Il Fronte del Cielo - Uomini - Aviatori Veneti - Rovigo

NAVIGANTI
       
 
       

BARALDINI BENEDETTO

S.Tenente pilota

di Melara

BEDENDO SEBASTIANO

Tenente pilota

di Rovigo

CAFFARATI LIONELLO

Tenente pilota

di Rovigo

COLOGNESI NAZZARENO

Osservatore

di Fiesso Umbertiano

       

COLTRO VIRGILIO

Dirigibilista

di Polesella

CORONARO ALESSANDRO

Pilota

di Rovigo

DORIA MARIO

Sergente pilota

di  Ariano Polesine

FERRONI ORLANDO

S. Tenente pilota

di  Castelguglielmo

       

FORNASARI CARLO

Tenente pilota

di  Melara

MADDALENA UMBERTO

STV pilota

di  Rovigo

MARANGONI MARIO

Tenente Osservatore

di  Loreo

MANTOVANINI PIETRO

Sergente pilota

di Ficarolo

       

MONTI GIOVANNI

S. Tenente  pilota

di Fratta Polesine

MORATTO MODESTO

Pilota

di Porto Tolle

PANZIERA LUIGI

Sergente Maggiore pilota

di Fiesso Umbertino

RAVAGNATI ADELCHI

Mitragliere

di Stienta

       
     

RESMINI GUSTAVO

Pilota

di Trecenta

     
       

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CARLO FORNASARI
MELARA

Classe 1889, Tenente pilota del 3° Reggimento Fanteria dal 21 giugno 1918 presta servizio presso la 76^ Squadriglia Caccia. Era stato nominato sottotenente il 3 novembre 1915 e tenente il 31 agosto 1916. La data di decorrenza degli assegni da pilota è il 5 marzo 1918 per cui si presume che poco tempo dopo fosse arrivato alla 87^ Squadriglia Serenissima, reparto da ricognizione, ma era giudicato non idoneo a tale mansione e inviato presso la 76^, dove rimane fino al termine delle ostilità. Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

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BENEDETTO BARALDINI
MELARA

S. Tenente pilota di complemento della 35^ Squadriglia sul campo di Campoformido. Giunto al reparto nella tarda estate del 1916, muore per un incidente di volo il 22 ottobre nel corso di una esercitazione. Con lui perisce anche il passeggero, il tenente Alessandro Chiavegatti, anche egli di Melara, portato in volo di piacere. (Da: Pionieri dell'Aria di Raffaele Ridolfi, Ventaglio Novanta, 2008)

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SEBASTIANO BEDENDO
ROVIGO

(1895-1935). Rodigino di nascita fu arruolato come artigliere allo scoppio della guerra ma diventò quasi subito osservatore presso la 7a Sezione Aerostatica. Nell'aprile del 1916 transitò nel Battaglione Aviatori. Fu prima a Belluno con la 48a Squadriglia e in dicembre a Gonars in forza alla 42a. Nel 1917, in dicembre, lo troviamo a Castenedolo dove presta servizio presso la 72a, per poi passare agli inizi del '18 a Sovizzo con l'82a ed essere infine aggregato alla 71a. Concluse il confl itto con 5 vittorie. Finita la guerra frequentò un corso al centro sperimentale francese di Villacoublay. Lasciò quindi l'aviazione e nel 1922 si laureò a Padova in ingegneria. Rientrò in servizio l'anno successivo nel Genio Aeronautico e fu destinato all'Ufficio Sorveglianza presso la Fiat. Nel frattempo, mantenendo fede alla promessa che aveva fatto al suo carissimo amico Gastone Novelli, morto nel 1919, ne sposò nel '24 la compagna che era rimasta sola con un fi glio. Negli anni compresi tra il 1931 e il 1934 collaudò gli aerei costruiti da Prospero Nuvoli. Il 24 agosto del '35 l'ultimo modello, un quadriposto, fu vittima di un cedimento strutturale. Le ali si staccarono e Sebastiano Bedendo perse la vita.

