Il Fronte del Cielo - Uomini - Aviatori Veneti - Verona

NAVIGANTI
       
 
       

ABATI GINO

Sergente pilota

di Verona

ARDUINO ETTORE

Maresciallo Dirigibilista

di Verona

BA EMILIO

Sergente Pilota

di Volpino di S. Stefano

BELLINI PARIDE

Pilota

di Villabartolomea

       
       

BENVENUTI GIUSEPPE

Caporale pilota

di Avesa

BERGAMINI ARTURO

Tenente

di San Pietro in Cariano

BETTEGHELLA ROMEO

Mitragliere

di Verona

BEVILACQUA IGINO

Tenente pilota

di Verona

       

BODINI MARIO

Sergente pilota

di Verona

BORGATO ALESSANDRO

Sergente pilota

di San Massimo di Verona

BRESCIANI LUIGI

Tenente pilota

di Verona

CACCIATORI DOMENICO

Sergente pilota

di Verona

       

CALDERARA ATTILIO

Tenente Dirigibilista

di Verona

CALDERARA MARIO

Tenente pilota

di Verona

CAMPANA CARLO

Sergente pilota

di Verona

CASELLATO RICCARDO

Sergente pilota

di Verona

       

CRISTANI GIUSEPPE

Tenente Osservatore

di Verona

CRUCIANI ELIGIO

Sergente Maggiore pilota

di Verona

DE PAOLI FERRUCCIO

Caporale pilota

di Verona

DE WINCKEL GILBERT

Pilota

di  Verona

       

DI MONTEVERDE BRUNO

Tenente Osservatore

di  Verona

DONADELLI RENATO

S. tenente pilota

di  Vigasio

FATTORI GIUSEPPE

Pilota

di  Verona

FERRAIS GIUSEPPE

Soldato Mitragliere

di  Verona

       

FERRARI LUIGI

Sergente pilota

di  Verona

FERRONI ARMANDO

Tenente Osservatore

di  Verona

FINZI ALDO

Tenente pilota  

di  Legnago

FRANCO ROBERTO

Aerostiere

di  Verona

       

GALETTO LUTALTO

Sergente pilota

di Sanguinetto

GARELLI UMBERTO

Tenente pilota

di Verona (?)

GELMETTI UMBERTO

Capitano pilota

di  Bardolino

GIAMPAOLI MARIO

Mitragliere

di  Bovolone

       

GIBERTI PIETRO

Tenente pilota

di  Verona

GRADARA OSVALDO

Soldato mitragliere

di  Verona

GRANZAROLO GIORDANO BRUNO

Tenente pilota

di Villa Bartolomea

LAMPUGNANI RAUL

Capitano pilota

di  Verona

       

LANDINI ANTONIO

Tenente Osservatore

di  Peschiera

MARANI LIONELLO

Tenente pilota

di  Verona

MARCHIOTTO MARINO

Soldato pilota

di  Nogarole Rocca

MARZARI ARTURO

Tenente pilota

di  Verona

       

MARZARI ARTURO

Soldato mitragliere

di  Verona

MASPRONE ALBERTO

Capitano pilota

di Verona

MASSAGRANDE PAOLO

Sergente pilota

di Villafranca di Verona

MAZZA DOMENICO

Aerostiere

di Garda

       

MERCATI LORENZO

Caporale pilota

di Bardolino

MERZARI MANLIO

Capitano Dirigibilista

di  San Giovanni Lupatoto

MOZZO LEONELLO

Soldato mitragliere

di  Verona

MURARO VINICIO

Pilota

di  Verona

       

NASCIMBENI DARIO

Soldato mitragliere

di Sanguinetto

PASETTO FERNANDO

pilota

di Soave

PERINA GIUSEPPE

Caporale pilota

di Povegliano Veronese

PERLINI CLORINDO

Pilota

di Verona

       

RIZZOTTO COSIMO

Sergente pilota

di Cologna Veneta

RIZZOTTO LEONELLO

Pilota

di Monteforte d'Alpone

RONZONI CARLO

Tenente Osservatore

di Verona

SANDRI ALEARDO

Aerostiere

di Monteforte d'Alpone

       

SIMOLA LUIGI

Caporale pilota

di Verona

SOMMARIVA CAMILLO

Tenente pilota

di Cerea

SOMMARIVA LUIGI

Tenente Dirigibilista

di Cerea

TOLDI GIOVANNI

Tenente pilota

di Soave

       

TORMENE ERNESTO

Sergente pilota

di Verona

VEDOVELLI GASTONE

Tenente pilota

di Bovolone

VERONA GIACOMO MODESTO

Caporale pilota

di Santo Stefano di Zimella

VIANINI GUGLIELMO

Tenente pilota

di Verona

       

VIVALDI PASQUA MARCO

Tenente pilota

di Verona

ZAMPIERI FERRUCCIO

Sergente pilota

di Verona

ZAVATTIERO ENRICO

Pilota

di Verona

ZENI ORESTE

Pilota

di Bardolino

       

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EMILIO BA
VOLPINO di S. STEFANO

Sergente pilota, figlio di Angelo e di Castellani Maria, nasce il 22 giugno 1895. Proveniente dal 6° Reggimento Genio Ferrovieri dove arrivò il 28 novembre 1914, entrò volontario in aviazione il 30 settembre 1917. Il 4 febbraio 1918 acquisì il brevetto di pilotaggio di 1°, e l'11 marzo quello di 2°. Rimase presso la scuola di pilotaggio fino al 6 dicembre 1918 quando fu trasferito alla 202^ Squadriglia Caproni della Regia Marina a Poggio Renatico. Rimase in sefvizio fino al 15 marzo 1919.

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CARLO CAMPANA
VERONA

Sergente pilota, il 22 gennaio 1918 lascia la Scuola Aviatori di Cascina Costa, dove era arrivato il 28 settembre u.s.. Del 93° Fanteria era nato a Macerata il 1 ottobre 1895. Il 29 marzo è nella 74^ Squadriglia. Il 14 luglio 1918 abbatte apparecchio austriaco nel cielo di Tione e Riva di Trento. Encomio e Croce di Guerra. Campana risulta essere inquadrato nel distretto di Verona con la matricola 4047

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ETTORE ARDUINO
VERONA

Nato a Verona. Maresciallo del Genio del Corpo Aeronautico militare. Durante la guerra contro l'Austria, motorista di dirigibile, prese parte ad azioni di bombardamento. Dopo la guerra passò allo Stabilimento di Costruzioni aeronautiche. Nel 1926 prese parte alla trasvolata polare Roma - Londra - Leningrado - Vatzo Spitzberg, Polo Nord, Teller; nel 1928 partecipò alle trasvolate artiche dell'Aeronave "Italia" e perì il 24 maggio nell'incidente all'aeronave.

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ROMEDIO (ROMEO) BETTEGHELLA
TREVENZUOLO

Maresciallo mitragliere della 5° Squadriglia Aeroplani di Verona Tombetta, dove lo troviamo a partire dal 5 luglio 1916. Nato nel 1893 fa parte dell'equipaggio di un trimotore Caproni. Il 23 maggio 1917 si trasferisce sul campo della Comina per partecipare alla decima battaglia dell'Isonzo e fa ritorno a Verona il 1 giugno. Il 10 giugno Betteghella muore nello schianto del Ca.2368 sulle roccie, forse a causa del maltempo, nei pressi di Asiago. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

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ETTORE ARDUINO
VERONA

Nato a Verona. Maresciallo del Genio del Corpo Aeronautico militare. Durante la guerra contro l'Austria, motorista di dirigibile, prese parte ad azioni di bombardamento. Dopo la guerra passò allo Stabilimento di Costruzioni aeronautiche. Nel 1926 prese parte alla trasvolata polare Roma - Londra - Leningrado - Vatzo Spitzberg, Polo Nord, Teller; nel 1928 partecipò alle trasvolate artiche dell'Aeronave "Italia" e perì il 24 maggio nell'incidente all'aeronave.

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SERG. PILOTA ALESSANDRO BORGATO
VERONA

Incorporato dapprima nel Genio Specialisti di Roma, ottenne a soli 18 anni il suo primo brevetto di pilota. Allo scoppio delle ostilità, nel 1915, prestava servizio con la XII^ Squadriglia distaccata sul campo di Asiago. Con questa squadriglia compì numerosi voli di ricognizione. Nato a Verona il 24 maggio 1896, l'11 dicembre 1914 è volontario nel Battaglione Specialisti del Genio. Il 16 gennaio 1915 è assegnato al Battaglione Dirigibilisti dove il 29 luglio 1915 viene promosso caporale nel Battaglione Scuole Aviatori. Durante una ricognizione con a bordo il Ten. Osservatore Belli, il suo velivolo veniva investito da precise raffiche di artiglieria che ferivano il Belli ad una gamba. Incuranti del pericolo e della gravità della situazione i due aviatori proseguirono sulla rotta stabilita e fecero ritorno al campo solo a missione conclusa. Il 14 dicembre 1915, perde per un guasto al motore il Farman 548 ma si salva insieme all'osservatore Stefani. Il 1 gennaio 1916, Borgato è di stanza sull'aeroporto vicentino di Villaverla. Diventa sergente il 31 gennaio 1916, passando poi per breve tempo alla 24^ Squadriglia presso il campo di Pordenone ed infine destinato al campo scuola mitraglieri di Mirafiori il 31 agosto 1916. Venne poi asseganto alla 39^ Squadriglia che diverrà operativa su S.P.2 al campo di Arcade nel gennaio 1917. Nel maggio dello stesso anno la squadriglia prende parte all'azione su Castagnevizza durante la 10^ Battaglia dell'Isonzo. In un altra occasione Borgato si pose all'inseguimento di un velivolo nemico, che portatosi a quota più alta lo fece bersaglio di lancio di freccette. Una di queste, colpita l'elica danneggiò irreparabilmente il velivolo che fu costretto ad atterrare senza motore in un campo vicino a Rosà (Vicenza). Fu decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: "Ardito pilota compì numerose e molto efficaci ricognizioni offensive durante le quali mise l'osservatore nelle condizioni di poter rilevare e fotografare le linee e le difese nemiche spingendosi talvolta molto addentro sulle posizioni avversarie volando in zona di montagna aspra e difficile: fatto segno a fuoco intenso di artiglierie mitragliatrici e fucileria dimostrò sempre calma e fermezza, pura avendo spesso l'apparecchio colpito da molte parti, mandò sempre a compimento le missioni affidatetegli. Zona del Trentino 1915 - 20 agosto 1916. Nel frattempo (maggio 1917) era stato trasferito al campo scuola della Malpensa per istruzione sul velivolo Nieuport. Il 3 luglio successivo passaquadriglia di base a Aiello e poi alla 78^ Squadriglia caccia il 21 settembre 1917 (11 ottobre 1917). Con la 77^ Borgato parteciperà anche ai voli sull'Altopiano della Bainsizza dal 18 agosto al 2 settembre 1917. Borgato, ad ottobre si trova nei pressi di Cormons per appoggiare la grande offensiva sulla Bainsizza. Poco dopo l'assegnazione ebbe la sua prima vittoria sul cielo di Grado. Passò quindi all'81^ Squadriglia (27 ottobre). Questi rapidi passaggi forse sono spiegabili con qualcosa che Borgato aveva commesso irritando il Comandante: si narra che sul petto esibiva costantemente la medaglia di Bronzo e ciò fu giudicato esibizionismo e passibile di punizione. I fatti di Caporetto non permettono di passare ai fatti. Quando il fronte fu consolidato arrivò la punizione: Borgato fu esonerato dalla carica di pilota di aeroplano e il primo marzo del 1918 transitò in un Battaglione del Genio Zappatori con il quale partecipò alla battaglia del Piave. E' accreditato di due vittorie, la prima fra il 10 luglio e il 31 ottobre 1917 quando attaccato da due velivoli austriaci ne abbattè uno e mise in fuga il secondo, la seconda dal 1 gennaio al marzo del 1918. Il 28 marzo 1927 Borgato fu richiamato in servizio presso la Scuola aerea di sesto Calende, mentre il 28 aprile successivo fu assegnato al 15° Gruppo Aerei da Ricognizione. Il 19 aprile 1934 lo troviamo come Sottotenente di complemento nel 27° Fanteria Pavia e poi iscritoo definitivamwente nell'Arma Aeronautica il 6 settembre 1934. Nominato Tenente il 7 ottobre 1937, viene richiamatom per mobilitazione il 24 agosto 1939 e destinato a Bologna. Il 22 maggio 1940 è definitivamente richiamato alle armi e giunge al deposito di Verona. Farà la seconda guerra mondiale come Capitano terminando la propria carriera il 25 ottobre 1942. Muore sotto bombardamento aereo alleato il 23 febbraio 1945 a Rovigo.

