglia d'Oro al coraggio. Nel marzo 1917, dopo un periodo presso la squadriglia tedesca Jasta 24, a studiare tattche aeree su fronte occidentale, assunse il comando della Flik 41J, la prima unità da caccia austriaca. Sebbene continuasse a preferire l'Hansa-Brandenburg D.I, Brumowski iniziò a volare con l'Albatros D.III già nell'estate del 1917. Il 17 agosto, conseguì la sua prima vittoria con il nuovo velivolo. Nell'ottobre del 1917 dipinse il suo velivolo di rosso, e il suo Albatros era facilmente riconoscibile per il teschio bianco su sfondo nero dipinto in fusoliera. Ritenuto un leader straordinario gli fu affidato l'intero settore della caccia sul fronte isontino a partire dl 11 ottobre 1918. Dopo il conflittoAfter the war, Brumowski tentò la conduzione dell'azienda materna in Transylvania. Dopo il fallimento del'impresa si trasferì a Vienna, dove condusse una scuola di volo fino al fatale incidente aereo che pose fine alla sua vita, nel 1936, presso l'aeroporto di Schiphol, Olanda.

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JOSEF SIEGEL 1883 - 1940

Nacque a Bohnau (Repubblica Ceca, vicino al distretto di Svitavy).Plurimedagliato (2 Goldenen Tapferkeitsmedaille,3 Silberne Tapferkeitsmedaille,"Feldpilotenabzeichen","Karl Truppenkreutz") fece parte delle "squadriglie" Flik 6,15,16,21,56J Flek 6, FLG1. Accreditato di 5 (6?) vittorie aeree. Nel 1904 si arruolò nell'Esercito austro-ungarico (98° Reggimento Fanteria). Dopo aver conseguito il brevetto di pilota nel 1914 venne impiegato con la Fliegerkompanie 15 (FliK 15) sul fronte russo. Nel gennaio 1915 acquisì il grado di sergente maggiore (Feldwebel) e nel giugno 1915 venne trasferito sul fronte serbo. Nell'agosto del 1915 passò di grado (Offizierstellvertreter). Nel marzo 1916 venne assegnato alla Fliegerkompagnie 21 (FliK 21) sul fronte italiano (Gardolo e Pergine). Il 18 maggio 1916 su Hansa-Brandenburg C.I 26.06 abbattè a Verona un Farman. Una settimana dopo, sempre su Hansa-Brandenburg C.I, durante un volo di ricognizione nei pressi di Rovereto ottenne il suo secondo successo aereo. L'11 luglio 1916 eseguì un azione solitaria senza scorta su Hansa-Brandenburg C.I con bombardamento del porto di La Spezia. Settembre 1916: fa parte della Fliegerkompagnie 6 (FliK 6) sul fronte albanese. Il 12 ottobre 1916 abbattè il Ca.300 del capitano Ercole Ercole dell'11^ squadriglia nei pressi di Zharnec (Albania). Nel mese di dicembre 1916 Siegel passò nella Fluggeschwader I (FLG I) e successivamente nella Fliegerersatzkompagnie 6 (FLEK 6 con base a Wiener Neustadt). Nella primavera del 1917 entrò nei ranghi della FliK 16 in Carinzia. . Il 23 settembre 1917 Siegel abbattè un Nieuport italiano zona Val Fella (Fella Tal) portando a quattro il numero delle sue vittorie. Poco prima della XII battaglia dell'Isonzo passò alla Flik 56J con sede a Seebach (Villach) pilotando sia Albatros D.III che Aviatik D.I. Il 30 dicembre 1917 prese parte assieme a Benno Fiala Ritter von Fernbrugg e a Karl Haselböckem nei pressi di Susegana al combattimento che portò all'abbattimento del Caproni Ca.3 4216, su cui volavano il capitano Maurizio Pagliano,il sottotenente Luigi Gori e i soldati mitraglieri Arrigo Andri e Giacomo Caglio. Il Caproni Ca.3 venne abbattuto da Benno Fiala, mentre Siegel tenne impegnata la scorta. Nel gennaio 1918, il Siegel si trasferì con la FliK 56J nell'aeroporto di Pianzano. Nel febbraio 1918 ottenne la sua quinta vittoria abbattendo un Sopwith Camel. Nel giugno del 1918 venne trasferito nell'aeroporto di Campoformido come istruttore di volo nei reparti di formazione dei nuovi piloti da caccia mettendo a disposizione la sua esperienza ai più giovani (Feldfliegerschule 1). Dopo la fine della guerra Siegel continuò a volare a livello amatoriale (voli promozionali- acrobatici). Morì in seguito alle lesioni riportate in un incidente automobilistico nel 1940 (1939?).

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JULIUS BUSA 1891 - 1917

Asso austriaco accreditato di 5 vittorie, trentacinquesimo nella classifica. Sergente Maggiore, ha prestato servizio nelle Flik 42J, 60J e 14J. Cadde in combattimento insieme al suo osservatore, a bordo del velivolo Hansa-Brandenburg C.I (129.20), sul Monte Corada, probabilmente ad opera di Francesco Baracca, il 13 maggio 1917.

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HEINRICH KOSTRBA 1883 - 1926

Nato a Praga fu capitano pilota dell'aviazione austroungarica. Operò sul fronte orientale come osservatore con la Flik 4 e poi come pilota sul fronte italiano con le squadriglie(Flik) 8 e 23. Accreditato di 8 vittorie complessive tre delle quali ottenute in un solo giorno, il 18 febbraio 1916.

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