Il Fronte del Cielo - Uomini - Aviatori Veneti

Il nordest ha dato i natali a numerosi pionieri dell'aviazione e a tanti piloti della grande guerra. Purtroppo di molti mancano le biografie e quindi non si conoscono le loro origini e le gesta di cui furono autori. Questa breve rassegna è quindi forzatamente incompleta e suscettibile di aggiornamenti. Tra i primi trecento piloti che ottennero il brevetto di volo nel nostro paese, 27 venivano dalle regioni nel nordest. Verona recitò la parte del leone con ben 7 aviatori. I fratelli Mario e Attilio Calderara nacquero entrambi nel capoluogo scaligero. Il primo fu un famoso pioniere che si distinse nel campo dell'idroaviazione e ottenne il brevetto numero 1. Il secondo si brevettò nel 1912 a Somma Lombardo. Dopo esser stato comandante del campo di Bologna e aver prestato servizio nella 7^ Squadriglia Nieuport prima dell'arrivo di Baracca, passò sui dirigibili volando con l' M3 e poi con l'M14, tra Verona e Ferrara. Anche Luigi Bresciani fu un pioniere dell'idroaviazione a Venezia.  A Venezia si brevettò anche un altro veronese, il marchese Marco Vivaldi-Pasqua, fratello di Ugolino che fu il primo caduto dell'aviazione nel 1910 a Roma. Altri piloti veronesi ad ottenere il brevetto negli anni eroici dell'aviazione italiana furono: Gilbert de Winkel e Giuseppe Muraro, rispettivamente brevetti numero 65 e 267. Entrambi prestarono servizio in cavalleria. Muraro fu poi alla 25^ Voisin con Giuseppe Gabbin. L'ultimo veronese a far parte del gruppo dei primi 300 brevettati italiani, Raul Lampugnani (brevetto 33) percorse una buona carriera aeronautica. Prestò servizio alla 6^ Squadriglia Nieuport con Francesco Baracca, agli inizi del conflitto. In seguito assunse il comando della 5^ Squadriglia d'artiglieria e lo mantenne dall'ottobre del 1915 fino al marzo del 1916.  Dopo i veronesi i brevettati i veneti più numerosi furono vicentini tra i quali vi furono i fratelli Domenico e Romano Cattaneo di Caldogno che conseguirono entrambi l'abilitazione al pilotaggio ad Aviano. Il primo fu carabiniere e prestò servizio nella 15^ Squadriglia Bleriot di Piacenza. Vicentini erano anche Alessandro Alvisi e il conte Costantino Biego di Costabissara, rispettivamente brevetti n.172 e 56. Il quinto aviatore vicentino fu Gino Zanuso di Valdagno (brevetto n. 149), che divenne pilota militare nel 1913. Ufficiale dei Bersaglieri, nel settembre del 1917, con il grado di maggiore, fu al comando del II° gruppo aereo in forza alla 3^ Armata, sostituendo il maggiore Capuzzo. I primi veneziani a diventare piloti furono 4: Augusto Brindisi, Ettore Prandoni, Achille Dal Mistro, volontario di Libia e anch'esso brevettato in Francia, e Jacopo Degan che fu schierato in Libia con la 104^ Squadriglia fino al luglio 1918 quando passò al comando della III^ sezione SVA. In seguito fu nominato comandante della 57^ Squadriglia fino alla fine del conflitto, prestando servizio presso il campo di Isola di Carturo. Quattro furono anche i trevigiani ad ottenere il brevetto fra i primi 300 in Italia: Guido Olivo nativo di Istrana e Mario Girotto di Arcade (brevetto n.100). Il primo fu comandante della 4^ Squadriglia Bleriot di Padova. Poi prestò servizio alla Bazzera e quindi nella 6^ Squadriglia Nieuport sull'Isonzo poi trasformata in 30^ Squadriglia e dislocata a Verona. Mantenne questo incarico fino a settembre del'16. Mario Girotto invece militò tra Verona e Brescia nelle squadriglie Farman 11^ e 12^ nel primo periodo del conflitto. Emilio Facchini di Levada conseguì il solo brevetto civile, mentre Bartolomeo Costantini diventerà un «asso» con 6. Soltanto tre sono invece gli aviatori della città del Santo che figurano tra i primi 300 piloti italiani. Il pioniere Leonino Da Zara, il nobile Ettore Graziani - che conseguì il solo brevetto civile - e Cesare Sacerdoti, unico a partecipare alla prima guerra mondiale come pilota militare, volando nella 10^ Squadriglia Farman all'inizio del conflitto. A Rovigo solo 2 piloti fecero parte del gruppo dei primi 300 brevettati: Gustavo Resmini di Trecenta e Orlando Ferroni di Castelguglielmo. Resmini prestò servizio presso la 1^ Squadriglia Farman a Verona. In Friuli sono da ricordare Alfredo Cavalieri di Palmanova, che divenne pilota in Francia. Combatté dal gennaio 1917 nella 305^ sezione di difesa a Cairo Montenotte, volando sui Voisin.  

 

Aviatori di Belluno

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ALESSANDRO ALVISI
COSTABISSARA (VI)

Brevetto n. 172.