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LUIGI BRESCIANI
VERONA

Luigi Bresciani nacque a Verona il 13 marzo 1888. I suoi genitori erano Fortunato, di professione litografo, e Fiorini Costanza. Completati gli studi al Maffei si laureò in ingegneria industriale presso il Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano il 17 settembre 1910. Nel 1908 era stato chiamato alle armi per il Regio Esercito come soldato di leva di 1^ Cat., ma per motivi di studio fu posto in congedo illimitato il 20 luglio dello stesso anno. Tre mesi dopo fu nuovamente richiamato e, per lo stesso motivo ottenne nuovamente licenza di ritardo. Nel 1910 frequentò un corso d'istruzione elettronica e nello stesso anno, terminati gli studi, fu chiamato alle armi. Nominato Tenente del Genio Navale, fu destinato a Genova per completare gli studi professionali presso la Regia Scuola Superiore Navale. In questo istituto conseguì la laurea di ingegneria navale e meccanica. Il 16 settembre 1912 fu destinato alla direzione delle costruzioni navali presso l’Arsenale di Venezia. Nel 1913, con il grado di tenente del Genio Navale, ottenne il brevetto di pilota di idrovolante presso la Scuola di aviazione di Venezia (Brevetto n. 6); il brevetto fu conseguito alla guida di un Farman dotato di galleggianti. Trasferito presso l'idroscalo di Venezia svolse un intensa attività di volo prendendo parte ai primi esperimenti di aerocooperazione con le unità della flotta compresi i sommergibili. Nel primo pomeriggio del 25 marzo 1914, con a bordo Giuseppe Miraglia come osservatore, decollò dall’idroscalo dell’Arsenale con l’idrovolante Albatros numero 7. Durante il sorvolo dell’isola di S. Michele si verificò un’avaria ai timoni di profondità. Bresciani cercò di mantenere il controllo dell’aereo per tentare un ammaraggio di fortuna, ma l’aereo cadde tra l’isola di S. Michele e quella di S.Andrea ed egli riportò una contusione ed una leggera ferita alla gamba destra, mentre Miraglia ebbe una lieve ferita all’occhio destro e una lieve commozione cerebrale. Il 14 aprile aprile, tuttavia, era di nuovo in volo per prendere parte alle manovre combinate della flotta. Fu costretto di nuovo ad un ammaraggio di fortuna, questa volta senza danni nei pressi di Codigoro. Per l'occasione furono mobilitati quattro idrovolanti della Squadriglia S. Marco, così era chiamata la squadriglia che aveva sede a Venezia nell’isola di S.Andrea. Al comando di Roberti di Castelvero, erano il Capitano del Genio Navale Alessandro Guidoni, Luigi Bresciani e il Capo di 2^ Enrico Mendoza con il compito di avvistare i sommergibili della classe Euro, Narvalo, Squalo e Tricheco, sulla rotta per Ancona. Gli aerei erano assistiti da una squadriglia di torpediniere. Durante le operazioni, guasti al motore costrinsero Bresciani e Mendoza ad effettuare ammaraggi di emergenza, rispettivamente a Codigoro e alla foce dei Fiumi Uniti. I due sfortunati piloti riuscirono tempestivamente ad effettuare la riparazione dei motori e a raggiungere lo stesso Ancona in tarda serata, dove erano ad attenderli gli altri partecipanti all’esercitazione. Nel mese di maggio del 1914, Bresciani conseguì anche il brevetto di pilota militare. Con la promozione a Capitano del Genio Navale (1 luglio 1914) divenne Capo del reparto Aviazione dell’Arsenale di Venezia. Furono acquistati quattro velivoli Albatros e Bresciani curò la loro motorizzazione con gli Isotta Fraschini V4 da 160 Cv. Nel frattempo erano iniziate le ostilità e Bresciani prese parte a diversi voli sul mare Adriatico. In uno di questi fu costretto all’ammaraggio e rimase molto tempo in mare in attesa dei soccorsi. All’inizio del 1915 la Regia Marina incaricò il capitano Bresciani di curare l’allestimento di cinque trimotori Caproni destinati a costituire un primo nucleo di bombardieri. Il progetto di trasformazione per l’impiego marittimo dei velivoli fu condotto insieme al Capitano del Genio navale Ing. Roberto Prunas nei cantieri SVAN di Venezia. Nacque così un grosso idrovolante a scafo centrale tronco nel quale si poteva sistemare l’equipaggio e collegato alla struttura alare biplanare per mezzo di un' incastellatura metallica. A questo punto Bresciani si rese conto della necessità di disporre di un’adeguata potenza e furono montati i più potenti motori che erano a disposizione in quel periodo: tre Isotta Fraschini V 4B da 150 cv. Il Bre.1, così venne denominato il nuovo aereo, era armato a prua con un cannoncino da 25 mm. e a poppa in torretta con una mitragliatrice. Il carico di bombe poteva essere di circa 1.000 Kg. e l’autonomia di circa 400 Km. Le prove effettuate fin dalla fine del 1915 dimostrarono le valide caratteristiche del velivolo, maneggevole e di buon centraggio. Le urgenze dettate dall’evoluzione del conflitto creò un clima di frettolosità che risultò fatale all’ingegnere veronese. Il 3 aprile decollò dall’Arsenale per le prove di tiro con il cannoncino da 25 mm prodiero. Poco dopo si ebbe la rottura di una cerniera alare che causò il distacco dell’ala inferiore del velivolo. Precipitato davanti al Forte di S. Andrea, l’intero equipaggio perse la vita. Alla memoria di Bresciani il 4 aprile 1916 fu conferita la Medaglia d’Argento al valor militare con la seguente motivazione: “Sin dall’inizio della guerra, provetto aviatore, eseguì numerose esplorazioni in territorio nemico, diede notevole impulso all’aviazione marittima dedicandosi con ardore e successo alla costruzione di un velivolo di grande potenza militare” (Alto Adriatico – maggio 1915 aprile 1916).

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SERG. PILOTA DOMENICO SECONDO CACCIATORI
VERONA

Classe 1894, nato a San Massimo sull'Adige il 4 gennaio da Vincenzo e De Turri Rosa. Il 15 maggio 1915 è presso la scuola di pilotaggio di Pisa S. Giusto. Giunse alla 6^ Squadriglia Caproni il 6 maggio del 1916. Il 9 agosto 1916 il bombardiere Caproni Ca. 1157, della 6^ Squadriglia, batte Prevcina nel quadro delle azioni a sostegno della sesta battaglia dell'Isonzo. Ai comandi ci sono il Sottotenente Ignazio Thaon di Revel e il sergente Domenico Cacciatori. L'equipaggio respinge per tre volte l'attacco di un Fokker ed alla fine lo vede scendere a precipizio verso Ronziano. Il 2 maggio tutta la squadriglia esegue un bombardamento notturno su Opcina. Il 19 maggio 1918, Cacciatori compie un attacco alla stazione ferroviaria di Grigno partendo dall'aeroporto di Cà degli Oppi. Il 31 maggio 1918, a bordo del Caproni 2376 (Ten. Soliani) attacca il campo di aviazione austriaco di Gardolo e il successivo giorno, l' 8, quello di Pergine sempre a bordo dello stesso velivolo. Di nuovo in azione il 10 giugno sull'aeroporto di Gardolo, ma la missione venne interrotta per le cattive condizioni meteo. Rimane con la Squadriglia fino all'aprile del 1919 quando fu trasferito alla 4^ Caproni. Il 12 dicembre 1919 era presso il 2° reggimento Artiglieria da Montagna, Belluno. Decorato Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "PILOTA CALMO ED AUDACE PRENDEVA PARTE A NUMEROSE AZIONI DI BO,BARDAMENTO DIURNO E NOTTURNO ATTACCATO IN TERRITORIO NEMICO DA UN APPARECCHIO CACCIA CON ABILE MANOVRA PERMETTEVA AL MITRAGLIERE DI CONTRATTACCARE IL FUOCO AVVERSARIO CHE PRECIPITAVA QUINDI COLPITO AL SUOLO CIELO DEL CARSO E DEL TRENTINO 9/08/16 27/02/18” NUMERO D’ORDINE 41192 REGISTRATO CC 16/07/19 REGISTRO 139 MINISTERO GUERRA F. 33". Decorato con Medaglia di Bronzo al V.M. con la seguente motivazione:" PILOTA DI GRANDE VALORE E SICUREZZA DEL PERIODO TRASCORSO IN SQUDRIGLIA COMPI’ 45 GIORNI DIGUERRA FRA DIFFICOLTA’ DI OGNI GENERE OTTENENDO SEMPRE OTTIMI RISULTATI. GRAZIE AL SUO ALTO SENTIMENTO AL DOVERE ED ALLA SUA TENACIA ESEGUI’ LODEVOLMENTE BOMBARDAMNETI PER LA RIUSCITA DEI QUALI SI RENDEVA INDISPENSABILE BELLE QUALITA’ DI SOLDATO COSTANTE ESEMPIO DI CORAGGIO DI CALMA E DI VALORE” CIELO DEL TRENTINO – PIAVE AGOSTO 1916-OTTOBRE 1918 NUMERO D’ORDINE 63314 CONCESSIONE REGISTRATO CC 05/1/21 REGISTRO 189 MINISTERO GUERRA F. 122". Ottenne anche la Croce al Merito n. 879.

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RICCARDO CASELLATO
VERONA

Sergente pilota della 3^ Squadriglia Caproni dove lo troviamo a partire dal 1 agosto 1917, sul campo di Aviano. Arrivato a Padova dopo Caporetto, il 9 gennaio 1918 fu trasferito in Francia sul campo di Longvic. Passato poi su altri campi francesi vi rimase fino al termine delle ostilità. Fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare e successivamente di MBVM.

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GILBERT DE WINKEL
VERONA

De Winkel prese il brevetto di pilota numero 65. Prestò servizio in cavalleria.

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RENATO DONATELLI
VIGASIO (VR)

Nato nel 1898 a Vigasio, entrò a far parte della 21^ Squadriglia negli ultimi mesi di guerra e prese parte alle operazioni della battaglia finale di Vittorio Veneto, come soldato pilota. Dal 22 ottobre è con la 1^ sezione assegnata al I Corpo d'Armata sul campo di aviazione di Castel di Codego.

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SERG. PILOTA LUIGI FERRARI
VERONA

Figlio di Giovan Battista, nacque a Verona il 18/06/1895; era Sergente Pilota presso il deposito aeronautica e morì nei cieli di Cordenons il 23/10/1918, durante un volo di ricognizione con a bordo il tenente osservatore Miari Fulcis. Ferrari inizia a volare con la 21^ squadriglia nella primavera del 1917. Nei giorni di Caporetto il reparto si ritira a Ponte San Pietro per riorganizzarsi. In questo periodo viene decorato con la prima Medaglia d'Argento al Valor Miliatare con la seguente motivazione: “Ferrari Luigi, sergente artiglieria a cavallo, 2° gruppo aeroplani, 21° squadriglia. Pilota abile e coraggioso, durante cinque mesi di ininterrotto servizio, compì numerosi e arditi voli, e, dando costante esempio di disciplina e spirito di sacrificio, portò sempre a termine ogni arduo mandato affidatogli. Più volte, attaccato da velivoli nemici, contrappose brillantemente il suo valore e la sua sicura manovra alla superiorità dell’avversario. Cielo del Medio e Alto Isonzo, Maggio-Settembre 1917”. Nel novembre del 1917 passa alla 22^ Squadriglia sul campo di Istrana che proprio in quel periodo comincia ad armarsi con i velivoli SIA 7b. In questo reparto rimane poco perchè il 23 aprile 1918 fa parte della costituenda 4^ Sezione SVA basata a S. Luca Fossalunga con il compito di effettuar missioni di ricognizioni strategiche alle dirette dipendenze del Comando di Aeronautica della nuova 8^ Armata. Il 29 settembre Ferrari insieme al sottotenente Damiano Miari Fulcis sono in missione, quando sono attaccati da tre caccia avversari: i due SVA reagiscono e dopo un lungo duello Ferrari, con l'aiuto di Miari Fulcis ne abbatte uno a Pianzano, mentre gli altri si danno alla fuga. Il 20 ottobre la 4^ sezione SVA si trasforma nella 56^ Squadriglia SVA. Ferrari perde ls vita tre giorni dopo a Sacile, precipitando per la rottura in volo di un ala del suo SVA 11865. Gli fu attribuita una seconda decorazione al valore (Medaglia d'Argento) con la seguente motivazione: “Sergente reggimento artiglieria a cavallo, 4° sezione aeroplani S.V.A. Pilota da ricognizione arditissimo ed instancabile, sempre pronto alle imprese più audaci, compiva numerosissimi voli in territorio nemico, sfidando impavido le artiglierie antiaeree avversarie, che parecchie volte gli colpirono l’apparecchio. Unendo il valore all’intelligenza, portava preziose informazioni sul nemico mediante importantissimi rilievi fotografici, di zone lontane, spingendosi parecchie volte oltre le nostre linee in centri importanti. Si distingueva durante l’offensiva nemica sul Montello, eseguendo a bassissima quota ed in condizioni atmosferiche avverse efficaci mitragliamenti di truppa avversaria. Partendo sempre con la stessa fede e con la stessa serenità, lasciava la vita in combattimento durante una delle ultime azioni di guerra. Medio Piave, Maggio-Agosto. Montello 15-16 Giugno. Cielo di Udine e Gorizia, 24 Giugno-23 Ottobre 1918”

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GIUSEPPE FATTORI
VERONA

Pilota. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

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GIUSEPPE FERRAIS
VERONA

Mitragliere della 3^ Squadriglia Caproni. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare. Motivazione: Mitragliere calmo e coraggioso prendeva parte a numerose e difficili azioni di bombardamento, respingendo i numerosi attacchi di velivoli nemici. Si offriva spontaneamente di compiere pericolose missioni, dando prova di alto spirito combattivo e di profondo sentimento del dovere. Cielo del Trentino, del Carso e dell'Istria. Luglio 1916, settembre 1917.

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BEVILACQUA IGINO
VERONA

Sottotenente pilota della 5^ Squadriglia Caproni. 2 Medaglie di Bronzo al Valor Militare. Come sergente pilota entra a far parte della 5^ fin dalla sua costituzione, alla fine del 1915. Il 17 settembre 1916 con il Ca. 1174, comandante Vladimiro, è costretto ad un atterraggio di fortuna nella terra di nessuno nei pressi di Ghizzola, sulla riva destra dell'Adige. Il Caproni era stato abbattuto dall'asso austriaco Kiss. Il 26 febbraio 1917 con il Ca. 1175, comandante Notarbartolo, rivendica l'abbattimento di un Brandemburg che lo attacca.

