Il Fronte del Cielo - Uomini - Aviatori Veneti - Venezia

NAVIGANTI
       
 
       

ALLEGRI GINO

Tenente pilota

di Venezia

ANCILLOTTO GIANNINO

Tenente pilota

di San Donà del Piave

ANDREUZZI LODOVICO

Capitano pilota

di Venezia

BALDI GINO

S. Tenente pilota

di Venezia

       

BARDELLA PIER LUIGI

Capitano Osservatore

di Venezia

BRINDISI AUGUSTO

Pilota

di Venezia

COCCON MARIO

S. Tenente pilota

di Venezia

CREMONESI ANTONIO

Sergente pilota

di Cava Zuccherina

       

DAL CORSO CARLO

Aerosstiere

di Noale

DAL MISTRO ACHILLE

Pilota

di Venezia

DE CARLO GIACOMO CAMILLO

Tenente Osservatore

di  Venezia

DEGAN JACOPO

Capitano pilota

di Venezia

       

FRAJA PASQUALE

Dirigibilista

di Venezia

GIOLO SILVIO o SILURO

Mitragliere

di Venezia

GUADALUPI ALFREDO

Pilota

di Venezia

MACCARI

Pilota

di  Venezia

       

MISSANA UMBERTO

Aerostiere

di Venezia

PADOVANI ATTILIO

Sergente pilota

di S. Michele al Tagliamento

PENZO PIERLUIGI

Capitano pilota

di Venezia

PICCOLO AURELIO

Ufficiale Genio

di Portogruaro

       

PRANDONI ETTORE

Pilota

di Venezia

REGINI CARLO

Pilota

di Venezia

RIVA ANTONIO

Capitano pilota

di Venezia

SCARPA LUIGI

Tenente Osservatore

di Venezia

       
   

SOLESIN GINO

Capitano pilota

di Venezia

ZAMPIERI EMILIO

Sergente pilota

di Venezia

   
       

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TEN. CARLO DAL CORSO
NOALE

Ufficiale aerostiere decorato con Medaglia di Bronzo al valor Militare: "In servizio d'osservazione da un pallone frenato sin dall'agosto 1917, compì oltre 00 ore di ascensione, dimostrando costantemente fermezza, coraggio ed entusiasmo. anche in momenti di grave pericolo". Gorizia-Piave 1917-1918

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TEN. PILOTA GEROLAMO ALLEGRI
VENEZIA

Nato nel 1893 volò con lo SVA. Fu soprannominato "Fra Ginepro" da D'Annunzio per la lunga barba rossiccia e l'incipiente calvizie. Figlio di un noto avvocato che fu anche sindaco di Venezia, compì i suoi studi nella città lagunare e a Vienna.. Di carattere emotivo ma coraggioso fu richiamato a metà del 1916, dopo essere stato volontario tre anni prima, in artiglieria da fortezza. Passato in aviazione, fu in servizio per la difesa a Cairo Montenotte, per approdare poi alla caccia sul nuovo SVA a Ponte San Pietro. Come molti altri colleghi, dopo i fatti di Caporetto fu spedito in tutta fretta al fronte. Giunse a Istrana presso l'81a Squadriglia. Ai primi del 1918 assieme a Guido Masiero passò alla III° Sezione SVA di Isola di Carturo. Il 7 giugno 1918, durante una ricognizione a bassa quota sul campo di Feltre, ebbe una piantata al motore e non riuscendo a metterlo in moto, puntò sugli hangar sotto il fuoco austriaco. Pensando di dover morire, decise che era meglio farlo arrecando il massimo danno all'avversario. Il motore però riprese improvvisamente e Gino Allegri se ne ritornò a casa. Il fatto passò poi alla storia come «la beffa di Feltre». Contattato da D'Annunzio, «Fra Ginepro» si trasferì San Pelagio presso l'87a Squadriglia, per far parte del gruppo di uomini che voleranno su Vienna il 9 Agosto. L'87a fu battezzata la Serenissima per l'alto numero di piloti veneti da cui era composta. Il 5 ottobre 1918, Allegri festeggiò il ritorno da una missione su Portogruaro, eseguendo una serie di manovre acrobatiche, che inavvertitamente lo portarono ad urtare il collega Vianini in atterraggio. Purtroppo per lui aveva ancora alcuni spezzoni appesi alle ali che all'urto esplosero disintegrando l'aereo e il povero «Fra Ginepro». Dopo il funerale che fu celebrato a Battaglia Terme, il giornalista Ugo Ojetti scrisse che la cassa in cui erano contenuti i pochi resti ritrovati dopo l'esplosione, era così leggera da avere solo «il peso di un'anima». Alla mesta cerimonia fu presente anche Gabriele D'Annunzio che pronunciò un'orazione. Le spoglie mortali di Gino Allegri sono a San Michele a Venezia

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ALFREDO GUADALUPI
VENEZIA

Marinaio pilota della 181^ squadriglia Caproni. Di Nicola e Sarzana Adele nacque il 8 agosto 1898. Divenne pilota il 31 ottobre 1918. Arrivò in aviazione il 19 marzo 1918.