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COLTRO PASQUALE
POLESELLA

Di Ugo, Tenente del Genio ufficiale di bordo di dirigibile partecipa a 8 missioni di guerra

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TEN. VASC. LIONELLO CAFFARATI
ROVIGO

Nato il 23 marzo 1892, è uno dei primi aviatori della Grande Guerra che subito si pone all'attenzione della neonata specialità. Diplomato al Liceo Classico di Rovigo entra il 20 novembre 1910 nella Regia Accademia Navale di Livorno uscendone con il grado di Guardiamarina nel 1913. Promosso STV nel 1915 chiede e dottine di entrare in aviazione. Compie il primo volo addestrativo nel febbraio del 1916 a Brindisi. In forza alla 13^ Squadriglia partecipa il 1 aprile all'aviosbarco di Punta Samana, in Albania. Lasciati gli idrovolanti nella darsena nemica scese a terra e con altri tre ufficiali raggiunse la stazione marittima austro-ungarica ed appiccò il fuoco ai depositi di munizioni e a quelli del carbone, provovcando l'incendio del pontile. Gli fu concessa la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Nel maggio del 1916 fu attaccato da un caccia nemico mentre ritornava da un'azione di bombardamento su Durazzo e in quell'occasione fu ferito ad una gamba. In un volo di collaudo insieme al pari grado Mario Primicerio precipitava in mare l'8 ottobre 1916 a pochi passi dagli hangar di Brindisi. Il 19 ottobre 1916 gli fu concessa una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare proprio per l'azione del 29 settembre 1916 su Durazzo.

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MARIO DORIA
ARIANO POLESINE

Mario Doria nasce ad Ariano Polesine il 23 febbraio 1892, figlio di Alessandro e di Ginevra Marangoni. Ha 23 anni quando sopraggiunge la conflagrazione europea e lavora presso la Fabbrica d’Armi Tampini di Brescia. Doria pertanto, potrebbe usufruire dell’esonero concesso agli operai dalle regole della mobilitazione generale1, ma il suo spirito guerriero lo spinge a rifiutare l’esonero e ad arruolarsi volontario. Il 18 maggio 1915 viene richiamato alle armi per la mobilitazione generale. Giunge a Monza, alla 1° compagnia automobilisti il 20 maggio e viene destinato alle armi per la mobilitazione dichiarata con Regio Decreto del 22 maggio. Passa nella 2a compagnia automobilisti di Monza giungendo in territorio dichiarato stato di guerra il 1 giugno facente parte del drappello auto-moticiclisti della Divisione Speciale Moncalieri comandata dal Generale Tassoni. Presta servizio dal 20 gennaio 1916 nel 1° Reggimento Genio in osservanza alla circolare 1109 dello Stato Supremo e ivi resta fino 2 giugno 1916, quando viene trasferito al Battaglione Aviatori in qualità di allievo pilota. Verrà nominato pilota aviatore con determinazione n. 21653 (brevetto superiore n. 113) il 14 dicembre 19162. In data 15 dicembre 1916, Doria passa in forze alla I sezione della 113° Squadriglia aggregato alla III Squadriglia di stanza a Campoformido. La 113a squadriglia comandata dal capitano pilota Mario Van Axel Castelli è composta di due sezioni equipaggiate di SAml S. 1 di costruzione Fratelli Frattini, denominati “Condor”. In questa sezione Doria prende parte, insieme all’osservatore tenente Bertolotti di Bologna, a tutte le azioni di guerra della Squadriglia fino all’offensiva del Marzo Aprile 1917. Viene poi trasferito con tutta la squadriglia al campo di Gavazzo Carnico, prendendo parte a tutte le azioni dal Timavo all’alto Isonzo. Nell’agosto dello stesso anno, dopo essere stato promosso sergente, veniva inviato di rinforzo alla 114a Squadriglia che doveva prendere parte all’offensiva dell’Hermada e, nel corso del 1 settembre 1917 rimaneva ferito in combattimento, al pari dell’osservatore tenente Gionni, effettivo alla 114. Ricoverato all’ospedaletto da campo n. 127, Mario Doria, che non era certo il tipo da attendere il completo ristabilimento, il 4 settembre lasciava di soppiatto il letto del ricovero ospedaliero per raggiungere la Squadriglia che risultava scarsa di piloti. Lo stesso giorno ingaggiava battaglia a tre apparecchi nemici nel cielo di Ternova. Riusciva ad abbatterne uno ma poi veniva ferito alla testa da una pallottola che gli aveva attraversato il casco. Ferito anche l’osservatore, che lo accompagnava, il tenente dei mitraglieri Mangano, che veniva dato per morto (in realtà morirà in un incidente di volo a Mirafiori nel 1920). