Il Fronte del Cielo - La Caccia - 6.6 - 72^ Squadriglia

La 72^ Squadriglia nasce dalla 3^ Squadriglia Caccia sul campo di Brescia il 15 aprile 1916. Dotata di 4 velivoli Aviatik e di una sezione di Farman (2 velivoli), fu assegnata al Capitano Gino Matteucci per condurre azioni offensive sul Trentino e crociere di protezione nel cielo di Brescia. Insieme a Matteucci ci sono i piloti tenente Umberto Re, il sergente Angelo Alberto, il sergente Remigio Robino, il caporale Gustavo Rizzoli, il caporale Adriano Cargiani, il caporale Umberto Ferro e il soldato Mario Moccafiche. Il 10 giugno durante un volo di prova rimane ferito il sergente Ferro con il Farman 758. Il 29 giugno un incursione austriaca su Brescia viene contrastata da 5 Aviatik e un Farman che decollano su allarme. Durante il mese di settembre la sezione Farman lascia la squadriglia che rimane equipaggiata con i soli Aviatik. In dicembre il comando della Squadriglia fu assunto dal Capitano Leone Tappi. Il 1 gennaio 1917 l'unità è inquadrata nel III Gruppo con nuovi piloti e specialisti. Ai precedenti si aggiungono infatti i sergenti Luigi Lucchini, Antonio Nava, Alfredo Tagliapietra e vari mitraglieri tra cui Luigi Burei, futuro pilota collaudatore della Macchi, Giovanbattista Dondelli, Secondo Fassio, Igino Ferraretto e Sestino Paoletti. Nel mese di febbraio i velivoli Aviatik furono sostituiti dai SAML e il giorno 28 ne risultano in carico sette. In marzo la Squadriglia si trasferisce sul campo di Ghedi dove continua i voli su allarme (nel primo trimestre 1917 ne compì 14). Durante il mese di aprile si ebbe un incremento dell'attività di volo, e il 16 Lucchini con Ferraretto hanno un incidente in atterraggio. Il velivolo, il SAML 1579, urta contro un albero e Lucchini rimane lievemente ferito. Il giorno dopo, il 17, la squadriglia è in lutto per la morte di Cargiani che precipita con il SAML 1581 nei pressi di S. Bartolomeo. Insieme a Cangiani, il mitragliere Fassio che riporta gravi lesioni. Nel frattempo la 72^ era passata momentaneamente al IX Gruppo (10 aprile), per ritornare dopo un mese esatto alle dipendenze del III Gruppo. L'11 maggio tutti i velivoli della Squadriglia decollano su allarme per contrastare un raid austriaco su Brescia. A 5000 metri di quota Moccafiche. (diventato nel frattempo sottotenente) con Alcide Gatti, e il capitano Tappi con Dondelli, raggiungono i velivoli nemici e ingaggiano combattimento. Dopo un breve scambio di colpi il SAML 1580 di Tappi precipita vicino a Botticino Sera con la morte immediata del Comandante e del mitragliere, che estratto dai rottami ancora in vita, decede poco dopo. Per questa azione l'equipaggio viene decorato con la medaglia di bronzo al valor militare. ll 22 maggio il comando della Squadriglia viene assunto dal Capitano Teresio Ferrè. Il 23 maggio viene distrutto in atterraggio il SAML 2418 pilotato dal sergente Riccardo Lamberti, che esce incolume dall'incidente. La situazione al 1 agosto 1917 vede al comando di Ferrè, i piloti Gatti, Moccafiche, Nava, Umberto Re, Robino, Cesare Dondi, il sergente Riccardo Lamberto e il caporale Enrico Pini. Ci sono inoltre gli osservatori Capitano Piero Pinna, i tenenti Adolfo Bono e Piero Ghinozzi. Nuovo incidente il 3 agosto, quando Mario Moccafiche e Pinna sono costretti a scendere sul ghiacciaio del Verenocolo a causa del maltempo. I due rimangono illesi ma il SAML 2428 è perduto. Il 30 agosto l'unità si trasferisce sul campo di Castenedolo (Bs). Il mese successivo schiera due sezioni a Castenedolo e una a Ponte S. Pietro, vicino a Bergamo. Il 20 settembre 1917 la 72^  Squadriglia cambiò denominazione assumendo la numerazione 120^. La 72^  Squadriglia viene nuovamente formata con ordine del 21 ottobre 1917 sul campo di Castenedolo (Bs) con il personale ed il materiale di due sezioni della 75^ Squadriglia Caccia quando quest'ultima venne sdoppiata, al comando interinale del tenente Giuseppe Rigoni ed alle dipendenze del III Gruppo (T. Col. Resio). Il numero 72 era rimasto scoperto con la precedente trasformazione della 72^  in 120^  squadriglia. La linea di volo era composta da biplani Nieuport con motore da 110 cavalli. La nuova squadriglia era composta da due sezioni ma già il 16 novembre successivo, con l'arrivo di nuovi velivoli Nieuport, fu aggiunta la terza. La prima missione della nuova unità ha luogo il 26 ottobre, con un volo di ricognizione compiuto dal Ten. Rigoni con un volo di oltre due ore da Castenedolo a Verona, Folzarca, Calli, Matterello, Trento Pergine, S. Cristoforo e ritorno per Susegana. Nei mesi di ottobre e novembre le condizioni meteorologiche ostacolano l’attività di volo non permettendo che 19 missioni. Dal 20 novembre al 2 dicembre 1917 vengono eseguiti 9 voli di scorta, 4 di caccia, 3 crociere e 8 voli di addestramento.  Il 1° dicembre 1917, in seguito al nuovo assestamento dato all'aviazione mobilitata dopo la presa di posizione delle nostre truppe sul Piave, l’unità lascia il III Gruppo e passa alle dipendenze del IX (Magg. Giorgio Chiaperotti). In questo stesso mese il reparto inizia a riequipaggiarsi con i velivoli Hanriot Hd.1, dotato di mitragliatrice Vickers. Il comando era stato affidato in via provvisoria al ten. Giuseppe Rigoni con i piloti tenente Sebastiano Bedendo, tenente Giovanni Fasoli, tenente Natale Palli, sergente Giovanni Bartolomeo Arrigoni, entrambi provenienti dalla 75^ Squadriglia, sergente Giovanni Gerardini, sergente Teresio Marcellino, sergente Mario Pereno, sergente Francesco Pomponi, sergente Arrigo Rossi e soldato Ezio Franzi, Attilio Simonetta e Gino Baldi. Alla fine di dicembre Rigoni cede la guida del reparto al capitano effettivo Mario Omizzolo. Durante il mese le condizioni meteo rimasero ostili e la squadriglia fu in grado di effettuare solo 29 voli, due dei quali notturni. Non ci furono perdite. In totale nel corso dell'anno 1917 furono effettuati 58 voli di guerra. Il 1 gennaio 1918 la 72^  Squadriglia si trova sul campo di Castenedolo al comando del Cap. Omizzolo con i piloti Ten. Bedendo, Fasoli, Marchesini e Rigoni, c'erano poi i sergenti piloti Marcellino,  Simonetta, Pereno, Gerardini, Pomponi e Rossi, i soldati piloti Franzi e Baldi. Il 1 gennaio tre velivoli compiono una ricognizione sull'altopiano. Nel gennaio 1918 la squadriglia dispone di 11 Hanriot Hd.1, cinque Nieuport con il motore da 80 hp e due Farman con il motore Colombo. I Farman (2 velivoli) sono adibiti alla caccia notturna nel cielo di Brescia. Il 19 gennaio tre piloti (Bedendo, Gerardini e Marcellino) con i rispettivi aerei sono distaccati a Sovizzo, nei pressi di Vicenza, alle dipendenze del III Gruppo ed aggregati alla 75^ Squadriglia, fino al 19 febbraio. Durante il mese di gennaio le condizioni meteo furono sovente proibitive.