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LUTALTO GALETTO
SANGUINETTO

Lutaldo Galetto fu un pilota della ricognizione nella Grande Guerra, nacque a Sanguinetto (Vr) il 30 settembre 1895, e dopo gli studi tecnici entrò in servizio presso il 18° Reggimento Fanteria, ma poco prima dello scoppio della guerra era già presso il Battaglione Aviatori e il 26 maggio 1915 arrivò in Francia, presso il Centro dell'Aviazione Militare di Pont Long, a Pau capoluogo del dipartimento dei Pirenei Atlantici nella regione dell'Aquitania. Qui iniziò il ciclo addestrativo per conseguire il brevetto di pilota con il velivolo Bleriot XI. Il primo rullaggio fu compiuto il 31 maggio e il primo volo in data 19 giugno. Esattamente un mese dopo superava l'esame per il brevetto di volo di 1° grado, che fu sanzionato amministrativamente il 9 settembre, così come riportato sul libretto di volo francese. Dopo aver effettuato due prove di navigazione il 15 e 16 settembre, Galetto rientrava a Torino presso il Battaglione Aviatori per poi essere inviato a Pisa per l'effettuazione della transizione sul velivolo Caudron G.3. Completato il nuovo ciclo addestrativo il 7 novembre 1915, lo ritroviamo più tardi in forza alla 43^ Squadriglia, costituita il 15 aprile 1916 sul campo di Gonars. Nel frattempo, il 1 febbraio 1916, Galetto era stato promosso Sergente pilota, e come tale è riportato nella situazione dei mezzi aviatori redatto dalla 43^ Squadriglia il 31 maggio 1916. Con lui erano i piloti tenenti Piero Gavadini, Sten Giuseppe Screpanti, sergenti Antonio Amantea, Carlo Magno Grandinetti, Mario Sereni, e i caporali Sivio Gappi e Vincenzo Contratti. Gli osservatori Capitano Porro, Tenente Amedeo Raffone, S.Ten Pietro Baggio, Edvino Dal Mas, Alfredo Galassi, Giovanni Gori, Giovanni Tacconi e Mauro Trivellato. Il reparto era equipaggiato con 9 Caudron G.3 80 HP. Il 1 maggio 1916 la Squadriglia si era spostata da Medeuzza a Risano, pochi chilometri ad ovest, al servizio della VI Corpo d’Armata e agisce su Gorizia. Il 12 giugno si trasferisce improvvisamente dal fronte del Carso al Trentino, per fronteggiare l’offensiva austriaca. La Squadriglia è di stanza a Castel di Godega, entrando nel VII Gruppo e viene messa a disposizione del XVIII e XX Corpo d’Armata per controllo d’artiglieria e ricognizioni a vasto raggio. Galetto vola il 13 giugno con l'osservatore Ten. Tacconi per orientamento sulle linee e il 25 lo stesso equipaggio compie una ricognizione sempre nella conca di Gorizia. Lo stesso tipo di missione si ripete il 2 luglio. Il 12 luglio si sposta al campo di Feltre e con lo stesso osservatore è in volo il 22 luglio per una ricognizione fotografica nella zona del Passo Agnella. Il velivolo venne colpito da numerosi shrapnel sulle ali. Ritorna in Friuli al V Gruppo il 23 luglio al campo di Sammarderchia sul fronte isontino della 3^ Armata per la conquista di Gorizia e rientra al VI Corpo d’Armata. L'8 agosto è in ricognizione su Gorizia e il 12 settembre sull'altopiano carsico dove il velivolo fu colpito da una pallottola su un ala. Fu di nuovo colpito nell'ala superiore destra durante una ricognizione su Castagnevizza l'11 novembre. Rimase a Castel di Godego fino al 22 luglio 1916 per poi passare a Feltre. Ma il 27 luglio era a Sammarderchia in vista delle operazioni sull'Isonzo. Nel dicembre dello stesso anno si trasferì a Bolzano del Friuli. Al 1 gennaio 1917 risulta ancora in forza alla 43° Squadriglia. Il 12 gennaio 1917 fu promosso aspirante e poi trasferito alla 44^ Squadriglia anch'essa basata a Gonars. In questo reparto militava Silvio Scaroni, futuro asso della caccia. Il 29 maggio 1917 fu trasferito a Mirafiori per il passaggio sul bimotore Caudron G.4 e dal 26 giugno fu assegnato alla 48^ Squadriglia, comandata dal Capitano Felice Porro sul campo di Belluno a sostegno della 4^ Armata. L'8 luglio 1917 fu promosso Sottotenente (con anzianità di grado 1 gennaio). L'attività addestrativa iniziò il 28 giugno e la prima azione di guerra la compì il 13 luglio 1917 con una ricognizione sul Monte Piano con l'osservatore Ten. Barichello. A causa di una piantata motore di destra , Galetto fu costretto ad un atterraggio di emergenza sul campo di soccorso di Cortina. L'abilità e la sicurezza dimostrata nell'occasione gli valse un encomio tributato dal comando del XII Gruppo. Il velivolo, un G.4 aveva anche ricevuto un paio di colpi da shrapnel. Il 24 luglio, sempre con il Ten. Barichello a bordo, fu costretto ad abortire una missione di ricognizione a causa del cattivo funzionamento di un motore. Il 27 luglio effettuarono una ricognizione fotografica su Toblingen Kuden ma dopo quasi due ore di volo furono costretti al rientro a causa di una densa copertura nuvolosa. Il 3 agosto eseguì con il Ten. osservatore Ferretti una ricognizione dal Passo Pordoi-Piz Boè fino a Plan de Sass e da La Villa Rio Parè-Tagliata Tre Sassi, abbassandosi anche a mitragliare le postazioni nemiche. L'8 agosto fu la volta della zona Forte Dossaggio e le Batterie Crigole, con a bordo il Ten. Graziani per oltre 3 ore di volo. Il 18 agosto nuovo tentativo di ricognizione interrotto per nubi e il giorno successivo oltre due ore di volo sulla zona di Val Travignolo e Predazzo, sempre con Graziani e accompagnati da un intenso fuoco antiareo delle batterie del Piavac e del Dossaccio. Il 25 agosto tenta una ricognizione con il Cap. Porro che deve essere interrotta per nubi, mentre il 28 agosto vola in ricognizione con a bordo il Cap. Porro ma è costretto di nuovo all'atterraggio per panne motore sul campo di Santa Giustina dopo appena 35'. La rottura del motore proiettò pezzi di metallo contro il longherone dell'ala superiore rischiando di colpire l'osservatore Porro. Di nuovo la sfortuna si accanisce il primo settembre quando fu costretto ad una nuova interruzione del volo per il cattivo funzionamento del motore con a bordo il Ten. Laghini. Una ricognizione di 100' riuscì il 6 settembre con il S. Ten. Capalbi, mentre il 20 settembre furono di nuovo costretti ad un atterraggio di fortuna sul campo di Cortina per panne motore ma dopo aver mitragliato per tre volte i rincalzi austriaci sul Col di Lana dalla quota di 500 metri. Il 23 settembre, Galetto dovette effettuare il terzo atterraggio di fortuna, sempre con Graziani a bordo, sul campo di Fiera di Primiero per i danni causati all'elica e all'ala superiore dal solito motore difettoso. Nuove ricognizioni il 28 settembre e il 22 ottobre, la prima con il S.Ten. Capalbi sul Lago di San Luca, la seconda con il Ten. Laghini sulla Valle di Rienz. Il 2 novembre effettuò una crociera con il mitragliere Gobbi. Intensissima l'attività di volo durante i tragici giorni di Caporetto. Vola in ricognizione il 12, il 15 e il 16 novembre. Il 19 novembre 1917 il S. Ten. Galetto compie una ricognizione fotografica con l'osservatore S. Ten. Capalbi lungo l'itinerario S. Vito, Segusino, Fener, Faveri, Colmirano, Alano di Piave. Di nuovo in ricognizione il 13 e il 16 dicembre. Nella prima deve compiere un nuovo atterraggio d'emergenza per panne al motore. Il 5 e il 9 gennaio 1918 tenta di nuovo delle ricognizioni, mentre il 14 nè porta a termine una sull'Asolone e sul Monte Pertica insieme al Cap. Porro. In conseguenza dell'arretramento del fronte in novembre il reparto era ripiegato su Casoni, poi Santa Giustina e infine Castel di Codego dove si trovava il 1 gennaio 1918. La missione insieme a Porro del 14 gennaio fu probabilmente l'ultima della guerra di Lutaldo Galetto che il 14 febbraio fu aggregato al Battaglione Scuole Aviatori per diventare istruttore. Il trasferimento al Battaglione Scuole fu formalizzato nel novembre del 1918. Nel frattempo, a marzo del 1918, Galetto, divenne istruttore di volo della Scuola Caccia di Busto Arsizio, effettuò il passaggio sul velivolo Niuport Ni.10 ed nel settembre dello stesso ottenne la qualifica di istruttore. Durante l'estate del 1918 lo troviamo alla Scuola Tiro Aereo di Furbara (Roma) dove rimase probabilmente per buona parte del 1919. Congedatosi dall'Esercito, nel dopoguerra, probabilmente nel 1920 o agli inizi del 1921 e si stabilì a Caldonazzo (Tn) dove avviò un'attività nel settore del legno. Nel 1922 fece da tramite, da parte di Emilio Strafelini, per l'acquisto dell'esemplare Ni. 13469, che oggi fa bella mostra di sè presso il Museo della Guerra di Rovereto. Il velivolo fu forse trasferito in volo dallo stesso Galetto, che successivamente pose fine alla carriera dell'esemplare in un incidente, stando al racconto di Gino Piccoli di un atterraggio fortunoso del maggio del 1922 a S. Giorgio, nella zona sud della città, nei pressi di Nevesel finito contro un gelso. Galetto in famiglia ha sempre ricordato di aver anticipato il prezzo dell'aereo senza essere mai rimborsato da Strafelini, un roveretano agiato ma non pilota. Fu richiamato nella Regia Aeronautica nel 1935 con il grado di Capitano e posto nuovamente in congedo nello stesso anno. Lutalto Galetto è morto nel 1969. Compì in totale 88 missioni di ricognizione aerea e sostenne numerosi combattimenti aerei. Colpito 6 volte dalla contraerea fu proposto e fu decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Ardito e brillante pilota, in ventitre mesi di guerra, compì ben settantasette ricognizioni sfidando con sereno coraggio il fuoco aggiustato degli antiaerei nemici, che colpirono più volte il suo apparecchio. Eseguì molti voli di osservazione di tiro e scese più volte a basse quota per permettere all'osservatore di compiere rilievi fotografici importanti. Eseguì alcune ricognizioni in giornate di vento fortissimo e di maltempo. Fu più volte attaccato da apparecchi avversari . In ogni circostanza dimostrò alto sentimento del dovere, calma, fermo carattere, alto entusiasmo. Carso, gennaio-marzo, Trentino, giugno-luglio 1916, marzo 1917. Cadore, luglio-settembre 1917 " . Dopo 83 missioni di guerra fu proposto per una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare, che non ebbe seguito, ma fu decorato, il 20 luglio 1919, con la Croce al Merito di Guerra. Il 23 marzo 1918, nel corso di una solenne cerimonia organizzata alla Scala di Milano dalla Lega Aerea Nazionale per distribuire premi e distintivi ai più abili, valorosi e celebrati piloti, fu insignito di una Medaglia d'Oro. Con lui, aviatori come Valle, Porro, Bourlot, Ranza, Baracchini, Ancillotto, Scaroni ...

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UMBERTO GELMETTI
BARDOLINO

Bersagliere, nativo di Bardolino, diventò poi pilota e prestò servizio nella 103a Squadriglia Voisin. Basato a Brindisi dal novembre 1916 era al servizio della Regia Marina per la protezione della base navale. Nell'aprile del 1917 è in servizio presso la la 25a sul campo di Pozzuolo. Durante i mesi di maggio e giugno compì numerose missioni tali da essere encomiato. Nei giorni di Caporetto partecipa al bombardamento delle truppe avversarie che hanno sfondato. Durante uno di questi, il 25 ottobre, Gelmetti è l'unico a ritornare alla base di quattro velivoli partiti. Nel 1917 viene decorato con una Medaglia d'Argento al Valor Militare. Fu tra i fondatori della "Giovane Italia" il reparto segreto che atterrava oltre le linee nemiche a depositare informatori in abiti civili. Infatti è ricordato per essere stato il primo pilota utilizzato per infiltrare agenti destinati a raccogliere dati oltre le linee avversarie, e fu lui a trasportare con il suo Voisin Camillo De Carlo e Giovanni Bottecchia nella prima impresa del servizio informazioni della 3a Armata. Gelmetti venne selezionato per la sua grande esperienza con il Voisin, velivolo ai comandi del quale era in grado di reggere il confronto anche con uno Spad. Col grado di capitano passò il 30 aprile del 1918 al comando della 80a Squadriglia a Marcon. Il 17 maggio va in crociera dal mare al Montello con uno SPAD prestato dalla 77^ Squadriglia e per un guasto al motore è costretto ad atterrare fuori campo sfasciando l'aereo. Il 17 giugno costringe ad atterrare entro le linee italiane, nei pressi di Capo D'Argine, un biposto con la mimetica "screziata come lo SPAD 200 hp". Si trattava del Phonix C.1 121.22 , che recuperato, sarà fonte di contenzioso tra Gelmetti ed una sezione di mitraglieri che da terra ne rivendicavano l'abbattimento. Dopo la guerra continuò la carriera fino a diventare generale.

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PIETRO GIBERTI
VERONA

Pietro Giberti nel settembre del 1917 è con la 121^ squadriglia equipaggiata su velivoli SAML sul campo di Verona. Durante le operazioni di Caporetto compie crociere e ricognizioni sul fronte trentino. Il 7 dicembre con altri quattro equipaggi viene inviato contro le truppe nemiche a Gallio, ma la missione riesce male. Quando si abbassano a mitragliare il nemico la caccia di scorta si tiene troppo alta e non vede l'attacco portato dagli Albatross della Flik 55. Oltre a due velivoli abbattuti, anche quello di Giberti (SML 3030) viene attaccato e il suo osservatore, il nenente Velo, rimane ucciso. Giberti compie un atterraggio di fortuna a S. Pietro in Gù. Nel gennaio del 1918 Giberti con l'osservatore Nicolai sostiene un combattimento con caccia nemici sulla zona di Val Campomulo, durante l'azione per il bombardamento di Val Bella. Era il 28 gennaio e si sparge la notizia, infondata, che Giberti fosse stato abbattuto. Il 16 aprile si trasferisce a Sovizzo e alla fine del conflitto è a Castelgomberto. Giberti fu decorato con due MBVM.