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MARIO CALDERARA

Mario Calderara nacque a Verona il 10 ottobre 1879, figlio maggiore di un ufficiale di carriera dell'esercito, Marco Calderara e di Eleonora Tantini. Marco Calderara (1847-1928) raggiunse il grado di generale degli Alpini. Eleonora Tantini morì nel 1901 a 50 anni, quando Mario aveva ventuno anni. Sin dall'infanzia Mario era stato attratto dalla vita sul mare. Nel 1898 fu ammesso all'Accademia Navale di Livorno e fu promosso guardiamarina nel 1901. Nel corso di quegli anni accademici esternò ai compagni di corso la sua idea del volo umano e le suggestioni da essa suscitate. Nel 1905 Mario Calderara aveva appreso i tentativi di volo d'oltreoceano (che furono rapportati solo dopo il 1905) e in una lettera scritta ai fratelli Wright e spedita a Dayton nell'Ohio. Calderara era interessato agli aspetti tecnici curati dai Wright nella messa in opera dell'impresa di volo. Iniziò così un rapporto di corrispondenza e collaborazione tra loro, destinato a durare l'intero corso della vita. Calderara aveva già fatto alcuni esperimenti nel 1903 e 1904 con degli alianti di foggia primitiva, ed aveva studiato il comportamento di una superficie piana su un piano inclinato, calcolando il coefficiente di resistenza al vento (insieme con l'ing. Canovetti, utilizzò la funicolare fra Como e Brunate (da: http://www.quellidel72.it/storie/verona/calderara.htm)




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COSTANTINO BIEGO
COSTABISSARA (VI)

Brevetto n. 56.

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11^ SQUADRIGLIA

La 11^ squadriglia Farman modello 1912 allo scoppio della guerra rimane a Brescia per trasformarsi su Maurice Farman 1914. Al comando del tenente Michele Masi che in giugno cede il comando al capitano Mario Girotto. Il 3 luglio riceve i nuovi aerei e si sposta a Chiasellis. Entra in azione il 18 luglio con ricognizioni su Redipuglia. Partecipa alla 3^ battaglia dell'Isonzo a partire dal 18 ottobre. c Al 1 dicembre 1915 assume la denominazione di 11^ squadriglia da Ricognizione e Combattimento. Complessivamente nell'anno effettua 6 voli di crociera, 3 di bombardamento e 44 ricognizioni. Il 15 aprile 1916 diviene 28^ squadriglia. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale)

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DOMENICO CATTANEO
CALDOGNO (VI)

Domenico conseguì l'abilitazione al pilotaggio ad Aviano. Fu carabiniere e prestò servizio nella 15a Squadriglia Bleriot di Piacenza, che ben presto cambiò velivoli passando prima sui Caproni monoplano e poi sui Parasol. Questi ultimi erano instabili e fragili e Domenico Cattaneo, volando su uno di essi, il 20 Agosto del 1915 ebbe un incidente - la rottura di un'ala - che gli costò la vita.

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ROMANO CATTANEO
CALDOGNO (VI)

Romano conseguì l'abilitazione al pilotaggio ad Aviano.

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BARTOLOMEO COSTANTINI
VITTORIO VENETO (TV)

Detto "Meo" o "Bortolo" era un fumatore incallito. Fu tra i primi tre piloti trevigiani brevettati. Figlio di un ingegnere, educatosecondo rigidi principi, sviluppò interessi per la meccanica e ancora studente, nel 1909, si arruolò volontario nel Genio Ferrovieri come ufficiale. Congedato e richiamato per la guerra di Libia, sii fece assegnare al Battaglione Aviatori diventando pilota ad Aviano nel 1912. Nel 1914 tornato civile partecipò a molte corse con L'Aquila Italiana, la casa automobilistica torinese di Luigi e Vincendo Marsiglia ai quali Costantino era legato da solida amicizia. Ritornato in servizio nello stesso ano, il pilota trevigiano prestò servizio nelle squadriglie Bleriot 3^, 12^ e 14^. Nel 1916 passò quindi alla caccia entrando a far parte della 78^ trasferita ad Istrana. Fu poi distaccato in Friuli e a metà del 1917 transitò nella nuova 91^ Squadriglia di Francesco Baracca. "Bortolo" ebbe la sua prima quasi vittoria il 10 settembre avendo la meglio su un Brandenburg, il cui abbattimento non rivendicò. Seguirono poi altri due successi. In dicembre il reparto conobbe un periodo di stasi operativa e Costantini assunse il comando provvisorio in mancanza di Baracca, Ruffo e Piccio che si trovavano a Torino per valutare nuovi velivoli. Dopo il conflitto fu congedato e nel 1919 ritornò alle corse con la Bianchi e l'Amilcar.

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ACHILLE CARLO DAL MISTRO
VENEZIA

Nato a Venezia nel 1892, ottenne il brevetto di volo, in Francia, a Etrampes il 5 agosto 1911. Inaugurò il campo di volo di Cortile (Mo) con un volo dal capoluogo. Il 19 settembre 1911 effettuava il primo volo “postale” in Italia con un monoplano Deperdussin 50CV. Intendeva partecipare alla gara aerea organizzata da "Il Resto del Carlino" in collaborazione con il "Petit Journal" di Parigi. Purtroppo una parte dell'elica del suo biplano venne recapitata in ritardo. Quando Dal Mistro riesce a montare il pezzo mancante, decide di partire anche senza l'approvazione del Comitato Organizzatore. Raffaello Boscarini, direttore provinciale delle Poste di Bologna, si mise d’accordo con Dal Mistro e fece sistemare davanti alla pista di decollo delle cassette per imbucare la posta. Chiuso il piccolo sacco della posta, Dal Mistro decolla e, in un’unica tappa di circa 168 km, cerca di raggiungere Venezia, andando ad atterrare rovinosamente al Lido, davanti all'Hotel Excelsior. Recuperato il sacco dall'acqua bassa in cui l'aereo si era rovesciato, Dal Mistro lo consegna all'ispettore delle Poste che consente di timbrare la corrispondenza con l'annullo in possesso dell'Hotel, così da confermare l’arrivo della corrispondenza. Una delle lettere trasportate è custodita al British Museum di Londra. Partecipò alla guerra italo turca come aviatore volontario. A milano e a Modena nel 1914 prese parte alle gare di looping e divenne noto per un incidente con Pgoud a Milano. Emigrato nelle Americhe ritornò in patria per partecipare alla guerra contro l'Austria. Fu promosso Capitano. Morì a Medeuzza nella notte tra il 25 e il 26 maggio in una missione di portaordini che aveva volontariamente deciso di effettuare. Pioniere dell'aviazione italiana fu decorto con la medaglia d'Argento al Valor Militare.

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GILBERT DE WINKEL
VERONA

De Winkel prese il brevetto di pilota numero 65. Prestò servizio in cavalleria.

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CAP. JACOPO DEGAN
VENEZIA

Fu schierato in Libia con la 104a Squadriglia dal settembre del 1915 fino al 28 luglio 1918 quando passò al comando della III° sezione SVA. In seguito fu nominato comandante della 57a Squadriglia fino alla fine conflitto, prestando servizio presso il campo di Isola di Carturo.

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EMILIO FACCHINI
LEVADA (TV)

Conseguì solo il brevetto di volo civile.

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X SQUADRIGLIA FARMAN

Costituita il 1 aprile 1913, fa parte del III Gruppo ed è mobilitatta a Pordenone, proveniente da Taliedo, il 23 maggio 1915. Dotata di velivoli Maurice Farman effettua i primi voli di guerra il 25 maggio. Trasferita a Campoformido a fine maggio, dal 28 al 31 si trova a Bazzera per rispondere ad un incursione nemica su Venezia. Poi invia una sezione a Chiasellis e una a Borgnano. il 3 giugno è di nuovo a Campoformido da dove inizia le ricognizioni. L'11 luglio va a Santa Maria La Longa. Nella prima parte del 1916 agisce intensamente sul basso Isonzo e il 7 aprile è trasferita a Villaverla. Il 15 aprile assume la nuova denominazione di 27^ Squadriglia. (Immagine: Un Farman della 10^ Squadriglia, tratta da " I Reparti dell'Aviazione Italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico Aeronautica Militare).


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ORLANDO FERRONI
CASTELGUGLIELMO (RO)

Capitano pilota nato il 29 agosto 1887. Conseguì il brevetto di pilota nell'ottobre 1914. Fu al fronte con la 1^ Squadriglia Farman di Verona dal luglio 1915 al 30 aprile 1916, poi partecipò alla costituzione del campo scuola di Foggia Nord. Nella primavera del 1918 assunse il comando del campo scuola POmilio di Cambiano che tenne fino all'ottobre 1918. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Cavaliere della Corona d'Italia. Motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare: Incaricato di una missione di ricognizione e di un bombardamento delle linee avversarie, essendo stato attaccato da velivoli nemici che già colpivano il suo apparecchio col fuoco delle loro mitragliatrici, sebbene fosse solo a bordo e disarmato li aggrediva decisamente come per ingaggiare combattimento costringendoli alla fuga, quindi nonostante fosse fatto segno a numerosi colpi di cannone mandava a termine l'azione di cui era stato incaricato, riuscendo a prendere numerose fotografie delle posizioni nemiche. Cielo di Forte Poz 21-12-1915.

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GIUSEPPE GABBIN
PREGANZIOL (TV)

(1889-1917). Nato a Preganziol (TV), quand'era ancora studente di giurisprudenza, prestò servizio come ufficiale dei bersaglieri tra il 1910 e il 1912. Dopo il congedo, venne richiamato allo scoppio del conflitto e assegnato al 45° Battaglione destinato alle valli Giudicarie. Da Brescia il reparto raggiunse il lago d'Idro, puntando sul lago di Garda. Gabbin rimase nei bersaglieri fino a tutta l'estate del 1916. A fine novembre passò al corpo aeronautico come osservatore e, dopo il corso, arrivò alla 25a Squadriglia di Pozzuolo del Friuli. Il reparto era allora comandato da Mario Stanzani e tra i suoi compagni c'erano Ignazio Lanza di Trabia, Mario Fucini, Ezio Guerra, Giacomo Macchi, Camillo De Carlo, Giuseppe Muraro e Ferruccio Marzari. Più tardi arrivarono anche Umberto Gelmetti, Alessandro Resch e Alfonso Prudenza. Nel marzo del 1917 Gabbin sostituì Stanzani al comando del Reparto. La squadriglia fu più volte premiata ed ebbe frequenti visite di D'Annunzio. Il 22 ottobre, l'aviatore trevigiano fu decorato in una grande cerimonia al campo di Aiello dal Duca d'Aosta. Era destinato a prendere il comando della 10a Squadriglia Caproni, ma la sorte avversa glielo impedì. Nel primo pomeriggio del 25 ottobre, partì con quattro Voisin per una missione su Tolmino. Il suo velivolo fu colpito dalla caccia austriaca e cadde sul Monte Cukle. I compagni non poterono confermare la fine del loro comandante e Gabbin fu quindi dato per disperso. Solo nel 1919 fu possibile sapere cosiera accaduto. Venne infatti ritrovata trovata la tomba dove Giuseppe Gabbin e il pilota Giuseppe Ciuffelli, erano stati tumulati dagli austriaci. Sopra l'improvvisato sacello era stata collocata una croce in legno con una targa scritta in tedesco, dove si leggeva: «Qui finisce l'odio del mondo. Dormite in pace voi valorosi eroi aviatori. Due aviatori italiani abbattuti in combattimento il 25/X/17».

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MASSIMO GIROTTO
ARCADE (TV)

Brevetto di pilota n. 100, militò tra Verona e Brescia nelle squadriglie Farman 11^ e 12^ nel primo periodo del conflitto

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RAOUL LAMPUGNANI
VERONA

Raul Lampugnani (brevetto 33) percorse una buona carriera aeronautica. Prestò servizio alla 6^ Squadriglia Nieuport con Francesco Baracca sul campo di Campoformido, agli inizi del conflitto. L'11 giugno si sposta a S. Maria La Longa La 6^ fu sciolta il 27 agosto del 1915 e Lampugnani passa alla 2^ e poi alla 3^ Sq. Artiglieria. Il 15 ottobre assunse il comando della 5^ Squadriglia d'artiglieria sul campo di Oleis con velivoli Caudron G3. Il 4 marzo del 1916 aume invece il comando della 1^ Squadriglia Aertiglieria e si sposta a Sammardenchia e Risano. Ai suoi ordini ebbe anche anche Giuseppe Retinò e Vittorio Giovine. Infine passò alla 1^ Squadriglia d'artiglieria, sempre sul fronte isontino, comandando questo reparto - che in seguito fu rinominato 41^ Squadriglia. Termina il comando il 25 ottobre 1916.

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XII SQUADRIGLIA

La XII Squadriglia Farman (modello 1912), alla data dell’entrata in guerra si trovava a Verona per effettuare il passaggio sui Farman 1914 dotati di motore da 80 CV. Comandata dal cap. De Masellis il 6 giugno raggiunse il fronte sul campo di Asiago, a disposizione della 1^ Armata. Il primo volo di guerra fu compiuto il 12 giugno con una ricognizione. I Farman si dimostrano subito inadatti al teatro operativo in quota, giacchè alcuni non riescono neanche a sollevarsi in volo a causa della scarsa potenza motrice. Il 30 giugno la XII^ invia un velivolo ad intercettare la prima azione aerea nemica su Asiago. Il 20 settembre 1915 un aereo di questa squadriglia effettua un volo su Trento con un passeggero speciale, Gabriele D’Annunzio, che lancia messaggi sulla città irredenta. Il primo dicembre 1915 la squadriglia si sposta sul campo di Villaverla (Vi). Nel corso del primo anno di guerra effettuò 137 voli di guerra. Una sezione della squadriglia fu formata a Verona nel febbraio del 1916, prima di passare alla 1^ Squadriglia. L’unità divenne la 32^ Squadrigia Aeroplani il 15 aprile 1916. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale).

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GUIDO OLIVO
ISTRANA (TV)

Comandante della 4a Squadriglia Bleriot di Padova. Poi prestò servizio alla Bazzera e quindi nella 6a Squadriglia Farman sull'Isonzo poi trasformata in 30a Squadriglia e disclocata a Verona. Mantenne questo incarico fino a settembre del '16.

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MARIO OMIZZOLO
PADOVA

Proveniente dalla Brigata di fanteria Abbruzzi, con la quale combattè in Trentino e sul Carso, fu ferito per ben due volte nel corso della battaglia di Gorizia (agosto 1916). Al rientro dalla convalescenza, nel gennaio del 1917, entrò nella scuola piloti per il conseguimento dei brevetti di volo. Nel gennaio del 1918 fu destinato alla 72^ Squadriglia da Cacciae ne assunse il comando. Il 17 luglio Omizzolo viene encomiato per aver riportato alla base il suo Hanriot seriamente danneggiato in combattimento. Durante l’offensiva nemica sul Piave, guidò una pattuglia sotto un violentissimo temporale al mitragliamento di passerelle austriache sul Piave, a San Donà, abbassandosi fino a 100 metri sotto il fuoco antiaereo. Pochi giorni dopo attaccava arditamente quattro caccia nemici che assalivano un nostro velivolo, riuscendo a disimpegnare quest’ultimo e a sottrarsi al combattimento, manovrando a bassissima quota, malgrado si fosse inceppata la mitragliatrice dopo i primi colpi. Un altro giorno di scorta ad un apparecchio da ricognizione, sostenne combattimento con tre caccia nemici. L’8 settembre 1918 passo al comando della 79^ Squadriglia. Un mese dopo, l’8 ottobre Omizzolo a bordo del Ni 27 19775 viene colpito in pieno da un colpo di contraerea nei pressi di Santo Stefano di Valdobbiadene, mentre rientra da un volo di crociera. Di Omizzolo, patavino, ma originario di Foza, c’è un ricordo di Mario Rigoni Stern: …” La mamma del pilota caduto, cugina di mio nonno, andò fino a Vienna a cercare il pilota che lo aveva abbattuto. Lo trovò e andò a casa sua. Poi tornò in Italia, girò finché trovò la casa, dove era stato sepolto un caduto che si pensava fosse tedesco. La croce era posta invece sul cadavere di Mario Omizzolo. Fu così che presi io il suo nome”.

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GUSTAVO RESMINI
TRECENTA (RO)

Prestò servizio presso 1a Squadriglia Farman a Verona.

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CESARE SACERDOTI
PADOVA

Pilota militare, volò nella 10a Squadriglia Farman all'inizio del conflitto.

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PILOTA MARCO VIVALDI PASQUA
VERONA

Marco Vivaldi-Pasqua fu ufficiale di marina nel 1905. Dopo aver partecipato alla guerra di Libia, nel 1913 entrò alla scuola idrovolanti di Venezia divenendo membro della squadriglia San Marco. Nell'estate dell'anno successivo si trasferì a Brindisi per prendere servizio sulla nave porta idrovolanti Europa. Dopo la costruzione della locale base aerea, nel 1915 venne trasferito all'idroscalo di Porto Corsini. Comandò il reparto fi no all'aprile del 1916. Fu quindi spostato prima a Venezia e poi a Monfalcone e destinato alla difesa marittima lasciando così l'attività aeronautica. Nel dopoguerra rimarrà in marina sempre al comando di unità navali. Morirà durante il secondo confl itto mondiale, silurato da un sommergibile inglese

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TEN. COL. GINO ZANUSO
VALDAGNO (VI)

Di Abramo brevetto n° 149 divenne pilota militare nel 1913. Ufficiale dei Bersaglieri, nel settembre del 1917, con il grado di maggiore, fu al comando del II° gruppo aereo in forza alla 3a Armata, sostituendo il maggiore Capuzzo. Dopo la ritirata di Caporetto mantenne il comando dell'unità, che però passò alle dipendenze della 4a Armata. Raggiunto il grado di tenente colonnello volò con la 132a Squadriglia fino al luglio del 1918, quando assunse il comando del Gruppo difesa settentrionale, passando alla 122a.Decorato di MAVM:"Tenente colonello pilota d’aeroplano, tenne per 10 ininterrotti mesi il comando di un gruppo aeroplani da ricognizione, sapientemente coordinando l’opera delle dipendenti squadriglie sulla fronte dell’Isonzo prima, e poi fra Piave e Brenta. Nonostante l’eseguità dei mezzi ottenne dai propri reparti alto rendimento e brillanti risultati. Incitatore dei propri dipendenti fu ad essi costante esempio di attività, ardire e spirito di sacrificio. Con sereno sprezzo del pericolo, sfidando ripetutamente gli aerei nemici e il bene aggiustato tiro d’artiglieria avversaria dalla quale ebbe l’apparecchio anche colpito esegui voli di ricognizione e di bombardamento. Il 24 e il 28 agosto, il 4 novembre e il 13 dicembre 1917, dopo aver predisposto con ogni cura l’azione dei propri mezzi aerei vi partecipò egli stesso, portandosi in testa ai velivoli a bombardare le posizioni nemiche predesignate e scendendo poi su esse a mitragliarle a bassissima quota". – Fronte dell’Isonzo, del Piave e del Brenta, Aprile 1917- gennaio 1918. B.U 63 del 27 settembre 1918, pag. 5107.

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ATTILIO CALDERARA
VERONA

Si brevettò nel 1912 a Somma Lombardo. Dopo esser stato comandante del campo di Bologna e aver prestato servizio nella 7^ Squadriglia Nieuport prima dell'arrivo di Baracca, passò sui dirigibili volando con l'M3 e poi con l'M14, tra Verona e Ferrara. In seno alle forze aeree raggiunse il grado di generale, comandando tra l'altro anche Montecelio, sede della Direzione Superiore Studi ed Esperienze e terminando la carriera come addetto aeronautico a Londra.

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SOMMA LOMBARDO

Nella brughiera che si estende a nord di Somma, il 12 gennaio 1911, giunse il distaccamento del Battaglione Specialisti del Genio, trasferito da Centocelle al comando del Capitano Riccardo Moizo. Si procedette alla preparazione del campo, al montaggio del primo hangar e di un monoplano Voisin. Della fondazione della Scuola di Volo di Cascina Malpensa dette notizia il giornale La Tribuna d Roma e il Corriere dellla Sera. La squadriglia prese parte alle grandi manovre del Monferrato (10 agosto 1911). Il primo brevetto di volo fu conseguito dal Ten. Strobino il 26 maggio 1911




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AEROPORTO DI BOLOGNA

Nei primi anni del novecento viene organizzato un raid aereo, con area di partenza dall’ex ippodromo Zappoli, allora localizzato verso poco fuori Porta S.Felice, a monte della Via Emilia ove ora c’è Via Timavo. Dall’altra parte della Via Emilia ai Prati di Caprara sorse dopo la 1^Guerra Mondiale quello che fu il primo aerodromo, chiamato proprio Fausto Pesci.




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VII SQUADRIGLIA

La VII Squadriglia Nieuport, alla data dell’entrata in guerra si trovava a Campoformido al comando del capitano Armani. Inizia i voli di guerra il 25 maggio 1915 con una ricognizione su Salzano. Il 5 giugno un Nieuport bombarda Prvacina e il 7, Britof. Il 28 giugno l'unità si trasferisce a Pasian del Monte poi ritorna a Campoformido. Fino al 31 luglio esegue 27 ricognizioni. La squadriglia fu sciolta il 17 agosto 1915 a causa della vetustà dei suoi aerei. Una nuova 7^ Squadriglia dotata di Voisin (nella foto) si costituisce ad agosto ad Aviano e viene mobilitata il 28. La nuova unità inizia i voli di guerra il 2 settembre con una ricognizione da Sagrato a Monfalcone. Assegnata alla 3^ Armata nel dicembre assume la denominazione di 7^ Squadriglia da Ricognizione e Combattimento. da gennaio a marzo del 1916 l'unità svolge numerose azioni di guerra e sostiene combattimenti aerei. Il 15 aprile 1916 diviene la 26^ Squadriglia. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale).


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FRANCESCO BARACCA 1888 - 1918


Nato a Lugo di Romagna il 9 maggio 1888, da Enrico e da Paola dei conti Bianchi, uscì dalla Scuola militare di Modena, nel sett. 1909, col grado di sottotenente di cavalleria. Passato a sua richiesta nelle file dell'aviazione militare, il 28 apr. 1912 fu assegnato al battaglione "Specialisti d'aviazione" e inviato a seguire i corsi della scuola di pilotaggio dell'aviazione militare francese a Reims, dove il 9 luglio 1912 conseguì il brevetto di pilota. Nel 1913, partecipando alle manovre dell'arma di cavalleria, dimostrò le grandi possibilità militari che l'impiego del mezzo aereo apriva sul piano tattico, e gli fu affidato il compito d'istruire gli allievi piloti. Già completamente padrone della tecnica acrobatica, perfezionò continuamente le sue conoscenze e il suo addestramento tattico, abituandosi a pilotare apparecchi di tipi diversi. Con l'entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Intesa, il 24 maggio 1915, il B. accelerò la sua preparazione sugli aerei tipo "Nieuport", dotati di una velocità eccezionale per l'epoca, presso l'aeroporto parigino di Le Bourget. Rientrato nel luglio 1915 in Italia, fu subito mandato al fronte per collaborare all'organizzazione di una difesa contro i già operanti velivoli austriaci. Compì diverse missioni con vari compiti e ottenne la sua prima vittoria in un duello aereo il 7 apr. 1916, costringendo ad atterrare, ancora quasi intatto, all'interno delle linee italiane un velivolo austriaco tipo "Aviatik" : questa azione, che poneva in mano italiana un apparecchio di uno dei modelli più recenti da ricognizione e da combattimento, gli valse la prima medaglia di argento al V. M. Seguirono numerose altre vittorie: nel 1917, all'ottavo aereo nemico abbattuto, gli fu conferita la croce dell'Ordine Militare di Savoia. Dopo aver combattuto con la 70ª squadriglia, di base al campo di S. Caterina (Udine), passò nella primavera del 1917 alla 91ª squadriglia, una unità di nuova costituzione, nella quale confluirono i migliori piloti della 70a e che fu poi chiamata "la squadriglia degli assi". La nuova formazione ebbe in dotazione apparecchi tipo "Spad", superiori ai "Nieuport", con i quali collezionò una serie straordinaria di vittorie: dopo avere svolto attività assai intensa con base prima a Istrana (Treviso) e poi a S. Caterina, i piloti della 91ª squadriglia potevano vantare alla fine del settembre 1917 diciannove velivoli abbattuti dal B., comandante della squadriglia, tredici da Fulco Ruffo di Calabria, dodici ciascuno da P. R. Riccio e L. Olivari, sette da F. Ranza. La 91ª divenne in breve la squadriglia più famosa del fronte; i suoi piloti s'impegnavano anche in azioni di bombardamento con apparecchi "Caproni", ma la specialità, nella quale il B. e i suoi aviatori eccellevano, era la caccia: la tattica preferita dal B. consisteva nell'attaccare dall'alto il nemico, sfruttando soprattutto la propria eccezionale abilità nella manovra dell'aereo e delle armi di bordo. Altre due medaglie d'argento vennero a premiare l'audacia del B., che durante la battaglia di Caporetto e la ritirata s'impegnò a fondo per ostacolare il nemico con azioni rischiosissime di mitragliamento a bassa quota, anche nelle strade di Udine, che le colonne austro-tedesche stavano attraversando. Trasferitasi la gia squadriglia a Pordenone, e poi a Padova, la stretta collaborazione con la lotta delle truppe di terra continuò, sia nel campo dell'intervento tattico, sia in quello della ricognizione strategica e dei bombardamento. Il 7 dic. 1917 il B. abbatteva il suo trentesimo aereo nemico, un "Albatros" austriaco, sull'altopiano di Asiago. Per questa vittoria, il B. ebbe la croce di ufficiale della Corona belga, dal re Alberto in persona, il 6 febbr. 1918, sul campo di aviazione di Padova, e la medaglia d'oro al valor militare: seguì la promozione a maggiore per merito straordinario di guerra. Il cavallo rampante e il motto "ad maiora", che il B. aveva dipinto sulla carlinga, contribuivano a creare attorno all'aviatore un'atmosfera romantica, come del resto era accaduto ad altri famosi cacciatori di quella guerra, come il tedesco von Richtofen sul fronte francese e l'austriaco Brumowscky sul fronte italiano. La sua figura diveniva estremamente popolare tra i soldati e contribuiva notevolmente all'affermazione della nuova aviazione italiana. La offensiva austriaca e il contrattacco italiano nel giugno 1918 impegnarono a fondo la gia squadriglia. Il 15 giugno il B. abbatté il suo trentaquattresimo apparecchio nemico. Il 19 giugno, uscito al tramonto con altri due aerei della squadriglia per un'azione di mitragliamento a volo radente sul Montello, l'apparecchio del B. fu colpito da due pallottole incendiarie di fucile, che perforarono il serbatoio, e una delle quali raggiunse alla testa l'asso dell'aviazione italiana. (www.treccani.it)

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DIRIGIBILE M3

Il terzo dirigibile "medio" fu completato a Roma nell'ottobre del 1913. Lunghezza: 83 m, Diametro: Volume 12100 mcubi, Motore: 4 Clement-Bayard da 230 CV, (Da: I Dirigibili Italiani nella Grande Guerra. Basilio Di Martino. Ufficio Storico Aeronautica Militare 2005)

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LUIGI BRESCIANI 1880 - 1916

Luigi Bresciani nacque a Verona nel 1888. Il 17 settembre 1910 si laureò in ingegneria industriale e nel 1910 fu chiamato alle armi e dopo essere stato nominato Tenente del Genio Navale. Il 17 maggio 1914 Bresciani conseguì il brevetto di pilota militare presso la stessa Scuola di Aviazione di Venezia dove aveva ottenuto il primo brevetto. In quell’anno la Regia Marina organizzò le manovre per coordinare le operazioni della flotta con l’attività degli aerei e per mettere a punto l’utilizzo del mezzo aereo per l’avvistamento dei sommergibili. Il primo luglio del 1914 Bresciani fu promosso Capitano del Genio Navale e nominato Capo reparto aviazione dell’Arsenale di Venezia. Bresciani partecipò a diverse operazioni in Adriatico: Fu incaricato di modificare cinque trimotori Caproni per renderli idonei all’impiego marittimo. Bresciani invece di limitarsi a sostituire il carrello con dei galleggianti, modificò a tal punto il velivolo che ne ricavò un modello completamente diverso, che aveva in comune con il Caproni solo la formula trimotore con fusoliera a due travi. L’aereo alimentò subito grandi speranze nella Marina facendo ipotizzare la possibilità di costituirne diversi stormi per il bombardamento marittimo. L’urgenza dovuta alle necessità belliche per la quale la Marina aveva avuto bisogno di mettere il bombardiere in linea, aveva portato alla mancata effettuazione di alcune prove di rottura a terra e durante un volo di collaudo, Bresciani perì a causa di un incidente.




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25^ SQUADRIGLIA

Già 5^ squadriglia Voisin, viene costituita il 15 aprile 1916 sul campo di Pozzuolo del Friuli. La 25^ diviene uno dei reparti più gloriosi dell'Aeronautica Militare. Si sacrifica nei giorni di Caporetto ma subito dopo viene sciolta. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale).

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VI SQUADRIGLIA NIEUPORT

Allo scoppio della guerra va a Campoformido con 5 monoplani Nieuport. L'11 giugno si sposta a S. Maria La Longa per la seconda battaglia dell'Isonzo. Viene impiegata sopratutto per l'osservazione dei tiri di artiglieria. La Squadriglia viene sciolta il 27 agosto.


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V SQUADRIGLIA NIEUPORT

La 5^ Squadriglia Nieuport monoplani allo scoppio della guerra era basata a Campoformido. Aveva in carico 5 velivoli da 80 Hp e il 25 maggio effettuò il primo bombardamento delle officine di Monfalcone. Il solo 5 giugno compie ben 10 missioni di guerra. L'11 giugno si sposta a Santa Maria La Longa. Fu sciolta il 31 luglio 1915 come premio per far passare i suoi assi su velivoli migliori. In 68 giorni di 2 fronte effettua 112 voli di guerra. (Immagine: Un Nieuport della 5^ Squadriglia, tratta da " I Reparti dell'Aviazione Italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico Aeronautica Militare).

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15^ SQUADRIGLIA

La 15^ squadriglia Bleriot nell'aprile del 1915 si riequipaggia con 7 Caproni da 80 Cv e allo scoppio della guerra rimane a Piacenza al comando del capitano Umberto Rossi. Il 24 giugno va a Pordenone per trasformarsi sui Caproni 2 Parasol 100 CV che deve andare a predere a Vizzola Ticino. Ricomincia i voli l'8 luglio ma a causa degli incidenti sofferti dal velivoli Caproni la squadriglia viene sciolta il 15 settembre 1915. (Tratto da: I Reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, 1999, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale)

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ETTORE PRANDONI - VENEZIA

Pilota, conseguì il brevetto di volo in Francia

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3^ SEZIONE SVA

Nata come una sezione della 86^ Squadriglia SVA nel gennaio 1918, si schiera a San Pelagio. Il 27 febbraio si sposta a Isola di Carturo. Effettua la prima missione di guerra il 12 marzo 1918. In totale effettua 172 voli di guerra, di cui 12 bombardamenti, e scatta 2214 fotografie.

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57^ SQUADRIGLIA

La nuova 57^ Squadriglia SVA è costituita il 20 ottobre 1918 dalla 3^ sezione SVA biposto e SVA monoposto. Assegnata alla IV armata è stanziata a Isola di Carturo. Il 12 dicembre và a Ganfardine e viene sciolta nel 1919.




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ISOLA DI CARTURO

Tra la fine del 1917 e l’inizio dell’anno successivo venne istituito un campo di aviazione sui prati fronteggianti Villa Rigon a Isola di Carturo (oggi Isola Mantegna), frazione di Piazzola sul Brenta. Vi si acquartierarono la 3^ Sezione S.V.A., la 132^ e la 133^ Squadriglia Ricognizione Pomilio, in seguito sostituite dalla 57^ Squadriglia Ricognizione-Bombardamento S.V.A. e dalla 21 Squadriglia Ricognizione Saml. Dopo l’armistizio di Villa Giusti il campo venne smobilitato e riportato, entro gli inizi del 1919, alla sua originaria destinazione agricola.

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IV SQUADRIGLIA

La IV Squadriglia Bleriot, allo scoppio della guerra viene dislocata da Padova a Bazzera, Mestre, a disposizione del Comando della Piazza Marittima di Venezia, dove arriva il 23 maggio. Per tutta la primavera e l’estate vola molto poco,, facendo al massimo uno o due voli di esercizio al giorno, mentre tre piloti su cinque sono comandati al campo scuola della Malpensa. La IV Squadriglia viene sciolta l’8 settembre, quando la difesa di Venezia passa ai Francesi. Era l’ultima squadriglia Bleriot. Una nuova IV Squadriglia Ricognizione e Combattimento nasce al campo della Comina il 18 gennaio 1916 ed è assegnata a Cavazzo Carnico dove si reca il 20 gennaio, prima e per molto tempo unica squadriglia ad operare nel settore della Carnia. Compie il primo volo di guerra il 21 febbraio 1916. Si trasferisce a Tolmezzo, ma non vola per il cattivo tempo fino al 18 marzo. Il 15 aprile 1916 viene ridenominata 29^ Squadriglia.(DA:I Reparti dell'aviazione italaiana nella Grande Guerra, di Roberto Gentilli, Paolo Varriale)

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AEROPORTO DI PADOVA

L’area su cui è attualmente ubicato l’Aeroporto “Gino Allegri” di Padova è la stessa che un tempo con la denominazione di “Piazza d’Armi” era utilizzata dai vari reggimenti dell’esercito, di stanza in città, per l’effettuazione delle diverse attività addestrative. Il 1 luglio 1913 fu costituita la VII Squadriglia Aeroplani Bleriot al comando del Cap. Armando Armani, già decorato per meriti bellici durante la guerra italo-turca. Il 28 gennaio 1914, oltre alla VII a Padova furono assegnate altre due squadriglie di aeroplani: la IV Squadriglia Bleriot, comandata dal Cap. Olivo Guidi, e l’VIII Squadriglia comandata dal Cap. Pilota Resio Adolfo. Allo scoppio della guerra, il 24 maggio 1915, la VII Squadriglia Nieuport fu trasferita a Campoformido alla dipendenza del II Gruppo Squadriglie Aviatori, mentre la IV Bleriot venne dislocata sul campo veneziano di Bazzera a disposizione del Comando della Piazza Marittima di Venezia




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AEROPORTO DI TOMBETTA DI VERONA

Nel 1913, dopo l'esaltante esperienza del Circuito Aereo Internazionale del 1910, si decise di dotare la città di Verona di un aeroporto militare. Verso la fine del 1914, quando si cominciarono ad organizzare le prime Squadriglie Farman 1912, si costituì il primo campo di Verona situato a Tombetta, e più precisamente sulla pista del trotter. Vi fu costruito un hangar tipo Gioia e una piccola casermetta ad uso officina, giacchè la truppa aveva trovato posto nel fortino Porta Nuova. Dall'11 luglio 1914 il campo di Tombetta fu sede della 12^ Squadriglia Farman da ricognizione comandata dal Capitano Musellis. Partita la squadriglia nel giugno del 1915 e stabilitasi ad Asiago, il campo rimase libero e nell'agosto-settembre successivo vista la necessità di aumentare sensibilmente il numero di squadriglie in quel di Verona, si mise mano a diverse altre costruzioni di hangars, tanto nella pista di Tombetta quanto nel Capo di Marte, prossimo alla stazione ferroviaria di Porta Nuova e confinante con l'altro campo. Il 16 dicembre 1915 giunse da Aviano la 5^ Squadriglia da bombardamento Caproni che iniziò le operazioni belliche il 10 gennaio 1916 con una missione sul campo austriaco di Gardolo (Trento). Verso la fine del 1916, ultimati i lavori, il campo poteva ospitare 6 o 7 squadriglie. Il campo era limitato a nord dalla ferrovia, ad est dalla strada per Rovigo e Mantova che divergevano proprio davanti a Forte Porta Nuova. La strada per Mantova delimitava il campo a ovest. Lo spazio destinato alla pista da volo, in terra battuta, era sistemato lungo il lato maggiore del campo, in direzione est-ovest. I fari della stazione radioelettrica erano sistemati al fondo della pista di involo. Numerose le missioni degli equipaggi di Tombetta ha battere le posizioni austo-ungariche, in particolare sulle Giudicarie, sulle linee della Valle Isarco e sui campi di aviazione trentini, come Pergine, dove il 16 aprile del '16 trovò la fine un Farman italiano. L'aeroporto fu impiegato per tutto il conflitto ed ospitò numerosi reparti come la 1^ squadriglia Farman, dal 6 ottobre 1915. Nel 1916 sul campo erano schierate, oltre alla già menzionata 5^, la 30^ e la 31^ Squadriglia Farman, la 73^ e la 75^ Squadriglia Caccia. Nel 1917 arrivò anche la 9^ Squadriglia Caproni. Il campo di Tombetta fu demolito agli inizi degli anni '20 per far posto alla nuova stazione di Porta Nuova.




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CAMPO DI AVIAZIONE DI BRESCIA

Nel periodo 1913-14 la Direzione Tecnica dell’aviazione militare di Torino cerca nuove basi per la futura flotta aerea e contatta il comune di Brescia perché la città contribuisca anche economicamente alla costituzione di un campo di aviazione. L’aerea prescelta era appena fuori Porta Pile, la Piazza d’Armi. Il campo risultò operativo il 23 maggio del 1915. Le installazioni consistevano in un fabbricato posto all’angolo sud oorientale (poi occupato dal campo sportivo militare) e da una serie di hangar disposti lungo il lato meridionale. L’aeroporto fu inaugurato la sera del 14 novembre 1914 con l’atterraggio di un Bleriot militare proveniente da Torino.




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FARMAN 1914

Costruito dal 1914 come MF11, fu abbandonato nel 1916. Era propulso da un motore da 80 CV e fu impiegato come ricognitore, bombardiere e velivolo di appoggio per l’artiglieria. Biplano biposto in grado di sviluppare una velocità massima di 106 km/h e di raggiungere una quota di 4000 metri. Pesava 1188 kg a pieno carico ed aveva una autonomia di volo di 3 ore e 30’.


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