Con ordine del 24 febbraio 1918 dell'Ufficio Servizi Aeronautici vengono potenziate le forze poste a difesa di Brescia e si dispone che la squadriglia raggiunga un organico di 18 piloti ed aerei. Arrivarono il Ten. Zanchi, il Ten. Rolando, il S. Ten Sommariva, il serg. Monti, il caporale De Matteis e il soldato Gallo. Le condizioni meteo furono comunque avverse per tutto il mese, tuttavia Baldi e Simonetta effettuarono anche dei voli notturni su Brescia avvalendosi di due velivoli Farman  in dotazione alla squadriglia. L'8 gennaio il ten. Rigoni lasciò la squadriglia meritandosi un encomio dal comando della 1^ armata. I primi combattimenti dell'unità hanno luogo il 18 marzo. Mentre Pomponi ed il tenente Giuseppe Zanchi sostengono combattimenti senza esito sulla Val d'Adige, Franzi abbattè sul Monte Baldo il Brandenburg 269.06 della Flik 10/F, mentre il sergente Celestino Giordanino in crociera fra Riva ed Arco attaccò un apparecchio nemico inseguendolo fino a 700 metri su Arco e sparandogli contro 52 colpi desistendo dall'attacco solo per noie al motore. Il giorno successivo sostennero combattimenti Pomponi e Franzi. Franzi si ripete tre giorni dopo, il 21, abbattendo nella stessa località un Brandenburg.  Il 28 marzo altro combattimento sostenuto dal ten Marchesini di scorta ad un SAML. Il 1° aprile la sezione Farman passò alla 37^ Squadriglia del XX Gruppo. Nel mese di aprile furono compiuti diversi mitragliamenti a bassa quota di truppe e postazioni nemiche. Con una tale azione compiuta il 23 aprile su Campo Maggiore; il Cap. Omizzolo ricevette un encomio dal comandante della 7^ Armata. Il 13 maggio Franzi ottiene la sua terza vittoria a Stenico, sulle Alpi Giudicarie, a spese di un caccia che insidiava un ricognitore italiano e tornato alla base ne riparte verso le 11.00 per prendere delle fotografie del nemico abbattuto. Invano se ne attende il ritorno a Castenedolo e nei giorni successivi vengono lanciati messaggi entro le linee austriache per conoscere la sorte del cacciatore italiano. Il pilota italiano riuscirà poi a rendere nota la sua sorte in una lettera alla madre spiegando di essere stato colpito al motore e costretto a prendere terra illeso entro le linee austriache in Val Giudicaria nei pressi di Pinzolo. Il 13 maggio il Ten. Sommariva abbattè un velivolo austriaco. Il 15 maggio la 72^  Squadriglia dispone al comando di Mario Omizzolo di 18 Hanriot Hd.1, un Nieuport e lo SPAD 5384. La compongono i piloti Gerardini, Giordanino, Pomponi, Zanchi, Capitano Pietro Marchesini, Tenente Ottorino Frazzi, tenente Arrigo Archibugi , tenente Camillo Sommariva, tenente Giuseppe Rolando, sergente Teresio Marcellino, sergente Serafino Monti, sergente Giovanbattista Vercelli, caporale Giovanni De Matteis e soldato Vincenzo Gallo. All'intensa attività di maggio segue un periodo di ancor maggiore impegno in giugno, mese in cui la squadriglia fa parte della massa di manovra comandata dal Tenente Colonnello Pier Ruggero Piccio ed opera dal campo di Busiago (Tv). Il 17 giugno Sommariva parte di primissima mattina sotto un violento nubifragio per mitragliare le truppe austriache che marciano sulla strada S. Croce-Paludello, nel quadro dell'ultima grande offensiva austriaca. In territorio austriaco ingaggia un violento combattimento aereo in cui viene gravemente ferito al capo. Con le ultime forze riesce a sfuggire ai nemici ed a portare il suo Hanriot 11419 a prendere terra entro le linee italiane, ma, nonostante venga prontamente soccorso e portato all'ospedale da campo numero 77, lo sfortunato ufficiale muore il giorno successivo. Il 1° luglio la squadriglia rientra a Castenedolo. Al reparto sono presenti anche il tenente Aldo Passalacqua ed il sergente Riccardo De Paolini. Il 16 il tenente Americo Crocetti per difendere il ricognitore che gli era stato affidato impegna combattimento assieme a Pomponi con alcuni aerei austriaci. Nello scontro viene ferito al piede destro da alcune pallottole incendiarie, malgrado ciò riesce a raggiungere il campo di Lodrone. Ad attaccare gli italiani era stata una pattuglia al comando dell'Oberleutnant Friedrich Navratil e composta dai parigrado Stefan Stec e Franz Peter, che al ritorno rivendica anche altri due Hanriot costretti all'atterraggio in Val dei Concei, un evento di cui non vi è traccia nelle perdite italiane, giacchè Pomponi rientra regolarmente al campo alle 11.00. Il 17 luglio la squadriglia entra a far parte del neo costituito XXIV Gruppo e lo stesso giorno Omizzolo viene encomiato per aver riportato alla base il suo Hanriot seriamente danneggiato in combattimento. Il 4 agosto l'unità subisce una nuova perdita quando Archibugi per un errata manovra si schianta con il suo Hd 646 mentre faceva acrobazia sul campo di Ghedi. Il 14 agosto rimase ferito il capitano Bruno Lodolo, che urta con il suo Hd.1 19196 un cavo di teleferica mentre atterra in un campo di soccorso di Vezza d'Oglio, dove si reca per conferire con il Comando del Corpo d'Armata. Il 7 settembre Omizzolo passa alla 79^ Squadriglia e cede il comando al capitano Renato Tasselli. Al reparto si è intanto aggiunto il tenente Serra. La notte del 15 viene pianificata un esercitazione per le fotoelettriche di Brescia ed a tal scopo parte il sottotenente Gino Baldi con il caporalmaggiore Lucinio Bonetti a bordo del Farman 2674. Un guasto al motore li costringe ad un atterraggio d'emergenza che si conclude urtando con l'ala sinistra la terrazza di Villa Codignoni. Fortunatamente il pilota esce illeso dai rottami ed il mitragliere se la cava con la frattura della gamba. Il 25 settembre, all'atto dello scioglimento del XXIV Gruppo, l'unità passa alle dipendenze del XX. Il 16 ottobre la 72^ Squadriglia entra' a far parte del XVII Gruppo e si trasferisce sul campo di Quinto di Treviso. Il 23 ottobre per un guasto al motore è costretto ad atterrare fuori campo il sergente Francesco Pomponi, che rimane gravemente ferito. Va peggio al caporalmaggiore Alfredo Gardenghi, che lo stesso giorno perde la vita precipitando sul campo in un volo di prova motore. Questo triste giorno vede anche il passaggio della squadriglia alla Massa da Caccia per l'offensiva di Vittorio Veneto. L'entusiasmo della vittoria costa molto caro al tenente Gino Suali, che partito il 4 novembre per un volo di osservazione, si abbassa a salutare una colonna di truppe italiane in marcia e si schianta alle 13.00 circa con il suo Hanriot 19348 contro il tetto di una casa nei pressi di Magrè. La sua è l'ultima perdita dell'aeronautica in guerra. Di ritorno dall'ultima missione rimane anche ferito in un incidente il caporale Angelo Zucchini. Alla fine delle ostilità al comando di Tasselli l'unità dispone sul campo di Quinto di 20 Hanriot Hd.1. La compongono i piloti Baldi, De Matteis, Gerardini, Giordanini, Lodolo, Monti, Pomponi, Simonetta, capitano Domenico Perruca, tenente Lorenzo Bellei, tenente Olindo Bitetti, tenente Alberto Moresco, sergente Bruno Scaruggi, caporale Giuseppe Luzzini, caporale Raffaele Tarducci, soldato Giuseppe Benvenuti, soldato Mario Bodini e soldato Angelo Malzanini. Durante il servizio la squadriglia del leone alato aveva compiuto 1358 voli di guerra sostenendo 61 combattimenti. Nella Squadriglia prestarono servizio l'asso Sebastiano Bedendo (che abbattè 5 velivoli avversari durante la sua permanenza tra la 72^  e la 71^ Squadriglia) e Natale Palli  M.O.V.M. alla memoria, amico di Gabriele D'Annunzio e pilota dello SVA sul quale il poeta abruzzese effettuò il celebre Volo su Vienna . L'unità venne sciolta il 10 dicembre 1918.