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ACHILLE CARLO DAL MISTRO
VENEZIA

Nato a Venezia nel 1892, ottenne il brevetto di volo, in Francia, a Etrampes il 5 agosto 1911. Inaugurò il campo di volo di Cortile (Mo) con un volo dal capoluogo. Il 19 settembre 1911 effettuava il primo volo “postale” in Italia con un monoplano Deperdussin 50CV. Intendeva partecipare alla gara aerea organizzata da "Il Resto del Carlino" in collaborazione con il "Petit Journal" di Parigi. Purtroppo una parte dell'elica del suo biplano venne recapitata in ritardo. Quando Dal Mistro riesce a montare il pezzo mancante, decide di partire anche senza l'approvazione del Comitato Organizzatore. Raffaello Boscarini, direttore provinciale delle Poste di Bologna, si mise d’accordo con Dal Mistro e fece sistemare davanti alla pista di decollo delle cassette per imbucare la posta. Chiuso il piccolo sacco della posta, Dal Mistro decolla e, in un’unica tappa di circa 168 km, cerca di raggiungere Venezia, andando ad atterrare rovinosamente al Lido, davanti all'Hotel Excelsior. Recuperato il sacco dall'acqua bassa in cui l'aereo si era rovesciato, Dal Mistro lo consegna all'ispettore delle Poste che consente di timbrare la corrispondenza con l'annullo in possesso dell'Hotel, così da confermare l’arrivo della corrispondenza. Una delle lettere trasportate è custodita al British Museum di Londra. Partecipò alla guerra italo turca come aviatore volontario. A milano e a Modena nel 1914 prese parte alle gare di looping e divenne noto per un incidente con Pgoud a Milano. Emigrato nelle Americhe ritornò in patria per partecipare alla guerra contro l'Austria. Fu promosso Capitano. Morì a Medeuzza nella notte tra il 25 e il 26 maggio in una missione di portaordini che aveva volontariamente deciso di effettuare. Pioniere dell'aviazione italiana fu decorto con la medaglia d'Argento al Valor Militare.

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CAMILLO GIACOMO DE CARLO 1892 - 1963
VENEZIA

Medaglia d'Oro al Valor Militare. Tenente di Complemento di Cavalleria Osservatore d'aeroplano. La Massima riconoscenza gli fu conferita motu proprio da S. M. il Re, con la seguente motivazione:"In un momento grave e decisivo per le sorti d'Italia, offrivasi per primo, con sublime ardimento, per farsi trasportare, di nottetempo, in aeroplano al di là del Piave, per iscoprire direttamente quanto il nemico macchinasse su quel lembo di Patria strappatoci e accuratamente celato agli altri ordinari mezzi di informazione. Per quasi tre mesi, sostenuto dal vigile affetto delle popolazioni, ma sospettato e ricercato dalla polizia nemica, riusciva, vivendo vita di leggenda, a mandare precise informazioni e ad organizzare un efficace servizio. Falliti i tentativi di ritorno per via aerea, scelse quella del mare, rientrando per riferire di persona e per offrirsi nuovamente al rischioso cimento. Fulgido esempio di valore e di audacia, rinnovava imprese cge già, nei tempi tristi della straniera tirannide, avevano fatto tremare gli oppressori ed aperto la via alla redenzione.

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CAP. JACOPO DEGAN
VENEZIA

Fu schierato in Libia con la 104a Squadriglia dal settembre del 1915 fino al 28 luglio 1918 quando passò al comando della III° sezione SVA. In seguito fu nominato comandante della 57a Squadriglia fino alla fine conflitto, prestando servizio presso il campo di Isola di Carturo.