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OSVALDO GRADARA
VERONA

Mitragliere della 14^ Squadriglia Caproni dove arriva nell'estate del 1917. L'11 gennaio 1918 si rischiera in Francia sul campo di Longvic e nel mese successivo a Ochey. Vi rimane fino al termine del conflitto. Decorato di Medaglia d'Argentoal Valor Militare: Mitragliere d'aeroplano, in numerose e lontane azioni di bombardamento, dava costante prova di calma e di cosciente sprezzo del pericolo, manovrando con prontezza e perizia la sua arma, malgrado l'infuriare dell'artiglieria e della fucileria che colpiva gravemente l'apparecchio. Disceso a bassa quota, mitragliava efficacemente truppe nemiche di rincalzo ed in frequenti e vivaci attacchi di velivoli avversari, riusciva brillantemente a metterli in fuga. Cielo deel'alto e del medio Isonzo e dell'Istria, 21 aprile - 21 agosto 1917.

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RAOUL LAMPUGNANI
VERONA

Raul Lampugnani (brevetto 33) percorse una buona carriera aeronautica. Prestò servizio alla 6^ Squadriglia Nieuport con Francesco Baracca sul campo di Campoformido, agli inizi del conflitto. L'11 giugno si sposta a S. Maria La Longa La 6^ fu sciolta il 27 agosto del 1915 e Lampugnani passa alla 2^ e poi alla 3^ Sq. Artiglieria. Il 15 ottobre assunse il comando della 5^ Squadriglia d'artiglieria sul campo di Oleis con velivoli Caudron G3. Il 4 marzo del 1916 aume invece il comando della 1^ Squadriglia Aertiglieria e si sposta a Sammardenchia e Risano. Ai suoi ordini ebbe anche anche Giuseppe Retinò e Vittorio Giovine. Infine passò alla 1^ Squadriglia d'artiglieria, sempre sul fronte isontino, comandando questo reparto - che in seguito fu rinominato 41^ Squadriglia. Termina il comando il 25 ottobre 1916.

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ANTONIO LANDINI
PESCHIERA DEL GARDA

Nato a Peschiera, ma residente a Padova,il 28-9-1886, di Alessandro. Ufficiale del 59° fanteria, poi Osservatore d'aeroplano dal 15 ottobre 1917. Era stato nominato sottotenente nel luglio del 1915. Arriva all'8^Squadriglia Caproni nell'estate del 1917. Prima della fine dell'anno compie sei voli con la squadriglia, equipaggiata con Caproni Ca.3. Promosso Capitano svolge un'intensa attività di volo nel corso del 1918. Nel febbraio del 1919 risulta ancora in forza alla squadriglia sul campo di San Pelagio. Caproni. E' decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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PAOLO MASSAGRANDE
VILLAFRANCA DI VERONA

Il serg. pilota Massagrande, classe 1893, sergente degli alpini, nell'estate del 1917 è con la nuova 35^ Squadriglia che esegue il primo volo di guerra il 12 luglio. Alla fine del 1917 è con la 39^ Squadriglia sul campo di Cà Tessera.Il 5 dicembre 1917 Massagrande con a bordo l'osservatore Sproveri sono attaccati da aerei nemici, mitragliati e costretti ad atterrare fuori campo sfasciando il loro apparecchio,l'S.P.3 4640. Nel 1918 passa alla 23^ Squadriglia armata con velivoli Pomilio PE. Il 15 luglio il velivolo S.P.3 6713 pilotato da Massagrande e con a bordo l'osservatore Barrocas è abbattuto dalla contraerea. L'aereo è fuori uso e l'equipaggio ferito.Fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare e Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Queste le motivazioni: Arditissimo pilota di aeroplani, già esperto di due combattimenti gagliardamente sostenuti nel Cielo del Carso; Il 5 dicembre 1917, nel cielo del Piave, benchè avesse l'apparecchio gravemente colpito nei comandi, teneva risolutamente testa ad apparecchi nemici che lo attaccavano, riuscendo brillantemente a disimpegnarsi, dopo asprissima lotta, con inflessibile volontà, riconducendo l'apparecchio sul suolo della Patria. Cielo del Carso - Cielo del Piave, giugno 1917 - gennaio 1918. Per il Bronzo: Pilota di esemplare ardimento, sempre animato da alto sentimento del dovere, nei numerosi voli compiuti diede costanti prove di cosciente coraggio e di sprezzo del pericolo. - Cielo del Piave, dicembre 1917 - ottobre 1918. E' stato anche con la 113^ Squadriglia.

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LIONELLO MARANI
VERONA

Il Ten. Col. Pilota di complemento Lionello Marani nacque a Verona il 13 gennaio 1894. Prese parte al primo tentativo di volo su Vienna. Per mancanza di di aerei efficienti non potè decollare il 9 agosto 1918. Decorato con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e una Croce di Guerra.

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MANLIO MERZARI
SAN GIOVANNI LUPATOTO

Ufficiale dell'Arma di Artiglieria, nato nel 1881 e morto nel 1956. Dirigibilista, fu comandante dell'aeronave P5 e dell'aeronave M1. Decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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MARINO MARCHIOTTO
BAGNOLO DI NOGAROLE ROCCA

Proveniente dalla 2285^ compagnia mitragliatrici, bersagliere, è ammesso alla scuola di pilotaggio con il grado di sergente, il 9 agosto 1918. Sul campo di Coltano (Pi) inizia l'addestramento sul velivolo Maurice Farman con motore Anzani da 100 CV. La 52^ ed ultima lezione di volo la frequenta il 26 ottobre, pochi giorni prima della fine delle ostilità.

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ARTURO MARZARI
VERONA

Di Verona, mitragliere. Il 29 maggio parte con il pilota Brambilla per un volo di allarme da Verona su velivolo SAML. In atterraggio l'apparecchio si schianta. Il pilota muore e Marzari rimane ferito. Riprende a volare nel luglio ed esegue numerose missioni di crociera. Verso la fine di agosto passa con la 61^ Squadriglia S.P.4. Nella notte tra il 30 e 31 dicembre 1917, il velivolo di Coda con Marzari mitragliere si alza per allarme. Tre velivoli austriaci attaccano Verona. Marzari abbatte un velivolo nemico e gli altri due sono inseguiti fino a Vicenza. Al ritorno il Farman si incidenta e i due aviatori rimangono feriti. Il 12 agosto compie la prima missione con la 6^ Squadriglia Caproni. E' decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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LEONELLO MOZZO
VERONA

classe 1894. Alle armi dal 1 giugno 1915 con il 25° Reggimento Artiglieria, arrivato in zona di guerra il 19 ottobre successivo. Mitragliere della 4^ Squadriglia Caproni, dove si trova a partire dal 1 ottobre 1916. Arriva presso la 4^ squadriglia Caproni nel 1916 e compie il primo volo il 31 ottobre con una azione sulla stazione di Dottogliano. Partecipa, il 14 maggio 1917, alla prima missione eseguita con successo dalla squadriglia in quell'anno per un bombardamento su Chiapovano. Il 25 maggio il Ca.2374, di ritorno da un'azione sulla stazione ferroviaria di S. Lucia di Tolmino, precipita in fiamme presso Indrio sulle pendici del monte Kum andando distrutto. L'equipaggio tra cui Mozzo, se la cava con lievi ferite. Si trattò dell'ultima azione di guerra (6 totatli). Dal 1 gennaio 1918 non risulta più in forza alla squadriglia. Decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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VINICIO MURARO O GIUSEPPE
VERONA

Muraro prese il brevetto di pilota numero 267. Nel 1914 era a Mirafiori con la 1^ Bleriot, maresciallo maestro d'armi. Il 20 marzo 1915 si trasferisce in volo ad Aviano. Lunedì 24 maggio 1915 è involo per lancio bombe su Sagrado e intanto la squadriglia è a Chiasiellis. Prestò servizio in cavalleria. Dal gennaio 1916 fu alla 25^ Squadriglia Voisin sul campo di Pozzolo. Il 1 aprile 1916 con a bordo il mitragliere caporale Ferrari ingaggiò, durante una crociera, combattimento con un aereo nemico. Furono sparati circa 200 colpi di mitragliatrice e il velivolo austriaco su visto scendere molto disordinatamente dietro il Monte S. Michele. Con la squadriglia prestò servizio in Albania nel 1916, dove per il suo valore fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare. Rientrati sul fronte isontino, l'11 febbraio 1917 Muraro, ora aspirante ufficiale, e Gabbin effettuano un bombardamento notturno sugli stabilimenti del Lloyd Triestino lanciando tre bombe da 162 mm, due da 90 mm e due incendiarie. Rimase con la 25^ Squadriglia fino al marzo del 1917, dove compie l'ultimo volo di guerra il 10 marzo.

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COSIMO RIZZOTTO
COLOGNA VENETA

(1893-1963) fu arruolato come soldato semplice nel 1913 e assegnato al Battaglione Aviatori. Divenne pilota nel 1915. L'anno successivo in giugno era in servizio presso la 77a Squadriglia a Istrana. Nel settembre del 1917 aveva messo a segno 3 vittorie. Il 9 ottobre si scontrò probabilmente con Brumowsky e fu costretto ad atterrare. L'ultimo successo Rizzotto lo ottenne il primo giorno della battaglia del solstizio, nel giugno del 1918, decollando da Marcon dove la 77a si era trasferita. Anche a lui era stato proposto di collaborare con l'industria privata, ma aveva rifiutato. Finito il confl itto con 6 vittorie fu congedato ed emigrò in Sudamerica, per fare l'istruttore in una scuola di volo italo-argentina. Nel nel 1922 partecipò alla guerriglia in Paraguay. Tornato in Italia nel '35 fu richiamato in servizio per partecipare alla campagna d'Etiopia. Dopo l'impresa coloniale, vi costruì una vasta fattoria dove impegnò ogni suo risparmio. Partecipò quindi al secondo confl itto mondiale ma fu preso prigioniero e ritornò in Italia solo nel 1946. Ormai aveva perso tutto e come profugo d'Africa ottenne un impiego presso il comune di Milano dove lavorò fino alla pensione.

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CARLO RONZONI
VERONA

Di Verona, classe 1893, ufficiale di artiglieria proveniente dal 13° Reggimento Art. Campale promosso sottotenente il 20 settembre 1915. Osservatore, tenente. Inizia i voli con la 35^ Squadriglia e il 19 agosto 1916 durante un volo di ricognizione sulla zona di Gorizia il velivolo viene colpito all'elica da una scheggia, mentre il 25 con pilota Contini fu ripetutamente colpito dalla contraerea, episodi che si ripeterono quasi ad ogni volo di ricognizione. La squadriglia è sul campo di Chiasottis. Distaccato con la 112^ che viene formata al CFS di Arcade, il 16 aprile 1917 si mobilita su velivoli SAML sul campo di Villaverla. Rimane con la 112^ almeno fino al 14 agosto quando esce illeso da un incidente con il SAML 2427 che si sfascia al decollo. Poi torna con la 35^ Squadriglia dove lo troviamo a partire dal 16 agosto. Gli eventi di Caporetto li trovano sul campo di Chiasottis e il 28 ottobre riparano ad Aviano, il 31 arrivano a San Pietro in Campo (Bg). Il 9 novembre la 35^ viene spostata ad Istrana ed il 15 Ronzoni esegue il primo volo sulle linee con il pilota Contini. Il 23 novembre si trasferiscono sul campo di castello di Godego. Nella prima quindicina di marzo il reparto effettua la transizione sui velivoli SIA, sul campo di S.Giustina. Il 3 novembre, dopo Caporetto, viene rispedito in linea ad Istrana. Per le azioni compiute nel corso del 1917 viene decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare. Il 20 giugno compie l'ultima missione con la 35^ dopodichè risulta in forza alla 48^ Squadriglia. La Medaglia d'Argento al V. M. gli fu conferita sul campo con la seguente motivazione: "Ottimo osservatore d'aeroplano, eseguiva molte ricognizioni, aggiustamenti del tiro e bombardamenti, nonostante le avverse condizioni atmosferiche e le difficoltà delle zone alpine. Più volte, nonostante l'intenso fuoco nemico, rimaneva impavido sulla zona assegnata, portando a termine brillantemente la missione affidatagli". Cielo del Trentino, settembre 1916 - giugno 1917; Cielo del Medio e Basso Isonzo, agosto - settembre 1917.