 


Immagine: Hanriot Hd.1 della 72^, 1918.  da: I reparti dell'Aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico A.M.
Tre semplici Assi La 75^ Squadriglia Caccia

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AVIATIK

Nel 1913 la Società Anonima Meccanica Lombarda (SAML) cominciò ad interessarsi al mondo dell'aviazione. Il 6 gennaio 1915 avvenne un incontro tra la direzione della ditta e l'ingegnere svizzero Robert Wild che offrì la propria esperienza di progettista maturata presso la fabbrica di aeroplani Aviatik Gmbh di Muehlhausen (oggi Mulhouse) in Alsazia, per la realizzazione di un velivolo derivato dal più recente modello realizzato dalla ditta tedesca, il BII del 1914. Il 31 maggio era pronto per il collaudo il primo prototipo spinto da un motore Samlson da 135 CV, 9 cilindri a stella. Furono costruite 3 serie produttive (A1, A2, A3) con motorizzazioni diverse per un totale di 568 esemplari. La produzione passò poi ai Modelli S1 (con cambiamenti nella forma alare e nella motorizzazione) e S2 (riduzione dell'apertura alare, nuovo armamento e motore) per complessivi 657 velivoli.



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FARMAN MF-1914





FARMAN

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GHIACCIAIO DEL VERENOCOLO 3 AGOSTO 1917




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NIEUPORT Ni.11 110 CV

II Nieuport Ni.10 apparve al fronte all'inizio dell'estate 1915, destinato all'impiego come scout (ricognitore veloce), ed era biposto. In Italia fu costruito su licenza dalla ditta Nieuport-Macchi di Varese. Sotto la spinta delle esperienze belliche molti Ni.10 passarono all'impiego come caccia (sia pure di ripiego) compensando il maggior peso derivato dall'installazione della mitragliatrice con l'abolizione del posto dell'osservatore. Questi Ni.10 monoposto ebbero l'arma montata su affusto Foster, che consentiva il tiro in avanti con possibilità di inclinare la mitragliatrice per sparare obliquamente verso l'alto e per ricaricarla. Fu anche questa prima esperienza che Delage sviluppò un caccia vero e proprio, il Ni.11, più noto, per le sue ridotte dimensioni, come Nieuport "Bebè", anch'esso prodotto su licenza in Italia (sempre dalla Macchi). II Nieuport Ni.11 aveva lo stesso motore del precedente Ni.10, pur essendo alquanto più piccolo, e identico era pure l'armamento; con l'aggiunta in molti casi di otto razzi Le Prieur applicati ai montanti alari, per l'attacco ai palloni frenati.