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GIANNNO ANCILLOTTO
SAN DONA' DEL PIAVE

Giannino Ancillotto (1896-1924) detto «Nane». Era figlio di un facoltoso imprenditore di San Donà, che ebbe il merito di essere il primo ad estrarre il Metano in Italia. Allo scoppio del conflitto si arruolò volontario nel Battaglione Aviatori. Ottenne IL brevetto nel 1916 assieme a Fornagiari e Chiri. Prestò servizio a Verona presso la 30a Squadriglia Farman, per passare poi alla 27a e all'80a di Aiello. Dopo la rotta di Caporetto, giungo al campo di Marcon, «Nane» dimostrò una predilezione per i Draken, con un serie di abbattimenti culminati con quello del 5 Dicembre 1917 che lo renderà famoso facendolo fi nire sulla prima pagina della Domenica del Corriere il 24 Marzo 1918. Fece anche pratica di volo notturno, intercettando i bombardieri tedeschi. Lo sforzo continuo cui si sottoponeva gli causò un forte stress che lo costrinse a riposo per un po' di tempo. Dopo la battaglia del solstizio rientrò nei ranghi e abbatté due aerei avversari durante una missione notturna. Finito il confl itto con 11 vittorie all'attivo, si trasferì a Roma presso il Nucleo di Comunicazioni Aeree, un reparto per servizi postali veloci. Volò in Italia e all'estero con lo SVA e partecipò all'esperienza di Fiume. Nel 1921 fu con la missione Ansaldo in America Latina e poi in Africa. Tornato in Italia, durante un trasferimento in auto da Torino a Treviso, all'altezza di Caravaggio ebbe un incidente che lo fermò per sempre. Il secondo asso del nordest per numero di vittorie è Antonio Riva (1896- 1951). Riva era veneto per metà. Nacque a Shangai dove il padre Achille gestiva una fi orente attività commerciale. Sua madre Teresa Barbaran Capra era una nobildonna Veneta. La gioventù la trascorse però a Firenze. Passò all'aviazione nel settembre del 1916 dopo aver militato nella fanteria e dopo essere stato ferito due volte. La sua prima destinazione fu la 29a Squadriglia a Cavazzo Carnico equipaggiata con Farman. In seguito fu trasferito a Villaverla, con la 71a a caccia. A metà ottobre del 1917 è al comando della 78a prima in Friuli e poi a Istrana. In dicembre è fra i protagonisti della famosa battaglia del giorno di Santo Stefano, combattuta sui cieli dell'aeroporto trevigiano. Nel 1918 in marzo viene trasferito alla base di San Luca dove rimane sino all'armistizio. Sembra che sia stato proprio Riva ad inziare l'uso della fi amma colorata (guidoncino) come insegna della squadriglia. La sua era rossa. Riva, che aveva una moglie americana e conosceva, perfettamente l'inglese ebbe sempre buoni rapporti con i piloti degli Squadron britannici. Nelle scuole italiane allora si insegnava il francese e questo ostacolò non poco i rapporti con i piloti inglesi. Nel dopoguerra Antonio Riva partecipò in appoggio al raid Roma-Tokio e nello stesso anno fu posto in congedo. Ritornato nella lontana Cina, continuò i commerci di famiglia, tentando anche la vendita di aerei al governo di quell'instabile paese. All'avvento di Mao-Tse-Tung, temendo il peggio, inviò i fi gli in Italia, pensando di essere al sicuro. In casa sua venne però trovato un reperto bellico, forse un ricordo di guerra. Tratto in arresto venne assassinato con altri il 17 agosto 1951.

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MISSANA UMBERTO
VENEZIA

Ufficiale aerostiere tenente di complememto. Medaglia d'Argento al Valor Militare che gli fu conferita con la seguente motivazione: Volontario di guerra, addetto ad una sezione aerostatica, con profondo spirito di sacrificio ed alto sentimento del dovere, volle compiere una ascensione, nonostante fosse conscio che le condizioni atmosferiche rendevano estremamente pericolosa l'impresa, nella quale, infatti, trovò morte gloriiosa." Gassegliano, 11 settembre 1916.

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LUIGI SCARPA
VENEZIA

Tenente Osservatore entra in servizio con la 27^ Squadriglia all'inizio di marzo del 1917 con velivolo SP.3. Il 26 agosto transita nella 29^ Squadriglia a Cavazzo Carnico. Nel luglio del 1917, poco prima dello scioglimento della 29^, è trasferito alla nuova 132^ mobilitata a Campoformido. Muore il 1 agosto precipitando dalla torretta del P.3803 per rottura della torretta durante un combattimento aereo con due caccia nemici. Decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare: Osservatore d'aeroplano, compiva numerose ricognizioni ed efficaci azioni offensive sul nemico, dimostrando sempre calma ed ardire. Il 1° agosto 1917 partito spontaneamente in volo per eseguire una difficile ricognizione, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, in violento combattimento contro due velivoli avversari trovava gloriosa morte. Cielo del Frigido e di Istria, gennaio - 1 agosto 1917 della 132^ Squadriglia

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ANTONIO RIVA

(1896- 1951). Riva era veneto per metà. Nacque a Shangai dove il padre Achille gestiva una fi orente attività commerciale. Sua madre Teresa Barbaran Capra era una nobildonna Veneta. La gioventù la trascorse però a Firenze. Passò all'aviazione nel settembre del 1916 dopo aver militato nella fanteria e dopo essere stato ferito due volte. La sua prima destinazione fu la 29a Squadriglia a Cavazzo Carnico equipaggiata con Farman. In seguito fu trasferito a Villaverla, con la 71a a caccia. A metà ottobre del 1917 è al comando della 78a prima in Friuli e poi a Istrana. In dicembre è fra i protagonisti della famosa battaglia del giorno di Santo Stefano, combattuta sui cieli dell'aeroporto trevigiano. Nel 1918 in marzo viene trasferito alla base di San Luca dove rimane sino all'armistizio. Sembra che sia stato proprio Riva ad inziare l'uso della fi amma colorata (guidoncino) come insegna della squadriglia. La sua era rossa. Riva, che aveva una moglie americana e conosceva, perfettamente l'inglese ebbe sempre buoni rapporti con i piloti degli Squadron britannici. Nelle scuole italiane allora si insegnava il francese e questo ostacolò non poco i rapporti con i piloti inglesi. Nel dopoguerra Antonio Riva partecipò in appoggio al raid Roma-Tokio e nello stesso anno fu posto in congedo. Ritornato nella lontana Cina, continuò i commerci di famiglia, tentando anche la vendita di aerei al governo di quell'instabile paese. All'avvento di Mao-Tse-Tung, temendo il peggio, inviò i fi gli in Italia, pensando di essere al sicuro. In casa sua venne però trovato un reperto bellico, forse un ricordo di guerra. Tratto in arresto venne assassinato con altri il 17 agosto 1951.

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GINO SOLESIN
VENEZIA

Di Giuseppe, del 5° Reggimento Alpini. Capitano pilota di complemento della 72^ Squadriglia Caccia nato il 5 marzo del 1893. Giunto in zona di operazioni con il 5° reggimento Alpini il 27 settembre 1915 (Battaglione Morbegno, Valcamonica), il 1 marzo 1916 è effettivo al distaccamento sciatori del Rifugio Garibaldi (Adamello). Il 19 novembre 1917 entrava alla Scuola di volo e diviene pilota militare in data 21 maggio 1917. Decorato con MBVM.

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GINO BALDI
VENEZIA

Il 20 luglio 1918 lo troviamo a Castenedolo con la 74^ Squadriglia Caccia. Il 22 agosto la Sezione notturna di cui Baldi fa parte, viene ceduta alla 72^. Sottotenente pilota nato nel 1892 proveniente dal 1° reggimento Genio. Diviene pilota militare in data 16 settembre 1917. Divenuto Sottotenente il 1 maggio del 1918 era abilitato sul velivolo Maurice Farman.La notte del 15 settembreviene pianificata un'esercitazione per le fotoelttriche di Brescia e Baldi perte con il caporale Bonetti s bordo del Farman 2674. Un guasto al motore li costringe ad un atterraggio di emergenza che si conclude urtando con l'ala sinistra la terrazza di Villa Codignoni. Baldi esce illeso.

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DAL CORSO CARLO
NOALE

Tenente di complemento. Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "In servizio di osservazione da un pallone frenato, sin dall'agosto 1917 compì oltre 200 ascensioni, dimostrando costantemente fermezza, coraggio ed entusiasmo, anche in momenti di grave pericolo." Gorizia - Piave 1917 - 1918

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FRAJA PASQUALE
VENEZIA

Di Salvatore, capitano di fanteria ufficiale di bordo di dirigibile, compie 6 missioni di guerra.

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GIOLO SILURO O SILVIO
VENEZIA

Di Giovanni, soldato mitragliere, ha compiuto 16 voli di guerra. Appartenente all'8^ Squadriglia Caproni dove si trova dall'inizio del 1918.

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ETTORE PRANDONI - VENEZIA

Pilota, conseguì il brevetto di volo in Francia

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MARIO COCCON
VENEZIA

Sotto Tenente pilota di complemento classe 1897. Divenne istruttore di velivoli da caccia

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EMILIO ZAMPIERI
VENEZIA

Sotto Tenente pilota di complemento classe 1894. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport, Hanriot

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ANTONIO CREMONESE
CAVA ZUCCHERINA

Sergente pilota. Agli inizi del 1916 è a Chiasiottis con la 2^ Squadriglia di artiglieria come caporale. Il 15 aprile l'unità cambia nome e diventa 42^ montata su velivoli Caudron G.3. Nel corso dell'anno viene decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Il 1 gennaio 1917 e a Belluno con la 48^ Squadriglia. Il 24 febbraio il suo velivolo sostiene un lunghissimo duello aereo nel cielo di Fiera di primiero con un incursore nemico. Il velivolo è colpito, Cremonese ferito ad un braccio ma non desiste. Alla fine il Caudron si sfascia in un atterraggio forzato sul campo innevato di Feltre. Cremonese rimane di nuovo ferito il 25 settembre 1917 in un incidente di atterraggio. Rientrerà al reparto dove lo troviamo alla data del 1 luglio.

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PIER LUIGI BARDELLA
VENEZIA

Tenente/capitano di artiglieria osservatore diviene comandante della 40^ Squadriglia nell'autunno del 1917. Nel luglio del 1916 è con la 46^ Squadriglia nella sezione distaccata a Feltre. Nel gennaio 1917 è a Trissino e il 10 maggio è trasferito alla nuova 50^ sullo stesso aeroporto. Il 27 luglio su un velivolo Farman compie un atterraggio di emergenza per il tiro nemico e Bardella rimane ferito. Il 12 novembre 1917 assume il comando della 28^ sul campo di Marcon, che mantiene fino al 4 aprile, quando viene trasferito alla 118^. A giugno assume il comando della squadriglia e il primo giugno si trasferisce a Istrana. Medaglia d'Argento al Valor Militare: "Osservatore d'aeroplano, eseguì le varie e brillanti ricognizioni offensive sul nemico, ovunque e sempre dimostrando ardimento, risolutezza e sprezzo del pericolo, sentimento altissimo del dovere. Durante una ricognizione volontariamente compiuta in zona montana impervia e fortemente munita di batterie antiaeree, veniva colpito da scheggia di granata, e dopo aver ordinato con calma e sangue freddo al proprio pilota la disces, riportava ferite multiple nel forzato atterramento dell'aeroplano danneggiato dal fuoco nemico. - Spitz Tonezza, 27 luglio 1917". Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "Comandante di batteria appena avvenuto lo scoppio accidentale di una granata che aveva provocato un incendio in una riservetta munizioni, con grave pericolo della vita si slanciava con due altri artiglieri fra gli scoppi di numerose spolette verso la riservetta, portando in salvo un soldato ferito e provvedendo ad evitare eventuali più gravi conseguenze e danni alla batteria. - Na Pani, 12 maggio 1916"

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PIERLUIGI PENZO

Di Malamocco, Venezia. Nato a il 5 aprile 1896, Ufficiale pilota di Marina, prese parte come volontario alla 1^ Guerra Mondiale. Durante un volo di Guerra su Sebenico fu abbattuto, fatto prigioniero ed internato a Mathausen. Nel 1921 partecipa con G. D’Annunzio alla prima gara aeronautica sul Benaco. Nel 1925 partecipa alla crociera Varese-Leningrado con U. Maddalena (crociera del Baltico). Riceve l’Aquila Russa dall’Aeronautica di quella Nazione. Durante il rientro sarà costretto, attraversando le Alpi, ad un atterraggio di emergenza a Passo Sluga. Promosso Maggiore nel 1926. Nel 1927 dal 24 aprile al 4 maggio partecipa alla prima crociera del mediterraneo con Italo Balbo. Nel 1928 Con un idrovolante Dornier WO decolla da Marina di Pisa alla ricerca dei dispersi del Dirigibile Italia al Polo Nord. Dopo tre mesi di voli sull’Artide, coronati dal massimo successo, al ritorno in Patria perde la vita sul Rodano Valence. Muore il 29 settembre del 1928

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AURELIO PICCOLO

Nato a Portogruaro (VE) nel 1890. Arruolatosi come Ufficiale di Cavalleria, passa successivamente nell’Aviazione Militare. Considerato Pioniere iniziando l’attività volativa nel 1913. Inizia la prima Guerra Mondiale come Ufficiale del Genio Aeronautico. Si dedicò alla manutenzione ed alle ispezioni di Dirigibili e di aerei dell’epoca. Ricevette una MBVM. Partecipò come volontario alla Guerra in Tripolitania. Ebbe una Croce di Guerra al merito. Dopo la Guerra venne impiegato sempre in Aeronautica come Direttore della S.R.A.M. Fu trasferito in seguito alla SRAM di Pola-Portorose. Durante un collaudo di un S-59 a Portorose, perse la vita. Morto il 26 febbraio 1938.

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