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PILOTA MARCO VIVALDI PASQUA
VERONA

Marco Vivaldi-Pasqua fu ufficiale di marina nel 1905. Dopo aver partecipato alla guerra di Libia, nel 1913 entrò alla scuola idrovolanti di Venezia divenendo membro della squadriglia San Marco. Nell'estate dell'anno successivo si trasferì a Brindisi per prendere servizio sulla nave porta idrovolanti Europa. Dopo la costruzione della locale base aerea, nel 1915 venne trasferito all'idroscalo di Porto Corsini. Comandò il reparto fi no all'aprile del 1916. Fu quindi spostato prima a Venezia e poi a Monfalcone e destinato alla difesa marittima lasciando così l'attività aeronautica. Nel dopoguerra rimarrà in marina sempre al comando di unità navali. Morirà durante il secondo confl itto mondiale, silurato da un sommergibile inglese

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ALDO FINZI
LEGNAGO

Nato nel 1891, allo scoppio della guerra Finzi, pur già riformato per deficienza toracica, riuscì a frasi accettare dal Regio Esercito. Il 29 giugno 1915 era soldato volontario nella 6^ compagnia automobilisti del Reggimento Artiglieria a Cavallo con funzioni di staffetta motociclistica. Aspirante ufficiale di complemento in artiglieria del 21° Artiglieria da Campagna nel gennaio 1916. Ma vi rimase poco, perché riuscì presto a farsi comandare al Battaglione Aerostieri, poi al Corpo Aeronautico, giungendo al Battaglione Scuole Aviatori dove divenne infine Allievo Pilota il 30 giugno di quell’anno. Proprio il pilotaggio costituì un punto chiave della vita di Finzi. Infatti, promosso tenente, venne assegnato alla 48^ Squadriglia Aeroplani, dove iniziò subito un intensa attività di ricognizione, pericolosa e poco gratificante perché condotta con i già superati biplani Caudron G.3 e G.4. Presso la 48^ conobbe Natale Palli, che a fine 1917 lo avrebbe invitato a raggiungerlo a Ponte San Pietro (Bergamo) ove era in corso di costituzione la 87^ Squadriglia. Una ricognizione strategica in Val d’Adige e fino a Bolzano del 24 aprile 1917 gli valse, con la successiva missione su Fortezza e Bressanone, una medaglia di bronzo sul campo, e due mesi dopo la foto di Finzi col suo aereo comparve sul Secolo Illustrato. Il 16 agosto 1917 fu trasferito alla 43^ Squadriglia, dove rimase fino a novembre. Il 17 dicembre Finzi raggiunse definitivamente la 87^ Squadriglia. Composta quasi interamente di giovani aviatori veneti, che la battezzarono “La Serenissima” ed adottarono l’augusta insegna del Leone di S. Marco, l’87^ fu dotata del nuovo e velocissimo ricognitore Ansaldo SVA. Fu qui che Finzi entrò pienamente nell’ambiente al tempo stesso esaltato e patriottico, tecnici stico ed informale che, mescolato ad altre tendenze già presenti nella società italiana, nel dopoguerra avrebbe partorito quel cocktail di insoddisfazione e violenza che Mussolini cavalcò spregiudicamente sino a plasmare il fascismo. Come recita la motivazione della sua prima medaglia d’argento, nella primavera del 1918 Finzi “di ritorno da una ricognizione durata quasi tre ore, avvertito da colpi antiaerei che apparecchi nemici volavano sul nostro territorio, nei pressi di Mori, vi accorreva, trovando un apparecchio da ricognizione, scortato da due caccia. Attaccava risoluto, metteva in fuga gli apparecchi da caccia ed abbatteva l’apparecchio da ricognizione”. Quando nel 1918 D’Annunzio scelse l’87^ Squadriglia per realizzare l’antica ambizione di violare il cielo di Vienna, Finzi fu uno dei sette piloti che riuscirono a portare a termine l’impresa. Durante la permanenza con l’87^ il pilota polesano unì all’intensa attività di volo anche funzioni tecniche: sua è ad esempio la Relazione sul Funzionamento e Consumo di apparecchio e motore nel volo S. Pelagio-Vienna e ritorno. L’ardita missione gli valse una seconda medaglia d’argento. Alcuni documenti illuminano il carattere dell’aviatore polesano. Un rapporto informativo in data 25 agosto 1918 gli attribuiva “carattere vivace, facilmente eccitabile, spirito critico ma in fondo buono”. Cosa queste parole indicassero è chiarito dal rapporto sull’87^ Squadriglia redatto il 20 agosto 1918 dal Tenente Colonnello Carta. Esaminando l’imbarazzante inefficienza in cui il reparto era precipitato dopo il celebre volo, Carta scoprì come l’autorità del Capitano Masprone, che comandava il reparto ma volava pochissimo, fosse contestata da Finzi e Locatelli che per la loro maggiore esperienza intervenivano nella gestione del reparto contro ogni norma disciplinare. La situazione degenerò al punto che Masprone fu esonerato dal comando (passato a Palli), Finzi trasferito alla 1^ Armata, e Locatelli alla squadra Siluranti Aeree di D’Annunzio. Altri quattro piloti furono trasferiti per scarso rendimento. L’episodio conferma un po’ tutte le sfaccettature di Aldo Finzi:capace, deciso, irruento. Caratteristiche che avrebbe mantenuto sino alla morte.

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GIORDANO BRUNO GRANZAROLO
VILLA BARTOLOMEA

Giordano Bruno Granzarolo nacque a Carpi di Villa Bartolomea (Vr) il 12 giugno 1894 da Lino, agricoltore e da Teresa Zanibello. Ancora fanciullo andò ad abitare con la famiglia a San Vito di Legnago, prima in contrada Nogara e poi in via Piazza. Prese parte alla prima guerra mondiale dove raggiunse il grado di Capitano. Appartenne alla Serenissima dai giorni della fondazione. Entrato in aviazione nel febbraio del 1917, passò successivamente diversi campi e pilotò i più diversi tipi di aeroplani. Fu prima a Gioia del Colle dove ottenne i primi due brevetti con velivolo Voisin. Passò quindi al campo di Busto Arsizio dove volò con l’Aviatik e con il SAML, da Busto venne inviato alla Malpensa. Da qui, dopo aver ottenuto il brevetto con il Nieuport e con lo SVA, fu trasferito a Ponte San Pietro (Bg). Il suo vero maestro fu Locatelli con il quale doveva poi dividere fraternamente la gioia dei successi e l’ansia dei pericoli. Giunto in zona di guerra il 12 febbraio 1918 Granzarolo compì il suo primo volo di guerra con Aldo Finzi il 24 marzo successivo con una ricognizione strategica sulla Valle del Sarca, Thione e Bolzano. Poco dopo, il 4 maggio, per incarico del Comando Superiore d’Aeronautica compiva assieme a Locatelli una importante ricognizione sul golfo di Trieste e Monfalcone eseguendo 48 fotografie. Nello stesso mese eseguiva inoltre diverse incursioni lontane, e il 2 giugno si spinse fino sui cieli di Lubiana. Nella battaglia del Solstizio compì numerose missioni di scorta ai bombardieri Caproni del IV Gruppo. Il 15 giugno ebbe il velivolo colpito durante una ricognizione e crociera sulla valle del Brenta e Feltre. Durante una scorta ai bombardieri, il 19 luglio, fu costretto ad atterrare a Campo San Luca per un guasto al motore. Ancora il 17 agosto ebbe l’apparecchio colpito nel corso di un mitragliamento a terra. Granzarolo realizzò un grande numero di riuscite azioni compiendo anche cinque partenze nel giro di dodici ore. Insieme a Locatelli e Finzi era capo sezione della 87^. Partecipò oltre che allo storico raid alle successive ricognizioni spinte in profondità del mese di settembre. Nell’ultima settimana di ottobre ebbe il velivolo colpito da schegge di proiettili antiaerei e da colpi di mitragliatrice. In particolare il 22 ottobre, fu colpito da una granata durante una ricognizione nella zona di Casarza. Atterrato e ripartito alla volta di Fonzago, fu nuovamente colpito e costretto a prendere terra a Campo San Luca. Stessa sorte il 27 ottobre nel corso di una azione tra Porto Buffole ed Oderzo. E’ decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Superando ogni precedente ardimento, con magnifico volo, affermava su Vienna la potenza delle Ali d’Italia, esempio meraviglioso di fede, tenacia, e superbo valore. Cielo di Vienna 9 agosto 1918. Ottenne anche una decorazione bronzea con la seguente motivazione: “Pilota nuovo alle vicende della Guerra, iniziava brillantemente e valorosamante i suoi voli alla fronte, distinguendosi per costanza ed aggressività. Audacemente si spingeva in ricognizioni strategiche su Trieste e Lubiana, compiendo sempre lodevolmente il mandato affidatogli”. Cielo del Trentino, 1 marzo – 30 giugno 1918. Dopo la morte di Natale Palli, nel 1919 divenne il comandante della 87^ Squadriglia con sede a Padova. Grande aviatore partecipò a numerose manifestazioni sportive nel dopoguerra, come le prime edizioni della Coppa Baracca. Il 9 agosto 1918 partecipò al volo su Vienna con la Squadriglia Serenissima insieme a Gabriele D'Annunzio. Dopo la morte di Palli divenne il comandante della squadriglia Serenissima, sull'aeroporto di Padova. Il 28 dicembre 1926 sposò Jose Donella, figlia dell'avvocato Guerrino di Villabartolomea e si trasferì a Padova, dove morì il 19 dicembre 1948. Fu posto in ausiliaria e in riposo con il grado di Capitano. L'Ansaldo SVA 11721 con il quale Granzarolo effettuò il volo su Vienna è oggi esposto al Museo dell'Aeronautica di Vigna di Valle.

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ALBERTO MASPRONE
POIANO

Alberto Masprone nacque a Poiano (Verona) il 30 maggio 1884. Da giovane fu un grande sportivo e con i colori del "Istituzione Bentegodi" divenne, nel 1906, campione nazionale per la specialità lancio del disco. Questo traguardo gli permise di partecipare, sempre nel 1906, alle Olimpiadi del Decennale o "Intermedie" di Atene. L'anno successivo vinse il celebre "Pentathlon Reale in occasione dell'Esposizione di Venezia battendo l'atleta genovese Coscia, suo maestro. Si cimentò anche in altre discipline, come il calcio. Fu tra l'altro giocatore, allenatore e dirigente della società Hellas di Verona, per la cui fondazione si impegnò personalmente. Nel giugno 1915, più che trentenne divenne sottotenente M.T. nel 83° Battaglione Intendenza Generale. Chiese di essere ammesso al corso di pilota e nel luglio del 1916 fu inviato a Mirafiori al corso su velivolo Caudron. Il corso di addestramento durò esattamente due mesi e l'8 settembre concluse felicemente l'ultima prova per il brevetto. Il 15 dello stesso mese iniziò l'addestramento sul velivolo Aviatik sul quale si brevettò a gennaio del 1917 a Cascina Costa. Con il grado di tenente passò alla scuola idrovolanti di Sesto Calende e il 1 maggio ottenne l'abilitazione al pilotaggio del velivolo FBA. Nello stesso mese di maggio, per le eccezionali capacità dimostrate fu inviato in qualità di istruttore alla scuola di Orbetello. Nel mese di novembre in pochi giorni effettuò il passaggio sul velivolo Nieuport a Cascina Malpensa, e dopo un breve periodo a Furbara presso la scuola tiri effettuò anche il passaggio sul nuovo velivolo SVA (estate 1917) presso la scuola di volo di Ponte San Pietro (Bergamo) dove conobbe molti giovani piloti, delusi e sbandati in seguito alle tristi giornate di Caporetto.  A metà dicembre fu assegnato al Comando d'Aeronautica e propose l'idea di costituire una squadriglia di soli veneti. La proposta fu accettata e nel gennaio del 1918 fu costituita la 87^ Squadriglia Serenissima. Masprone ne divenne il comandante. La squadriglia, dotata del veloce velivolo SVA, ebbe il compito di effettuare ricognizioni strategiche ed operò sui campi di San Pelagio (Pd), Ghedi (Bs) e dal 15 maggio 1918 di nuovo e definitivamente dal campo patavino. Capace tecnico e grande organizzatore, si dimostrò tuttavia poco adatto al comando e nel settembre 1918 fu rimosso, a seguito di gravi inefficienze e problemi disciplinari sorti in seno alla squadriglia. Trasferito alla nuova 90^ Squadriglia SVA ne assume il comando sul campo di Busiago il 14 ottobre 1918. Nel dicembre del 1918 raggiunse la 60^ Squadriglie sul campo di Ganfardine (Vr). Masprone fu un convinto assertore della celebre impresa di Vienna per la quale pretese ed ottenne l'impiego di tutta l'unità. Dopo la guerra si trasferì a Milano e intraprese una attività industriale. In questa città si è spento nel 1964 all'età di 80 anni.

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DARIO NASCIMBENI
SANGUINETTO