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SALM

Nel 1913 la Società Anonima Meccanica Lombarda (SAML) cominciò ad interessarsi al mondo dell'aviazione. Il 6 gennaio 1915 avvenne un incontro tra la direzione della ditta e l'ingegnere svizzero Robert Wild che offrì la propria esperienza di progettista maturata presso la fabbrica di aeroplani Aviatik Gmbh di Muehlhausen (oggi Mulhouse) in Alsazia, per la realizzazione di un velivolo derivato dal più recente modello realizzato dalla ditta tedesca, il BII del 1914. Il 31 maggio era pronto per il collaudo il primo prototipo spinto da un motore Samlson da 135 CV, 9 cilindri a stella. Furono costruite 3 serie produttive (A1, A2, A3) con motorizzazioni diverse per un totale di 568 esemplari. La produzione passò poi ai Modelli S1 (con cambiamenti nella forma alare e nella motorizzazione) e S2 (riduzione dell'apertura alare, nuovo armamento e motore) per complessivi 657 velivoli.




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HANRIOT Hd.1

Questo celebre caccia di costruzione mista legno e metallo, biplano monoposto con ala superiore di maggiore apertura e dotata di un discreto diedro positivo, progettato dall'ing. Dupont, fu scelto da una commissione italiana nel 1916 per equipaggiare la linea caccia grazie alle sue doti di grande maneggevolezza e di robustezza. Piccolo e compatto, dalle linee sobrie ed eleganti, ottimo arrampicatore, fu il velivolo preferito di molti assi della prima guerra mondiale tra cui ricordiamo Silvio Scaroni, trenta vittorie aeree, Mario Fucini e Giorgio Michetti





Hd.1 CON IL ROSSO LEONE DELLA 72^ SQUADRIGLIA, CASTENEDOLO 1918

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TEN. PILOTA CAMILLO SOMMARIVA

Camillo Sommariva nasce a Pesaro il 16 aprile 1893 da famiglia ceretana. Studente al Politecnico di Torino, il 15 settembre 1915 varcò i cancelli dell’Accademia di Modena e il 20 settembre 1915 divenne ufficiale del Regio Esercito. Divenne effettivo al 4° Reggimento Dragoni del Genova Cavalleria. Trasferito a Pordenone fu impiegato come istruttore delle reclute per poi diventare Aiutante Maggiore del Reggimento. Nel maggio del 1916 è al fronte dapprima a Plava, poi nelle trincee del Vermigliano, di Selz e del Monte Cosich. Il 16 luglio il suo comportamento in trincea gli valse un encomio, mentre in agosto partecipò con valore alla battaglia per la liberazione di Gorizia. Il 28 luglio 1916 è promosso Tenente e nel settembre è di nuovo in prima linea per condurre all’assalto i suoi dragoni all’assalto. Volontario in aviazione consegue il 1° brevetto di pilota in data 14 luglio 1917 ed è poi assegnato alla difesa di Brescia con la 72^ Squadriglia Caccia sul campo di Castenedolo (Bs), dove giunse il 16 gennaio 1918 proveniente dal Campo Scuola Tiro Aereo di Furbara (Roma). Il 3 maggio 1918 durante un azione sulle Giudicarie il motore del suo Hd.1 lo abbandona, ma riesce fortunosamente a tornare entro le linee, riparare il suo velivolo e spiccare di nuovo il volo. Il 13 maggio, a nord delle Giudicarie, ingaggia un cacciatore austriaco e lo abbatte....




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HANSA BRANDEMBURG C/I




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SOLDATO PILOTA EZIO FRANZI




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TEN. PILOTA AMERICO CROCETTI




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TEN. COL. PILOTA PIER RUGGERO PICCIO

Pier Ruggero Piccio nasce a Roma il 27 settembre 1880; il 29 ottobre 1898 entra alla Scuola Militare di Modena, da dove esce l’8 settembre del 1900 con il grado di sottotenente del 43° Reggimento fanteria. Nel 1903 viene inviato al Ministero degli Affari Esteri: dal novembre del 1903 fino al febbraio del 1907 è in missione a Kalambari (Africa). Rientrato in Italia, da marzo del 1908 al luglio del 1909 viene assegnato alla 2a Compagnia mista di Creta; dal 14 novembre 1911 al 2 dicembre 1912 viene assegnato al 37° fanteria durante la Guerra di Libia; come capo di una sezione di artiglieria ottiene una medaglia di bronzo al valor militare; il 31 marzo 1913 viene assegnato al 19° fanteria con il grado di capitano. Nel luglio del 1913 consegue il brevetto di volo su monoplano Nieuport, mentre nell’ottobre consegue il brevetto di pilota militare, venendo assegnato alla 5a Squadriglia. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale viene assegnato al Corpo Aeronautico Militare. Consegue una prima medaglia di bronzo al valor militare per le azioni di ricognizione effettuate dal maggio all’agosto del 1915. Inviato alla Malpensa per conversione su bombardieri Caproni, diviene comandante della 3a Squadriglia su Caproni 300.Nella primavera del 1916 viene inviato a Parigi per conversione su Nieuport biplano e nel giugno dello stesso anno assume il comando ad Istrana della 77a Squadriglia Nieuport. Nell’ottobre del 1916 viene decorato di medaglia d’argento al valor militare per l’abbattimento di un pallone Draken. Promosso maggiore nel dicembre del 1916, nell’aprile del 1917 viene assegnato in qualità di comandante al 10° Gruppo Squadriglie (vola con la 77a e con la 91a Squadriglia); promosso tenente colonnello per meriti in servizio nell'ottobre del 1917, diviene in seguito Ispettore delle squadriglie da caccia e nell’estate del 1918 viene decorato di medaglia d’oro e di medaglia d’argento al valor militare; con le sue 24 vittorie è uno dei principali Assi dell’aviazione italiana.




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CAPITANO PILOTA BRUNO LODOLO




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TEN. PILOTA SEBASTIANO BEDENDO

Ufficiale di Artiglieria nel corso del primo conflitto mondiale, aveva ottenuto il brevetto di pilota diventando atleta dell’Aereo Club d’Italia. Ingegnere nel 1930 era promosso maggiore del genio aeronautico ed otteneva il suo primo record nel 1933 quando il 17 giugno su un Fiat 5 con motore Pobjoy da 75 hp otteneva il record mondiale con un passeggero sui 500 e 1.000 km. rispettivamente alla media di km. 189,573 e 196,396. Nel 1935 il 16 e 17 febbraio conquistava il primato di velocità su 50 e 100 km. su aeroplani leggeri di III categoria, con medie di 213,676 e 222,579. Nel corso della carriera era decorato con la Medaglia d’Argento e quella di Bronzo al Valor Militare e con la Croce di Cavaliere Ufficiale della Corona d’Italia. Asso dell’aviazione italiana. Decedeva per un incidente di volo.





Finzi e Bedendo su un Farman della 48^ Squadriglia

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TEN. PILOTA NATALE PALLI M.O.V.M.

Combattente nell'aviazione italiana durante la I Guerra Mondiale, divenne il pilota preferito da D'Annunzio, con cui compì l'audace volo su Vienna (9 agosto 1918) per lanciare manifestini che preannunciavano la fine degli Imperi centrali. Perì in una sorta di gara di audacia col francese Védrines: durante un raid S.Pelagio-Parigi-Roma fu costretto ad un atterraggio di fortuna sulle montagne innevate dell'Alta Savoia e morì assiderato nella notte, mentre a piedi cercava di raggiungere il fondovalle.





D'Annunzio e Palli sullo SVA biposto del volo su Vienna

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GABRIELE D'ANNUNZIO 1863 - 1938




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ANSALDO S.V.A. VII

La serie dei velivoli SVA segna una pietra miliare per la tecnica aeronautica italiana con il passaggio dalla fase empirica al calcolo su precise basi scientifiche delle caratteristiche aerodinamiche e strutturali dell'aeromobile. Con lo SVA si giunse infatti a determinare sulla carta quali sarebbero state le caratteristiche dell'esemplare realizzato. Come ricognitore e bombardiere leggero fu insuperato, ed ammirato anche dagli avversari. La progettazione del nuovo aereo impegna, nell'estate 1916, gli ingegneri Umberto Savoia e Rodolfo Verduzio, con la collaborazione dell'ingegner Celestino Rosatelli. Nel dicembre 1916, al cantiere di Borzoli Mare cominciava la costruzione del primo esemplare, che differiva dal progetto originale per una diversa forma degli impennaggi e per l'adozione di un radiatore frontale unico. Il primo SVA venne trasferito da Borzoli al campo di Grosseto, dove, con l'allora sergente Mario Stoppani ai comandi, si staccò per la prima volta da terra il 19 marzo. Nell'estate, i primi esemplari venivano collaudati dai piloti militari. Ne emergeva un giudizio negativo sulle qualità manovriere dello SVA, anche se la sua velocità risultava ben superiore a quella dei caccia alleati Hanriot HD.1 e Spad S.VII. Alla luce di queste considerazioni, la D.T.A.M. e l'Ansaldo presero in considerazione l'opportunità di utilizzare lo SVA come aereo polivalente, adattandolo al bombardamento e alla ricognizione.




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SERG. PILOTA ARRIGO ROSSI




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S.TEN. PILOTA UMBERTO RE




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CAMPO DI AVIAZIONE DI BRESCIA

Nel periodo 1913-14 la Direzione Tecnica dell’aviazione militare di Torino cerca nuove basi per la futura flotta aerea e contatta il comune di Brescia perché la città contribuisca anche economicamente alla costituzione di un campo di aviazione. L’aerea prescelta era appena fuori Porta Pile, la Piazza d’Armi. Il campo risultò operativo il 23 maggio del 1915. Le installazioni consistevano in un fabbricato posto all’angolo sud oorientale (poi occupato dal campo sportivo militare) e da una serie di hangar disposti lungo il lato meridionale. L’aeroporto fu inaugurato la sera del 14 novembre 1914 con l’atterraggio di un Bleriot militare proveniente da Torino.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI GHEDI (BS)

Realizzato nel 1915 a nord della cittadina, durante il primo conflitto mondiale. Con lo scoppio della Grande Guerra, l’aeroporto di Ghedi divenne un’importante base di difesa aerea contro gli aerei austriaci che, partendo dalle loro basi in Trentino, attaccarono a più riprese Brescia e i centri della provincia (accadde per la prima volta il 25 agosto 1915 quando un aereo austriaco sganciò quattro bombe sullo stabilimento Tempini di Brescia uccidendo quattro operai). Ghedi, insieme a Ganfardine (Verona) servì anche da trampolino di lancio per i ricognitori SVA e Pomilio destinati a penetrare in territorio ostile e fotografare le principali installazioni nemiche (trincee, aeroporti, stazioni ferroviarie). In particolare, il 21 maggio 1918, due SVA al comando dei Ten. Francesco Ferrarin e Antonio Locatelli (87^ Squadriglia) compirono un raid bellico di oltre 780 chilometri sorvolando le Alpi e la Valle del Reno, il Lago di Costanza e le città di Bregenz e di Lindau giungendo sino a Friedrichshafen, importante centro aeronautico nemico, per una ricognizione sugli stabilimenti Zeppelin. fu sede di reparti di bombardieri Caproni e di ricognitori SVA.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI CASTENEDOLO (BS)

L'aeroporto bresciano di Castenedolo si trovava nel territorio del comune di Montichiari, lungo la provinciale per Mantova. Assumerà quest'ultima denominazione dal 18 ottobre 1918. Tra gli aeroporti bresciani fu probabilmente il più attivo anche se ha lasciato poche tracce di sè dopo la conclusione della Grande Guerra. Il campo apparve sulla scena nella primavera del 196 quando vi trovò sede una sezione della 46^ Squadriglia da ricognizione. Il teatro operativo era piuttosto vasto: oltre alla difesa della città di Brescia, copriva il territorio montuoso che andava dallo Stelvio al Lago di Garda, il Tonale, l'Adamello, le Giudicarie, Riva, la valle del Sarca  e oltre fino al Pasubio. Il campo, di forma triangolare occupava il terreno compreso tra la provinciale per Mantova e la strada per Calvisano con tre hangar prefabbricati tipo Bessoneau e altrettanti in muratura disposti lungo il lato meridionale. Il personale di truppa aveva alloggio all'interno del campo di volo mentre gli ufficiali dapprima furono ospitati presso una villa situata lungo la strada per Montichiari, e a partire dal 10 giugno 1918 furono dislocati a Castenedolo quelli della 112^ Squadriglia,  e quelli in esubero alla Fascia D'Oro. Probabilmente gli ufficiali della 72^ Squadriglia rimasero nella precedente residenza. Al 1 maggio 1916 si trova schierata sul campo la 46^ squadriglia Caudron al comando del capitano Adorni e dotata di 7 velivoli. Il distaccamento agisce sulla Valle Lagarina e compie la prima missione il 22 maggio 1916. In giugno inizia le ricognizioni in Val Giudicaria e l'11 luglio si trasferisce a Villaverla. Al 1 settembre è di nuovo a Castenedolo. Nel luglio del 1917 si dispone lo scioglimento della squadriglia. Il 30 agosto si trasferisce a Castenedolo , da Ghedi, la 72^ Squadriglia Caccia, che poco dopo, il 20 settembre si trasforma nella120^ Squadriglia. Una nuova 72^ viene formata sul campo di Castenedolo il 22 ottobre 1917 e vi rimarrà, tranne  brevi pause per partecipare alla battaglia del Solstizio e all'offensiva finale fino al termine delle ostilità. Al 1 ottobre 1917 si trova sul campo anche la 37^ squadriglia equipaggiata con velivoli S.P.2 e S.P.3. Il mese successivo arrivò la 1^ Sezione della 134^. Al primo marzo 1918 ci sono schierate le squadriglie 37^, 62^, 72, 120^ ,  la 2^ sezione SVA e una sezione Difesa. (24)




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CAMPO DI AVIAZIONE DI SOVIZZO (VI)

Il campo d'aviazione militare di Sovizzo fu attivo dal 16 dicembre 1917 e fu teatro di volo per il XVI gruppo aeroplani al comando del regio esercito con le squadriglie 31° con velivoli Savoja Pomilio SP3, 71° con velivoli Spad VIII e Hanriot Hd1, 121° con velivoli SAML di fabbricazione nazionale e, dal 13 febbraio 1918, 135° con velivoli Pomilio PE. Vi fu anche una sezione di velivoli da ricognizione su lunghe distanze SVA (Savoja Verduzio Ansaldo: Savoja Umberto e Verduzio Rodolfo furono i progettisti, mentre l'Ansaldo fu l'azienda costruttrice). Sono proprio i piloti dello Sva che divennero molto famosi con i loro monoposto da ricognizione assegnati al III gruppo aeronautica della 1° armata, contrassegnati con il simbolo del gallo. Il reparto era piccolo ma formato da piloti eccezionali e iniziò subito a distinguersi. Il 4 gennaio 1918 Natale Palli di Casale Monferrato e Giovanni Bartolomeo Arrigoni partirono da Sovizzo e volarono fino ad Innsbruck, ma per la nebbia non poterono sorvolare i monti e deviarono così su Bolzano, dove bombardarono la stazione ferroviaria. Il 20 febbraio 1918 la sezione Sva ritentò l'impresa e stavolta riuscì a bombardare Innsbruck prima di rientrare regolarmente a Sovizzo.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI CAMPO SAN PIETRO (BG)

Dalla primavera del 1916, nel comujne di Brembate di Sopra, viene allestito un campo di aviazione destinato alla difesa delle città del nord dalle frequenti incursioni aeree austriache. Fu inaugurato l'11 maggio 1916. Fu sede di un Centro di Formazione Squadriglie. Tra i reparti che videro la luce sul campo bergamascola 65^ Squadriglia, la 67^. la 68^, la 87^,88^, la 89^.




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SERG. PILOTA GIOVANNI BARTOLOMEO ARRIGONI M.A.V.M. (3)




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TEN. PILOTA GINO SUALI




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TEN. PILOTA MARIO MOCCAFICHE




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CAP. OSSERV. PIETRO PINNA




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CAP. MARIO OMIZZOLO

Proveniente dalla Brigata di fanteria Abbruzzi, con la quale combattè in Trentino e sul Carso, fu ferito per ben due volte nel corso della battaglia di Gorizia (agosto 1916). Al rientro dalla convalescenza, nel gennaio del 1917, entrò nella scuola piloti per il conseguimento dei brevetti di volo. Nel gennaio del 1918 fu destinato alla 72^ Squadriglia da Cacciae ne assunse il comando. Il 17 luglio Omizzolo viene encomiato per aver riportato alla base il suo Hanriot seriamente danneggiato in combattimento. Durante l’offensiva nemica sul Piave, guidò una pattuglia sotto un violentissimo temporale al mitragliamento di passerelle austriache sul Piave, a San Donà, abbassandosi fino a 100 metri sotto il fuoco antiaereo. Pochi giorni dopo attaccava arditamente quattro caccia nemici che assalivano un nostro velivolo, riuscendo a disimpegnare quest’ultimo e a sottrarsi al combattimento, manovrando a bassissima quota, malgrado si fosse inceppata la mitragliatrice dopo i primi colpi. Un altro giorno di scorta ad un apparecchio da ricognizione, sostenne combattimento con tre caccia nemici. L’8 settembre 1918 passo al comando della 79^ Squadriglia. Un mese dopo, l’8 ottobre Omizzolo a bordo del Ni 27 19775 viene colpito in pieno da un colpo di contraerea nei pressi di Santo Stefano di Valdobbiadene, mentre rientra da un volo di crociera. Di Omizzolo, patavino, ma originario di Foza, c’è un ricordo di Mario Rigoni Stern: …” La mamma del pilota caduto, cugina di mio nonno, andò fino a Vienna a cercare il pilota che lo aveva abbattuto. Lo trovò e andò a casa sua. Poi tornò in Italia, girò finché trovò la casa, dove era stato sepolto un caduto che si pensava fosse tedesco. La croce era posta invece sul cadavere di Mario Omizzolo. Fu così che presi io il suo nome”.




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MAGG. GIORGIO CHIAPEROTTI




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3^ SQUADRIGLIA CACCIA

Nasce come 3^ sezione Aviatik Salmson a Taliedo il 26 settembre 1915, approntata per la difesa di Brescia, dove arriva il 2 ottobre al comando del capitano Sanità. Prende in carico anche due velivoli Farman. Diventa 3^ Squadriglia Aviatik il 26 ottobre e 3^ Squadriglia Caccia il 1 dicembre. Il 15 aprile 1916 si trasforma nella 72^ Squadriglia Caccia

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CAMPO DI AVIAZIONE DI PONTE SAN PIETRO (BG)

Dalla primavera del 1916, nel comujne di Brembate di Sopra, viene allestito un campo di aviazione destinato alla difesa delle città del nord dalle frequenti incursioni aeree austriache. Fu inaugurato l'11 maggio 1916. Fu sede di un Centro di Formazione Squadriglie. Tra i reparti che videro la luce sul campo bergamascola 65^ Squadriglia, la 67^. la 68^, la 87^,88^, la 89^.




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75^ SQUADRIGLIA CACCIA

La squadriglia viene formata sul campo di Tombetta il 1 maggio 1916 al comando del capitano Sarfis con il compito della difesa di Verona., il 3 maggio distacca una sezione sul campo di Villaverla. L'unità ha in carico i velivoli Nieuport 11 e nell'anno appena trascorso compie 361 voli di guerra con 24 combattimenti. Il 14 maggio 1918 l'unità passa sul campo di Ganfardine e il 15 giugno si trasferisce sul campo di Buriago per partecipare alla battaglia del Solstizio, inquadrata nella Massa di Manovra, ritornando a Ganfardine il 29 dello stesso mese. Nell'ultimo anno di guerra la 75^ squadriglia aveva compiuto 946 voli di guerra sostenendo 30 combattimenti, Viene sciolta nel marzo del 1919. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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71^ SQUADRIGLIA CACCIA

Il reparto nasce il 15 aprile 1916 dalla 2^ squadriglia caccia sul campo di Cascina Farello, nei pressi di Aquileia. Al comando del capitano Chiaperotti ha in dotazione Nieuport monoposto e biposto. Il 23 maggio viene trasferita a Villaverla per operare nel settore settentrionale. Nel 1916 aveva compiuto 523 voli di guerra sostenendo 74 combattimenti. . Dopo Caporetto una sezione della squadriglia viene distaccata a Campoformido e il 23 novembre 1917 la squadriglia si ritira a Sovizzo. Il 16 dicembre riceve 12 nuovi velivoli SPAD e passa alle dipendenze del XVI Gruppo. Nel 1917 sostenne 1288 voli di guerra e 89 combattimenti. Il 10 maggio 1918 la squadriglia si sposta a Castelgomberto e il 16 ottobre sul campo di Gazzo. Dal 24 ottobre a 4 novembre 1918 compie 143 voli di guerra, principalmente mitragliamenti. Nel 1918 totalizzò 1183 voli bellici e 46 combattimenti. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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37^ SQUADRIGLIA CACCIA

Il reparto nasce come sezione Farman da difesa a Mirafiori nell'aprile del 1916 e il 28 va a Ponte San Pietro per la difesa di Bergamo. La squadriglia vera e propria con due sezioni Farman si costituisce 1l 12 giugno sullo stesso campo al comando del capitano Masi. In agosto si aggiunge una terza sezione. Riequipaggiata nella primavera con vrlivoli S.P., il 25 agosto 1917 viene trasferita a Castenedolo ed inizia a compiere missioni di ricognizione.Nella primavera del 1918 inizia a riequipaggiarsi con i SIA 7b e per i noti problemi evidenziati da questa macchina, riceve gli SP.3 e si sposta di nuovo a Ponte San Pietro. Viene sciolta il 7 luglio 1918. Nel 1918 totalizzò solo 49 voli bellici. Una nuova 37^ viene messa in formazione a Cascina Pollone su Fiat R.2 il 31 ottobre 1918, ma non riceve ne aerei, ne piloti. e il 27 dicembre si rinuncia a costituirla. (Da "I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico AM)

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FLIEGERKOMPANIE 10 (FLIK 10)

Attiva sul fronte orientale, fu inviata a Gardolo sul fronte trentino, nel 1918, al comando del capitano Oscar Lestiny. Aveva compiti ricognitivi a lunga portata ed era equipaggiata con velivoli Hansa Brandenburg C.I.. (Tratto da: http://www.vrtulnik.cz/ww2/flik_10.htm. Immagine: 10 aprile 1918. Incidente al velivolo del comandante)




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CAMPO DI AVIAZIONE DI CAMPO MAGGIORE (TN)

Nel 1917 per contrastare la crescente attività dell’aviazione italiana sul fronte occidentale del Trentino, il comando austro-ungarico decise di costruire un campo di aviazione a Campo Maggiore nel Lomaso (fra Ponte Arche e Riva del Garda). Vi furono allestiti sei grandi hangars rivolti verso Campo Minore, sette baracche sul lato opposto verso il castello ed un deposito di benzina. La sede del Comando fu stabilita nell’antistante Villa Luti. Il 25 gennaio 1917 vi fu dislocata la Flik 54D (proveniente da Gardolo) dotata di due caccia monoposto Phonix DI, due velivoli monoposto Albatros DIII (matricole 53.32 e 53.50, due Albatros DII, tre ricognitori biposto Brandenburg CII, un aereo scuola Brandenburg BI del 1915 impiegato anche per i servizi di collegamento.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI BUSIAGO (TV)

Venne realizzato ad est del Brenta, tra San Giorgio in Bosco e Campo San Martino, nel giugno del 1918. Ospiterà due squadriglie da caccia, la 72^ e la 75^ e la 89^ SVA. La pista, lunga circa 500 metri in direzione nord - est, porta diritta alle colline del Montello. Per gli aviatori italiani pochi minuti di volo in linea retta sono sufficienti per giungere in zona di combattimento. Rimase in funzione fino all'estate del 1919. (Immagine: SVA della 89^ squadriglia. Da:http://www.lerisare.it/italian/galleria_aviocampo.php?iExpand1=22)




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FRIEDRICH NAVRATIL 1893 - 1947

Nato a Sarajevo, pilota ed asso dell'aviazione austro-ungarica accreditato di 10 vittorie. Fu il comandante della Flik 3J basata a Gardolo nel 1918. In precedenza era stato nella Flik 41J. Navratil di padre ceco e madre ortodossa serba, frequentò la Scuola di Fanteria a Cadet Liebenau (Graz). Allo scoppio delle ostilità aveva il grado di tenente e comandante di compagnia. Prese parte alle due offensive austro-ungariche contro la Serbia, e più tardi nella seconda battaglia dell'Isonzo. Nella primavera del 1917, chiese di entrare nelle Luftfahrtruppen e dal 15 maggio 1917 frequentò la scuola ufficiali aviatori di Wiener Neustadt per la qualifica di osservatore. Il 12 giugno arrivò sul fronte orientale presso la Fliegerkompanie 13 in Galizia come ufficiale osservatore. Nell'ottobre del 1917 fu trasferito alla Fliegerkompanie 11, sempre in Galizia. Con il crollo dell'impero russo passò sul fronte italiano e Navratil iniziò, il 15 novembre 1917, l'addestramento come pilota di caccia. Assegnato all'unità d'elite 41J sotto il comando di Godwin di Brumowski, ottenne dal giugno del 1918 il comando della Flik 3J.




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STEFAN STEC 1889 - 1947

Nato a Lviv (IN pOLONIA), Si è laureato presso l'Università di Leopoli, come ingegnere. Durante la prima guerra mondiale, fu arruolato nell'esercito austro-ungarico come ufficiale della riserva e prestò servizio in un Battaglione Pionieri. Qualificato osservatoredi aeroplano a Wiener Neustadt, fu assegnato, dal 31 gennaio 1916 nella squadriglia Flik 3 sul fronte orientale. Nel febbraio 1918 inizia il corso di pilota e nel maggio 1918 fu riassegnato al suo ex squadrone. Ha volato con il velivolo Albatros D.III (OEF) sul fronte trentino per lo più basato presso l'aeroporto Romagnano. Fu per un paio di settimane (17 giugno - 4 Luglio 1918) al comando della Flik 9. Il 16 luglio 1918 Stec insieme ad altri due piloti (F. Navratil e Franciszek Peter) abbattè un caccia italiano Hanriot HD-1 nella regione del Lago di Garda, e il 10 agosto realizzò la sua terza vittoria sul Monte Pasubio. Fu decorato con l'Ordine della Corona di Ferro di terza class, e 2 volte medaglia d'argento.




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MITRAGLIATRICE VICKERS




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79^ SQUADRIGLIA CACCIA

Ne viene iniziata la costituzione nel novembre del 1916 al Centro di Formazione Squadriglie di Arcade e fu dichiarata pronta il 12 gennaio 1917. L'unità montata sui Nieuport 80 hp effettua le prime missioni di guerra intorno al 20 gennaio. Tra la fine di ottobre e i primi di novembre l'unità riceve i nuovi Niieuport 27 e il 2 novembre si trasferisce a Nove di Bassano. Nel 1917 la squadriglia compie 1500 voli di guerra sostenendo 69 combattimenti. Nel marzo del 1018 si trasferisce sul campo di S. Luca di Treviso, dove si trova schierata all'armistizio. La 79^ il cui distintivo era una lupa nera dipinta sulla fusoliera, durante il 1918 eseguì 2910 voli di guerra e 158 combattimenti aerei.




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VOLO SU VIENNA

« Zona di guerra, 9 agosto 1918. Una pattuglia di otto apparecchi nazionali, un biposto e sette monoposto, al comando del maggiore D'Annunzio, ha eseguito stamane un brillante raid su Vienna, compiendo un percorso complessivo di circa 1.000 chilometri, dei quali oltre 800 su territorio nemico. I nostri aerei, partiti alle ore 5:50, dopo aver superato non lievi difficoltà atmosferiche, raggiungevano alle ore 9:20 la città di Vienna, su cui si abbassavano a quota inferiore agli 800 metri, lanciando parecchie migliaia di manifesti. Sulle vie della città era chiaramente visibile l'agglomeramento della popolazione. I nostri apparecchi, che non vennero fatti segno ad alcuna reazione da parte del nemico, al ritorno volarono su Wiener-Neustadt, Graz, Lubiana e Trieste. La pattuglia partì compatta, si mantenne in ordine serrato lungo tutto il percorso e rientrò al campo di aviazione alle 12:40. Manca un solo nostro apparecchio che, per un guasto al motore, sembra sia stato costretto ad atterrare nelle vicinanze di Wiener-Neustadt. »(Dal Comunicato del Comando Supremo del 10 agosto 1918)




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SERG. PILOTA TERESIO MARCELLINO

Il Sergente pilota Marcellino con personale specialista della 78^ Squadriglia




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ALBERTO MORESCO

All'atto della mobilitazione dell'unità, il 22 maggio 1916, Moresco è un pilota della 9^ Squadriglia Caproni sul campo veronese, ed è subito impegnato nel contrasto della Strafexpedition. Il 16 giugno il bombardiere si sfascia in atterraggio di emergenza per avaria a tutti e tre i motori nei pressi di Casoni Gualdo, ma Moresco e il resto dell'equipaggio ne esce illeso. Nel gennaio 1917 lo troviamo sul campo di Istrana passato alla caccia con la 79^ Squadriglia e il 28 marzo viene distaccato a Padova per la difesa della città. Il 14 giugno in crociera sgli altopiani attacca un aereo austro-ungarico nei pressi del Monte Verena ma deve desistere dall'attacco per il malfunzionamento delle armi. Nella battaglia del Solstizio è presso la 78^ Squadriglia quando, il 15 giugno abbatte un Brandemburg a Maserada. Un'altra vittoria gli venne assegnata il giorno 19 in una azione contro un ricognitore presso Villa Jacur. Nell'estate passa alla 72^ Squadriglia Caccia di stanza a Castenedolo (Bs). Fu decorato di una Medaglia d'Argento al Valkor Militare e una di Bronzo.

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GIOVANNI GHERARDINI 1896 - 1976

di Lorenzago nel bellunese, aveva una intelligenza vivace. A 13 anni superò l'esame di ammissione per un posto di impiegato comunale. Volontario a 18 anni, andò a Roma per il corso di pilotaggio. Allo scoppio del conflitto arrivò ad Aviano. Poi passò a Campoformido dove rimase fino alla rotta di Caporetto. Trasferito alla 72a Squadriglia Caccia seguì il reparto a Castenedolo, e passò poi alla 71a per fare infine di nuovo ritorno alla 72a nel febbraio del 1918. Il reparto in giugno era basato a Busiago, nel comune padovano di Vigodarzere. Gherardini partecipò alla battaglia di Vittorio Veneto nella Massa da Caccia. Finito il conflitto tornò alla vita civile come impiegato comunale e si spense nel 1976.

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ARRIGO ARCHIBUGI 1895 - 1918

Di Ancona, Medaglia d'Argento al Valor Militare, nacque nel 1895. Sottotenente di artiglieria, poi osservatore di aeroplano e pilota da caccia, partecipò a numerose azioni sul fronte orientale e nel Trentino, fu un ardito pilota ed ottenne grandi riconoscimenti ed encomi per le sue azioni in guerra. Precipitò con il suo apparecchio nell'agosto del 1918.

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