Renato Dario Nascimbeni di Sanguinetto (Vr), nacque il 31 marzo 1896. Fu chiamato alle armi il 28 novembre 1915 e il 5 dicembre dello stesso anno giunse al Battaglione Scuole Aviatori di Torino, probabilmente nel reparto dirigibili. Il 7 giugno 1916 fu assegnato  alla 10^ Squadriglia Caproni che era stata costituita qualche giorno prima, il 25 maggio 1916 sul campo di Villaverla, in qualità di mitragliere di bordo in addestramento. La 10^ Squadriglia, non appena completata la preparazione raggiunse il campo di Padova alle dipendenze del III Gruppo Aeroplani ed iniziò le azioni di guerra il 10 giugno.  Il Foglio Caratteristico dei Voli di Guerra del soldato Nascimbeni fu impiantato all'atto della nomina a mitragliere effettivo cioè il 1 agosto 1916, giorno in cui tutta la squadriglia si portò su Fiume per bombardare obiettivi militari e fu accolta da un intenso fuoco antiaereo. Tuttavia il battesimo del fuoco Nascimbeni l'aveva avuto il 14 giugno 1916 sull'apparecchio pilotato dal Ten. Strata in missione di bombardamento della stazione di Matterello (Tn) e per osservazione ii  movimenti delle truppe austriache lungo il percorso. Il Caproni Ca.450 raggiunto l’obiettivo, gettò le bombe sulla meta  e riportò indietro  importanti notizie. Sulla rotta di ritorno il Caproni fu attaccato da un ricognitore austriaco , ci fu un vivace scambio di colpi di mitragliatrice e poi l'attaccante si sganciò. Il velivolo fu fatto segno anche a numerosi colpi di antiaerea riportando diversi danni. Seguirono diversi voli di crociera su Padova e il 26 giugno lo stesso equipaggio bombardò accampamenti austriaci sul Monte Roverè. Sul cielo di Padova avvenne un combattimento aereo nel corso del quale il trimotore italiano fu colpito in diversi punti.  Due giorni dopo, di nuovo sul Monte Roverè per colpire la stazione della teleferica e gli accampamenti nemici. Anche questa volta i velivoli furono fatti segno a vivo fuoco di artiglieria. Il 6 luglio, l'equipaggio ritornò sulla valle dell’Adige per colpire materiali di artiglieria fra Volano e Calliano. A fine mese la Squadriglia si trasferì sul campo di Campoformido alle dipendenze del IV Gruppo Aeroplani. Il 13 settembre i tre Caproni della Squadriglia si levarono in volo per colpire l’arsenale dei Lloyd di Trieste, ma il velivolo di Nascimbeni, pilotato sempre dal Ten. Strata fu costretto a rientrare per rottura di un laterale in volo. Il diario dei voli del 1916 si chiuse con un bombardamento di accampamenti nemici effettuato presso Cernizza nel mese di novembre.  Dopo la pausa invernale la squadriglia riprese l'attività nell'aprile e nel maggio del 1917 nel settore carsico con azioni su Chiapovano, Prvacina e Gorizia in appoggio alla fallimentare offensiva italiana conosciuta come decima battaglia dell'Isonzo. La prima azione bellica del 1917 di Nascimbeni cui siamo a conoscenza, si svolse il 15 maggio quando bombardarono accampamenti nemici ad ovest di Gorizia. Tuttavia prima di raggiungere l’obiettivo, il Caproni fu sorpreso da apparecchi nemici mentre volava a bassa quota. Con opportune manovre l'equipaggio riuscì a seminare i velivoli austriaci e a lanciare le bombe su truppe e carriaggi nei pressi di Aisovizza. Subito dopo però venne però circondato da 8 velivoli nemici, tre quali si trovavano a breve distanza (200 metri) e fu costretto ad interrompere il lancio degli ordigni. Il Caproni Ca. 2312 riuscì a disimpegnarsi con la manovra e il fuoco delle mitragliatrici, rimanendo però colpito in 10 punti da pallottole di mitragliatrice, una delle quali spezzò una corda dei comandi di direzione.  Il 24 maggio fu colpita la stazione di Santa Lucia (Tolmino) ed anche in questa occasione il velivolo fu attaccato e colpito da cacciatori austriaci. Il 1 giugno fu la volta della stazione di Calliano. Il Caproni fu colpito da uno shrnapel della contraerea nel carter motore di sinistra e nei serbatoi e costretto ad atterrare fuori campo. Rientrati sul campo di aviazione con mezzi di fortuna, nel pomeriggio si alzarono di nuovo in volo per attaccare il campo di aviazione austriaco di Prosecco. Anche stavolta furono costretti a sostenere un combattimento aereo con diversi colpi incassati dal trimotore. Il 19 giugno la squadriglia si trasferì sul campo della Comina e nello stesso giorno si portò all’attacco di accampamenti austriaci a Campo Gallina. Il 9 agosto 1917 a bordo del Ca.2405 raggiunsero in notturna la base di Pola e lanciarono le bombe con ottimi risultati. Il mese di agosto del 1917, così come il successivo fu molto intenso dal punto di vista operativo e gli equipaggi si alzarono in volo ripetutamente per portare offesa al nemico: il 12 su Chiapovano e poi su Modrejce dove il velivolo fu ripetutamente colpito dal fuoco antiaereo in entrambe le missioni, il 16 su Gabroviza accolti da un violentissimo tiro antiaereo.  Il 19 agosto 1917 il Ca.4054 del Ten. Strata e De Luca con Nascimbeni mitragliere  e l'osservatore Ten. Pio Massignani decolla alle ore 5.20 per bombardare Cerovlje, ma viene attaccato da un velivolo austriaco durante la via del ritorno. Il bombardiere italiano si era abbassato a mitragliare le linee nemiche  nei pressi di Famiano quando fu avvistato da un caccia austriaco descritto come un biposto somigliante allo SPAD nelle ali ma differente nella coda, più piccola, e con le croci nere più piccole del solito. Prima di portarsi all'attacco, il velivolo austriaco si avvicinò al Caproni e l''osservatore austriaco fece un cenno di saluto. Subito dopo iniziò un serrato combattimento. I piloti del Caproni fecero compiere al bombardiere una serie di spirali e riuscirono a farsi sorpassare dal caccia. Mentre quest'ultimo gli sfilava di fianco, Nascimbeni gli scaricò addosso circa 100 colpi e lo vide piegare bruscamente a sinistra e cadere a picco. Nonostante avesse il motore centrale fermo per i danni ricevuti, il Caproni atterrò felicemente a Campoformido alle 7.00. Anche per questa azione Nascimbeni fu decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nella stessa giornata l'indomito equipaggio si portò a bombardare le retrovie nemiche della III Armata. Il 21 agosto due missioni di bombardamento, la prima sulla stazione di Podmalec e la seconda per colpire la rotabile sull’altopiano della Bainsizza. Il 22 e il 24 fu la volta di Chiapovano, il 23 su Podmalec-Grahovo, il 25 di Visoglie e il 26 di S. Ambrogio. Il 31 agosto fu colpita la stazione di Grahovo, che colpita in pieno dalle bombe da 162 mm lanciate dal trimotore sviluppò un vasto incendio. L'immancabile reazione antiaerea colpì il radiatore di un motore che dovette essere prontamente arrestato. Altri colpi danneggiarono l’ultima cellula dell’ala destra e la parte centrale della carlinga. Il velivolo fu nuovamente colpito il 14 settembre durante una missione su Golnek-S.Ambrogio. L’ultima azione di guerra di Dario Nascimbeni con la 10^ Squadriglia fu compiuta il 26 settembre 1917 con un bombardamento su Grahovo al comando del Ten. De Luca. Lasciata la Squadriglia, il 20 ottobre 1917, Nascimbeni divenne effettivo al Deposito Aeronautico di Torino per frequentare il corso di pilotaggio. Per lui la guerra era finita. Divenne pilota di aeroplano il 20 marzo del 1918 e pilota militare il 5 agosto 1918 su apparecchio SAML. Congedato nel 1919 con il grado di caporale, riprese a volare nel 1921 per mantenere l'addestramento. Effettuò il passaggio sui velivoli Aviatik, SVA, NIuport.

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LUIGI SIMOLA
VERONA

Tenente Osservatore decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Appartenente fin dalla costituzione alla 118^ Squadriglia, che si mobilitò il 10 ottobre 1917, passò nel corso del 1918 alla 23^ squadriglia.

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ARTURO MARZARI
VERONA

Sergente mitragliere di Verona classe 1875. A volte chiamato anche Arturo Nazzari, della 6^ Squadriglia Caproni dal luglio 1918. Iniziò i voli di guerra nell'aprile del 1917 compiendo circa 60 missioni dapprima con la 73^ squadriglia di Verona equipaggiata con velivoli SAML. Il 29 maggio, dopo un volo su allarme, si schianta al suolo il velivolo 1586 pilotato dal caporale Brambilla che perisce nell'urto. Rimane invece gravemente ferito il Marzari. Agli inizi di luglio è ancora con la squadriglia veronese. Poi passa alla 61^ posta a difesa di Verona. La notte fra il 30 e il 31 dicembre tre aeroplani austriaci attaccano la città scaligera, si leva in volo il velivolo Farman pilotato da Coda con Marzari a bordo e un nemico è abbattuto e gli altri due sono inseguiti fino a Vicenza, ma al ritorno il Farman si incidenta e i due aviatori rimangono feriti. E' coinvolto in un altro grave incidente con un velivolo S.P.4 il 14 giugno. Con la 61^ Squadriglia compie 52 voli di guerra. Rifiuta la proposta di avvicendamento in zona territoriale e chiede di essere trasferito in un reparto da bombardamento per continuare a combattere. Fu proposto per la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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CAMILLO SOMMARIVA
CEREA

Camillo Sommariva nasce a Pesaro il 16 aprile 1893 da famiglia ceretana. Studente al Politecnico di Torino, il 15 settembre 1915 varcò i cancelli dell’Accademia di Modena e il 20 settembre 1915 divenne ufficiale del Regio Esercito. Divenne effettivo  al 4° Reggimento Dragoni del Genova Cavalleria. Trasferito a Pordenone fu impiegato come istruttore delle reclute per poi diventare Aiutante Maggiore del Reggimento. Nel maggio del 1916 è al fronte dapprima a Plava, poi nelle trincee del Vermigliano, di Selz e del Monte Cosich. Il 16 luglio il suo comportamento in trincea gli valse un encomio, mentre in agosto partecipò con valore alla battaglia per la liberazione di Gorizia. Il 28 luglio 1916 è promosso Tenente e nel settembre è di nuovo in prima linea per condurre all’assalto i suoi dragoni all’assalto. Volontario in aviazione consegue il 1° brevetto di pilota in data 14 luglio 1917 ed è poi assegnato alla difesa di Brescia con la 72^ Squadriglia Caccia sul campo di Castenedolo (Bs), dove giunse il 16 gennaio 1918 proveniente dal Campo Scuola Tiro Aereo di Furbara (Roma). Il 3 maggio 1918 durante un azione sulle Giudicarie il motore del suo Hd.1 lo abbandona, ma riesce fortunosamente a tornare entro le linee, riparare il suo velivolo e spiccare di nuovo il volo. Il 13 maggio, a nord delle Giudicarie, ingaggia un cacciatore austriaco e lo abbatte. Il 15 giugno si porta con tutta la squadriglia al campo di Busiago (Tv) per partecipar alla battaglia del Piave. Volò il giorno stesso e anche l’indomani. Il 17 giugno, nonostante le pessime condizioni meteo si levò in volo per ben tre volte a mitragliare le linee nemiche. Gravemente ferito riuscì a portare il suo Hanriot in terra italiana compiendo un drammatico atterraggio nelle paludi di Altino. Più tardi soccorso dai fanti italiani fu trasportato a San Michele in Quarto, dove si spense il giorno successivo. Per tale azione venne proposto ed ottenne la medaglia d’Argento al valor militare. Alla M.A.V.M. Ten. Pilota Camillo Sommariva, è intitolato il Nucleo di Cerea (Vr) dell’Associazione Arma Aeronautica. Camillo Sommariva entrò a far parte della 72^ Squadriglia Caccia il 10 gennaio 1918. Durante il mese di gennaio compì otto voli di addestramento e un volo di crociera della durata di 55’, per 270 minuti di  volo complessivi. La crociera fu compiuta il 30 gennaio sul basso Garda a 4000 metri a bordo di un Hanriot  senza incontrare alcun velivolo austriaco. Nel mese di febbraio svolse un intensa attività di volo con 2 crociere, 1 volo di caccia, 3 scorte e altri 14 voli tra trasporti e addestramento, per un totale di 873 minuti. Di queste attività abbiamo in particolare notizie di una crociera effettuata il 3 febbraio su Brescia e la Val Trompia a 2500 metri e della durata di 25 minuti, un’altra crociera il 5 febbraio sul lago di Garda di oltre un ora a 4500 metri, mentre il 25 febbraio si alzò su allarme con un Hanriot nella zona tra Desenzano e Peschiera alla quota di 4000 per 40 minuti.Il 13 marzo eseguì una crociera di 45 minuti tra la Val Camonica, Riva del Garda e la val Lagarina a 4500 metri. All’inizio di giugno è sul campo di Busiago (Tv).  Il 17 giugno Sommariva parte di prima mattina sotto un violento nubifragio per mitragliare le truppe austriache sulla strada S. Croce-Paludello. In territorio austriaco ingaggia un violento combattimento aereo in cui venne gravemente ferito al capo. Con le ultime forze riesce a portare il suo Hanriot Hd.1 n. 11419 all’atterraggio entro le linee italiane. Fu decorato con la “Medaglia d’Argento al Valor Militare” con la seguente motivazione: “Arditissimo pilota da caccia compiva numerosi voli di guerra sostenendo brillanti combattimenti e riuscendo ad abbattere il 13 maggio 1918 un velivolo nemico. Il 17 giugno seguente, partito sotto un nubifragio per un azione di mitragliamento, mirabile esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere, permaneva sulla zona volando a bassa quota fino a quando, avuto già più volte colpito l’apparecchio e rimasto egli gravemente ferito, potè con supremo sforzo raggiungere le nostre linee, ove poco dopo lasciava la vita. – Cielo di Stenico, 13 maggio - Cielo di Piave, 17 giugno 1918”. (dall’Albo d’Oro dell’Aeronautica, Vol. 1°)

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LUIGI SOMMARIVA
CEREA

Luigi Sommariva nasce a Forlì l'11 aprile 1892 da famiglia ceretana. Diciottenne conseguì il diploma presso un Istituto tecnico di Brescia e si iscrive al Politecnico di Torino nella facoltà di ingegneria. Sportivo ed alpinista fu membro del S.U.C.A.I. (Sottosezione Universitaria del Club Alpino) di Torino. Allo scoppio delle ostilità, nel 1915, entra in Accademia Militare e  venne nominato Sottotenente del Genio. Fu trattenuto a Modena come istruttore, attività che proseguì poi anche presso il deposito del 5° Reggimento Genio Minatori dove venne in seguito trasferito. Luigi divenne  Dirigibilista  e frequentò il corso di pilotaggio a Ciampino dove conseguì la nomina  Ufficiale di Bordo. Sempre a Ciampino partecipò all'allestimento del nuovo dirigibile A1, aeronave destinata alle operazioni in alta quota, che rifiutata dal Regio Esercito per eccessiva rumorosità venne assegnata alla Regia Marina. Luigi seguì il destino dell’aeronave ed effettuato il volo di trasferimento da Ciampino a Grottaglie (Ta), continuò la  difficile messa a punto dell'aeronave, che manifestò anche problemi ai sistemi di governo. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1918 compì la prima missione di guerra con un azione di bombardamento sulla base di Cattaro. L'aeronave scaricò 18 bombe del peso complessivo di una tonnellata sull'arsenale di Teodo. Sulla rotta del ritorno l’aeronave ebbe un guasto grave cui pose rimedio Luigi con una spericolata manovra a migliaia dimetri di quota. Nella notte del 16 agosto 1916, l’aeronave A1 partì per la seconda missione di bombardamento sulla munitissima base navale austriaca di Cattaro, sulla sponda opposta dell’Adriatico. Non sappiamo se riuscì a portare a termine l’operazione. L’aeronave scomparve nel basso adriatico con tutto l’equipaggio.  Il Ten. Luigi Sommariva fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Con alto entusiasmo e spirito aggressivo partecipava, quale ufficiale di bordo di aeronave di alta quota e di nuovo impiego, al bombardamento della piazzaforte di Cattaro, dando prova di serenità durante il tiro al nemico e dimostrando competenza tecnica e coraggiosa iniziativa compiendo un volo in ardita e pericolosa manovra nel riparare un’avaria ai comandi di quota dell’aeronave. In una successiva spedizione offensiva a breve distanza perdeva la vita nell’adempimento del suo dovere. – Cattaro 6-17 agosto 1918” (dal Bollettino Ufficiale Anno 1919 dispensa n. 34). Fu anche laureato ingegnere "ad Honorem".

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ARTURO MARZARI
VERONA

Sergente mitragliere di Verona classe 1875. A volte chiamato anche Arturo Nazzari, della 6^ Squadriglia Caproni dal luglio 1918. Iniziò i voli di guerra nell'aprile del 1917 compiendo circa 60 missioni dapprima con la 73^ squadriglia di Verona equipaggiata con velivoli SAML. Il 29 maggio, dopo un volo su allarme, si schianta al suolo il velivolo 1586 pilotato dal caporale Brambilla che perisce nell'urto. Rimane invece gravemente ferito il Marzari. Agli inizi di luglio è ancora con la squadriglia veronese. Poi passa alla 61^ posta a difesa di Verona. La notte fra il 30 e il 31 dicembre tre aeroplani austriaci attaccano la città scaligera, si leva in volo il velivolo Farman pilotato da Coda con Marzari a bordo e un nemico è abbattuto e gli altri due sono inseguiti fino a Vicenza, ma al ritorno il Farman si incidenta e i due aviatori rimangono feriti. E' coinvolto in un altro grave incidente con un velivolo S.P.4 il 14 giugno. Con la 61^ Squadriglia compie 52 voli di guerra. Rifiuta la proposta di avvicendamento in zona territoriale e chiede di essere trasferito in un reparto da bombardamento per continuare a combattere. Fu proposto per la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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CAMILLO SOMMARIVA
CEREA

Camillo Sommariva nasce a Pesaro il 16 aprile 1893 da famiglia ceretana. Studente al Politecnico di Torino, il 15 settembre 1915 varcò i cancelli dell’Accademia di Modena e il 20 settembre 1915 divenne ufficiale del Regio Esercito. Divenne effettivo  al 4° Reggimento Dragoni del Genova Cavalleria. Trasferito a Pordenone fu impiegato come istruttore delle reclute per poi diventare Aiutante Maggiore del Reggimento. Nel maggio del 1916 è al fronte dapprima a Plava, poi nelle trincee del Vermigliano, di Selz e del Monte Cosich. Il 16 luglio il suo comportamento in trincea gli valse un encomio, mentre in agosto partecipò con valore alla battaglia per la liberazione di Gorizia. Il 28 luglio 1916 è promosso Tenente e nel settembre è di nuovo in prima linea per condurre all’assalto i suoi dragoni all’assalto. Volontario in aviazione consegue il 1° brevetto di pilota in data 14 luglio 1917 ed è poi assegnato alla difesa di Brescia con la 72^ Squadriglia Caccia sul campo di Castenedolo (Bs), dove giunse il 16 gennaio 1918 proveniente dal Campo Scuola Tiro Aereo di Furbara (Roma). Il 3 maggio 1918 durante un azione sulle Giudicarie il motore del suo Hd.1 lo abbandona, ma riesce fortunosamente a tornare entro le linee, riparare il suo velivolo e spiccare di nuovo il volo. Il 13 maggio, a nord delle Giudicarie, ingaggia un cacciatore austriaco e lo abbatte. Il 15 giugno si porta con tutta la squadriglia al campo di Busiago (Tv) per partecipar alla battaglia del Piave. Volò il giorno stesso e anche l’indomani. Il 17 giugno, nonostante le pessime condizioni meteo si levò in volo per ben tre volte a mitragliare le linee nemiche. Gravemente ferito riuscì a portare il suo Hanriot in terra italiana compiendo un drammatico atterraggio nelle paludi di Altino. Più tardi soccorso dai fanti italiani fu trasportato a San Michele in Quarto, dove si spense il giorno successivo. Per tale azione venne proposto ed ottenne la medaglia d’Argento al valor militare. Alla M.A.V.M. Ten. Pilota Camillo Sommariva, è intitolato il Nucleo di Cerea (Vr) dell’Associazione Arma Aeronautica. Camillo Sommariva entrò a far parte della 72^ Squadriglia Caccia il 10 gennaio 1918. Durante il mese di gennaio compì otto voli di addestramento e un volo di crociera della durata di 55’, per 270 minuti di  volo complessivi. La crociera fu compiuta il 30 gennaio sul basso Garda a 4000 metri a bordo di un Hanriot  senza incontrare alcun velivolo austriaco. Nel mese di febbraio svolse un intensa attività di volo con 2 crociere, 1 volo di caccia, 3 scorte e altri 14 voli tra trasporti e addestramento, per un totale di 873 minuti. Di queste attività abbiamo in particolare notizie di una crociera effettuata il 3 febbraio su Brescia e la Val Trompia a 2500 metri e della durata di 25 minuti, un’altra crociera il 5 febbraio sul lago di Garda di oltre un ora a 4500 metri, mentre il 25 febbraio si alzò su allarme con un Hanriot nella zona tra Desenzano e Peschiera alla quota di 4000 per 40 minuti.Il 13 marzo eseguì una crociera di 45 minuti tra la Val Camonica, Riva del Garda e la val Lagarina a 4500 metri. All’inizio di giugno è sul campo di Busiago (Tv).  Il 17 giugno Sommariva parte di prima mattina sotto un violento nubifragio per mitragliare le truppe austriache sulla strada S. Croce-Paludello. In territorio austriaco ingaggia un violento combattimento aereo in cui venne gravemente ferito al capo. Con le ultime forze riesce a portare il suo Hanriot Hd.1 n. 11419 all’atterraggio entro le linee italiane. Fu decorato con la “Medaglia d’Argento al Valor Militare” con la seguente motivazione: “Arditissimo pilota da caccia compiva numerosi voli di guerra sostenendo brillanti combattimenti e riuscendo ad abbattere il 13 maggio 1918 un velivolo nemico. Il 17 giugno seguente, partito sotto un nubifragio per un azione di mitragliamento, mirabile esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere, permaneva sulla zona volando a bassa quota fino a quando, avuto già più volte colpito l’apparecchio e rimasto egli gravemente ferito, potè con supremo sforzo raggiungere le nostre linee, ove poco dopo lasciava la vita. – Cielo di Stenico, 13 maggio - Cielo di Piave, 17 giugno 1918”. (dall’Albo d’Oro dell’Aeronautica, Vol. 1°)

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LUIGI SOMMARIVA
CEREA

Luigi Sommariva nasce a Forlì l'11 aprile 1892 da famiglia ceretana. Diciottenne conseguì il diploma presso un Istituto tecnico di Brescia e si iscrive al Politecnico di Torino nella facoltà di ingegneria. Sportivo ed alpinista fu membro del S.U.C.A.I. (Sottosezione Universitaria del Club Alpino) di Torino. Allo scoppio delle ostilità, nel 1915, entra in Accademia Militare e  venne nominato Sottotenente del Genio. Fu trattenuto a Modena come istruttore, attività che proseguì poi anche presso il deposito del 5° Reggimento Genio Minatori dove venne in seguito trasferito. Luigi divenne  Dirigibilista  e frequentò il corso di pilotaggio a Ciampino dove conseguì la nomina  Ufficiale di Bordo. Sempre a Ciampino partecipò all'allestimento del nuovo dirigibile A1, aeronave destinata alle operazioni in alta quota, che rifiutata dal Regio Esercito per eccessiva rumorosità venne assegnata alla Regia Marina. Luigi seguì il destino dell’aeronave ed effettuato il volo di trasferimento da Ciampino a Grottaglie (Ta), continuò la  difficile messa a punto dell'aeronave, che manifestò anche problemi ai sistemi di governo. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1918 compì la prima missione di guerra con un azione di bombardamento sulla base di Cattaro. L'aeronave scaricò 18 bombe del peso complessivo di una tonnellata sull'arsenale di Teodo. Sulla rotta del ritorno l’aeronave ebbe un guasto grave cui pose rimedio Luigi con una spericolata manovra a migliaia dimetri di quota. Nella notte del 16 agosto 1916, l’aeronave A1 partì per la seconda missione di bombardamento sulla munitissima base navale austriaca di Cattaro, sulla sponda opposta dell’Adriatico. Non sappiamo se riuscì a portare a termine l’operazione. L’aeronave scomparve nel basso adriatico con tutto l’equipaggio.  Il Ten. Luigi Sommariva fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Con alto entusiasmo e spirito aggressivo partecipava, quale ufficiale di bordo di aeronave di alta quota e di nuovo impiego, al bombardamento della piazzaforte di Cattaro, dando prova di serenità durante il tiro al nemico e dimostrando competenza tecnica e coraggiosa iniziativa compiendo un volo in ardita e pericolosa manovra nel riparare un’avaria ai comandi di quota dell’aeronave. In una successiva spedizione offensiva a breve distanza perdeva la vita nell’adempimento del suo dovere. – Cattaro 6-17 agosto 1918” (dal Bollettino Ufficiale Anno 1919 dispensa n. 34). Fu anche laureato ingegnere "ad Honorem".

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GIOVANNI TOLDI
SOAVE

Sottotenente Osservatore, poi tenente pilota. Ha prestato servizio nella 41^, 113^, 22^ e 302^ squadriglia. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare. La prima notizia utile risale al 5 maggio 1917, quando il velivolo rimane gravemente danneggiato sul Monte San Marco. La 41^ squadriglia era di stanza a Oleis. Il 1 settembre si trova nell'organico della 113^ Squadriglia sul campo di Cavazzo Carnico. Mentre era con la 113^ (o forse con la 22^) fu decorato con MAVM. Il 27 ottobre 1917, Toldi è trasferito alla 22^ Squadriglia sul campo di Aviano, ma il 3 novembre è si trova a Istrana (Tv). All'inizio del 1918 fu avviato al corso di pilota e al 15 settembre 1918, lo troviamo presso la 302^ Squadriglia destinata alla difesa di Pescare, armata di velivoli SVA.

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MARIO CALDERARA
VERONA

Figlio di un Ufficiale di carriera dell'esercito, Marco, e di Eleonora Tantini, Mario Calderara nacque a Verona il 10 ottobre 1879. Ammesso all'Accademia Navale di Livorno nel 1898, era conosciuto dai suoi compagni di corso per la sua mania per il volo umano. Dopo i primi contatti con i fratelli Wright e le lezioni a Roma con uno dei due (Wilbur), nel 1909 Mario Calderara prese il brevetto italiano di pilota n.1. Nel settembre del 1910 il Calderara partecipò al 1º circuito aereo di Brescia e vinse cinque premi su otto raggiungendo il record di distanza di 50 km con un apparecchio biplano Wright-Ariel da lui stesso ricostruito. Nel novembre del 1910 progettò un aeroplano navale per la marina, che realizzò nel 1912: primo progetto di idroplano interamente italiano, era un monoplano di concezione nuova e originale, a tre galleggianti, con motore Gnome da 100 HP e con velocità di circa 80 km/h. Contrariato dalla scarsezza dei mezzi, dall'incomprensione e dallo scetticismo delle autorità, dall'invidia dei colleghi per i suoi successi, seppe vincere lo sconforto e insistere con tenacia fino al raggiungimento del suo scopo: l'8 giugno 1912, dopo alcune prove di flottaggio, il grosso apparecchio decollò facilmente dalla rada di La Spezia con tre persone a bordo oltre il pilota. Nel 1913 Calderara costituì la Società di Aeroplani Savoia. La I Guerra Mondiale si avvicinava, e la Marina italiana impose a Mario Calderara un'interruzione delle sue attività aeronautiche ed un ritorno ai suoi compiti di servizio navale. Durante la guerra, Calderara fu imbarcato su varie navi da guerra, l'ultima destinazione al comando di una torpediniera in Adriatico. Alla fine del 1917, Il Ministero lo destinò al comando di una nuova scuola per piloti di idrovolanti sulle sponde del lago di Bolsena, a nord di Roma. Gli allievi piloti erano degli ufficiali della Marina Americana (l'America era appena entrata in guerra) e la scuola svolse le proprie attività durante tutto il 1918 e fino al mese di luglio 1919. L'attività di istruzione dei piloti americani da parte del Calderara fu giudicata molto meritevole, non essendovi stato alcun incidente di volo in diciotto mesi, costituiva una dimostrazione di sicurezza e perizia eccezionali per quei giorni. La Marina degli Stati Uniti fu impressionata dalla capacità del Capitano di Corvetta Calderara, e gli conferì la "American Navy Cross".

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UMBERTO GARELLI

Pilota. A fine maggio 1918 raggiunge la 87^ Squadriglia sul campo di San Pelagio e partecipa alle operazioni sul fronte del Piave. Ma il 1 giugno è a Gazzo con la 82^ Squadriglia Caccia.

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CLORINDO PERLINI

Pilota classe 1880. Appartenente a reparto da ricognizione volò su velivoli Farman, Bleriot e Caproni. Secondo una sua testimonianza pubblicata sull'Arena di Verona nell'ottobre 1967, partecipò ad azioni di guerra anche con i Caproni della 5^ Squadriglia. Si salvò da un drammatico atterraggio di fortuna, in cui perì tutto l'equipaggio, buttandosi sugli alberi. Di Perlini non ci sono traccie nell'elenco dei piloti dello Ufficio Storico AM e nel diario della 5^ Squadriglia Caproni.

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ANTONIO TOMIOLO
CEREA

Antonio Tomiolo nacque a Terranegra di Legnago il 6 gennaio 1900. Nel marzo del 1918 fu arruolato e destinato al 28° Reggimento Fanteria di stanza a Bagnacavallo, Ravenna. Tomiolo non volle frequentare il corso Ufficiali ma fece domanda per entrare nel Battaglione Aviatori, che al tempo, aveva sede a Torino. Nel frattempo rimase al Reggimento e trasferito a San Giovanni Marignano (Forlì), dove partecipò ad un campo addestrativo. Nel maggio 1918 fu accolta la domanda di ammissione fra gli aviatori e destinato a Roma, presso il Battaglione Aviatori come allievo motorista e prese quartiere presso la caserma Caciara al Trionfale. Dopo quattro mesi di corso, superò brillantemente gli esami e ottenne l’abilitazione ministeriale di abilità al volo. I 18 abilitati (su 80 allievi) furono trasferiti a Passignano sul Trasimeno per frequentare il corso da mitragliere su velivolo idrovolante F.B.A.. La cessazione delle ostilità, il 4 novembre 1918, lo colse proprio durante la frequenza del corso. Tomiolo rimase a Passignano almeno fino al 1920, come testimonia una foto dell’epoca.  

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GUGLIELMO VIANINI 1896 - 1947
VERONA

Sottotenente pilota della 87^ Squadriglia fu decorato con una medaglia d'argento al valor militare e una croce di guerra

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MARIO BODINI
VERONA

Soldato pilota della 72^ Squadriglia Caccia nato nel 1896 proveniente dalla 6^ Compagnia Autom. Sprovvisto di brevetto di pilota (Documento del 10 settembre 1918, n. 700 di protocollo della 72^ Squadriglia), era pilota di velivolo Hd.1. Abilitato anche sul Gabardini e sul Nieuport.

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FRANCO ROBERTO
VERONA

Sottotenente di complemento. Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "Osservazione di un pallone frenato, fatto segno ad alta quota ad un deciso attacco di un aereo nemico, con fermezza e sprezzo del pericolo, si gettava dalla navicella col paracadute. Successivamente allo attacco continuava a prestar servizio da osservatore dimostrando fermezza e coraggio particolari." Lio Maggiore (Burano Venezia) 15 novembre 1917

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MAZZA DOMENICO
GARDA

Sottotenente di complemento, aerostiere della 4^ Sezione Campale.. 2 Medaglie di Bronzo al Valor Militare: "Ufficiale Osservatore di un Draken fatto segno a fuoco aggiustato di artiglieria nemica, accortosi che l'involucro era stato colpito da uno shrapnel trovandosi ancora a 1500 metri, anzichè attuare le disposizioni per la propia salvezza, continuava l'osservazione, individuando la batteria avversaria e comunicando tutti i dati per il tiro di controbatteria. Castelmonte, 15 novembre 1916. "Osservatore da pallone frenato, eseguì numerose ascensioni di fronte al nemico, dimostrando sempre grande entusiasmo e passione per lo speciale servizio, ottenendo risultati molto efficaci. In critiche circostanze, nonostante le offese dell'avversario, dimostrò sereno sprezzo del pericolo, coscienza del proprio dovere, ed elevato spirito di sacrificio." Cielo dell'Isonzo e del Piave, settembre 1916 - gennaio 1918.

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SANDRI ALEARDO
MONTEFORTE D'ALPONE

Tenente di complemento. Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "Osservatore da un pallone frenato, eseguì numerose ascensioni, fornendo ai comandi utili informazioni, dirigendo con successo tiri di artiglieria, e dando costante prova di elette virtù militari." Cielo del Carso e del Piave, marzo 1916 - gennaio 1918

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GIAMPAOLI MARIO
BOVOLONE

Di Vittorio, nato a Bovolone il 28 aprile 1893 da famiglia bresciana residente a Chiari (Bs). Soldato mitragliere della 6^ Squadriglia Caproni dove giunse negli ultimi mesi di guerra (probabilmente il 4 ottobre a bordo del Caproni 600 Hp 11647 da Taliedo. Il 20 ottobre fece un volo di prova del nuovo trimotore. Il 27 ottobre 1918 6 velivoli partono alle 10.40 da Verona Tombetta per un bombardamento di Vittorio Veneto durante lo sfondamento italiano. Giampaoli si rende protagonista di un episodio che gli varrà la Medaglia d'Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione: Mitragliere d'aeroplano durante un azione di guerra diurna per il cattivo funzionamento del lanciabombe era costretto a togliersi i guanti per liberare l'apparecchio dalle bombe. A causa del freddo intenso e del duro lavoro si produceva il congelamento delle mani. Malgrado le atroci sofferenze che ciò gli procurava continuava a lavorare sino a che l'ultima bomba cadeva. Tutto ciò in presenza di 5 apparecchi da caccia nemici che atterrarono 2 apparecchi della stessa ondata di bombardamento." Cielo di Vittorio Veneto, 27 ottobre 1918.

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ATTILIO CALDERARA
VERONA

Si brevettò nel 1912 a Somma Lombardo. Dopo esser stato comandante del campo di Bologna e aver prestato servizio nella 7^ Squadriglia Nieuport prima dell'arrivo di Baracca, passò sui dirigibili volando con l'M3 e poi con l'M14, tra Verona e Ferrara. In seno alle forze aeree raggiunse il grado di generale, comandando tra l'altro anche Montecelio, sede della Direzione Superiore Studi ed Esperienze e terminando la carriera come addetto aeronautico a Londra.

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LUIGI BRESCIANI 1880 - 1916

Luigi Bresciani nacque a Verona nel 1888. Il 17 settembre 1910 si laureò in ingegneria industriale e nel 1910 fu chiamato alle armi e dopo essere stato nominato Tenente del Genio Navale. Il 17 maggio 1914 Bresciani conseguì il brevetto di pilota militare presso la stessa Scuola di Aviazione di Venezia dove aveva ottenuto il primo brevetto. In quell’anno la Regia Marina organizzò le manovre per coordinare le operazioni della flotta con l’attività degli aerei e per mettere a punto l’utilizzo del mezzo aereo per l’avvistamento dei sommergibili. Il primo luglio del 1914 Bresciani fu promosso Capitano del Genio Navale e nominato Capo reparto aviazione dell’Arsenale di Venezia. Bresciani partecipò a diverse operazioni in Adriatico: Fu incaricato di modificare cinque trimotori Caproni per renderli idonei all’impiego marittimo. Bresciani invece di limitarsi a sostituire il carrello con dei galleggianti, modificò a tal punto il velivolo che ne ricavò un modello completamente diverso, che aveva in comune con il Caproni solo la formula trimotore con fusoliera a due travi. L’aereo alimentò subito grandi speranze nella Marina facendo ipotizzare la possibilità di costituirne diversi stormi per il bombardamento marittimo. L’urgenza dovuta alle necessità belliche per la quale la Marina aveva avuto bisogno di mettere il bombardiere in linea, aveva portato alla mancata effettuazione di alcune prove di rottura a terra e durante un volo di collaudo, Bresciani perì a causa di un incidente.




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ARTURO BERGAMINI
SAN PIETRO IN CARIANO

Sottotenente pilota, classe 1885, probabilmente istruttore di volo presso il campo della Malpensa, perì a causa di un incidente aereo il 25 novembre 1918.

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GIACOMO MODESTO VERONA
ZIMELLA

Caporale Pilota, arruolato non ancora diciotenne il 16 febbraio 1917 e assegnato al 2° Reggimento Artiglieria Campale Pesante con il grado di caporale. A dicembre dello stesso anno fu trasferito al Deposito del Battaglione Aviatori di Torino. Divenne pilota militare nel 1918. Il 10 gennaio 1919 fu promosso sergente maggiore. (Tratto da: Ricordando un pilota: Giacomo Modesto Verona di Licia Nogara Ticinelli)

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GIUSEPPE BENVENUTI
AVESA

Caporale pilota classe 1899. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport e Hanriot Hd.1. Prestò servizio presso la 72^ Squadriglia Caccia di Castenedolo (Bs), dove giunge il 27 settembre 1918, proveniente dalla 5^ Sezione Aeroplani di Padova, reparto di perfezionamento dei piloti da caccia.

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ELIGIO CRUCIANI
VERONA

Nativo della terra umbra, si trasferì a Verona. Sergente Maggiore pilota classe 1891. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport, Hanriot. Mobilitato con la 12^ Farman a Verona allo scoppio delle ostilità, il 7 novembre 1915 in ricognizione attacca, insieme ad un altro velivolo della squadriglia, due velivoli nemici e li mette in fuga. Al 1 gennaio 1916 è a Villaverla e il 16 attacca un comando austriaco in Val Lagarina dove viene ripetutamente colpito dal fuoco di terra. Viene decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Cambiato il nome della squadriglia in 32^ il 3 maggio 1916 il reparto va a bombardare Levico. Al ritorno il velivolo di Cruciani si trova con una bomba da 162 mm non sganciata che si stacca all'atterraggio e danneggia il velivolo. Nel febbraio 1917 è a Cavazzo Carnico con la neocostituita 24^ Squadriglia su SP2. L'8 agosto, Cruciani in ricognizione insegue un aereo nemico fino alla confluenza del Bat con il Tagliamento sparandogli contro 100 colpi. Il Savoia Pomilio fu ripetutamente colpito da schegge nemiche. Il 6 novembre compie una rischiosa ricognizione. Gli fu conferita una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare. Nel marzo del 1918, passato alla caccia, è a Castenedolo con la 2^ Sezione della 72^ Squadriglia con velivoli Ni.27. Nel maggio 1918 la 2^ Sezione diviene la 74^ Squadriglia Caccia e inviata a Civitate Camuno.

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FERRUCCIO DE PAOLI
VERONA

Sergente pilota classe 1895. Proveniente dall'80° Reggimento Fanteria, conseguì il brevetto di pilota di 1° il 27 ottobre 1917, quello di 2° il 14 gennaio 1918 presso il Centro Addestramento di Ghedi. Giunse alla 56^ Squadriglia SVA, il 6 luglio 1919.

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GASTONE VEDOVELLI
BOVOLONE

Tenente pilota di complemento classe 1893. Nato il 3 luglio da Giuseppe e Maria Ferrari, fu arruolato nell'8° Reggimento Bersaglieri con il grado di sottotenente (1 ottobre 1916). Il 1 novembre 1917 fu promosso Tenente e il 14 dicembre dello stesso anno conseguì il brevetto di pilotaggio di 1°. il 29 gennaio successivo quello di 2°. Arrivò alla 87^ Squadriglia SVA nel settembre del 1918. Il 3 aprile 1919 giunse alla 56^ Squadriglia SVA.

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DOLCI RICCARDO GIUSEPPE 1893 -
POVEGLIANO VERONESE

di Abele e di Venturi Elisa nato a Povegliano Veronese il 22 settembre 1893, battaglione Aviatore Verona numero matricola 43221

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GIUSEPPE CRISTANI
VERONA

Tenente Osservatore. Entra nella 27^ Squadriglia nel settembre 1916 a Campoformido con velivolo Farman. In questa squadriglia riceve la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nel luglio del 1917, dopo un passaggio presso la 32^, lo troviamo a Campoformido nella nuova 132^ con velivoli Pomilio PC, ma dopo un paio di mesi è alla 133^. Nel 1917 gli fu conferita una seconda MBVM.

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BRUNO DI MONTEVERDE
VERONA

Tenente Osservatore della 38^ Squadriglia (1917). Medaglia di Bronzo al Valor Militare Secondo altra fonte MAVM.

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FERRUCCIO ZAMPIERI
VERONA

Nato il 9 aprile 1894, il 22 settembre 1918 arrivò alla 78^ Squadriglia Caccia di Nove proveniente dalla 122^ Squadriglia di Ponte San Pietro. Pilota da caccia dal 9 novembre 1917. Di carattere chiuso e taciturno compì poche missioni, spesso interrotte per vari motivi. Il 10 ottobre il comando di squadriglia richiese un esame psicofisico per verificare la sussistenza dei requisiti per l'idoneità al pilotaggio.

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LEONELLO RIZZOTTO
MONTEFORTE D'ALPONE

Classe 1895, nato a Monteforte il 29 giugno, figlio di Cirillo e Pretto Luigia, soldato chiamato alle armi il 12 gennaio 1915 con il 6° Reggimento Alpini, Battaglione Verona. Il 10 giugno 1915 è in Macedonia con la 256^ Compagnia Mitraglieri. Ferito alla gamba sinistra sul Monte Ortigara. Il 1 gennaio 1918 frequenta il corso di pilotaggio presso la Scuola di aviazione di Cameri, poi a Busto Arsizio dal 20 giugno e successivamente a Roma, Scuola di acrobazia dal 31 luglio. Raggiunge la 75^ Squadriglia in zona di guerra il 15 agosto, sul campo di Ganfardine. Decorato con Croce di Guerra.

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PARIDE BELLINI
VILLABARTOLOMEA

Classe 1890, nato a Villabartolomea il 22 agosto, figlio di Luigi e Serafini Francesca, sergente richiamato alle armi il 24 maggio 1915 con il 3° Reggimento Genio Telegrafisti. dove rimane fino al 2 marzo 1917. l giorno successivo è a Torino al Deposito Aviatori, e il 7 parte per la scuola pilotaggio di Pisa. Il 27 maggio raggiunge il campo di aviazione di Foggia e il 23 luglio è nominato Pilota Militare. Il 26 settembre raggiunse Malpensa e il 27 febbraio 1918 è con la 310° Squadriglia di Centocelle (Roma). Istruttore di volo a doppio comando a Lonato Pozzolo e a Malpensa arriva, in data 10 agosto 1918, a Ghedi presso la Squadriglia Bombardieri.

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ERNESTO TORMENE
VERONA

Classe 1894, nato a Verona il 23 dicembre, figlio di Enrico e Di Doardi Paolina, sergente richiamato alle armi il 30 aprile 1914. Il 3 marzo 1916 è con il 6° reggimento Artiglieria da Fortezza. Il 6 aprile 1917 è presso la scuola di pilotaggio di Passignano come allievo pilota di idrovolanti. A febbraio del 1918 è a Busto Arsizio. Nominato allievo pilota raggiunge Orbetello il 5 maggio e, il 4 giugno 1918 è presso la 280° Squadriglia di Milazzo (Me).

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ABATI GINO VERONA
VERONA

di Umberto. Pilota veronese dell'8^ e dell'11^ Squadriglia Caproni. Lo troviamo nel gennaio del 1918. Nell'estate di quell'anno viene trasferito in Albania con l'11^ Squadriglia. Termina i voli di guerra nella metà del settembre '18. Ha compiuto 13 azioni di guerra. Decorato di Croce di Guerra.

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LORENZO MERCATI

Di Bardolino. Soldato pilota, del reggimento Artiglieria a cavallo diviene pilota il 29 gennaio 1918 ed esordisce con la 121^ squadriglia di Verona il 9 giugno 1918. Il volo comandato per direzione del tiro, fiisce con un cappottaggio e sia Mercati che l'ossservatore rimangono feriti (velivolo SAML).Torna a volare il 7 settembre. Insieme ad altri due piloti della 121^ passa a Castelgomberto per operare con la 115^. Il 20 febbraio 1919 è ancora in forza alla 121^ Squadriglia. Ha compiuto 4 voli di guerra con la 121^ e 8 con la 115^.

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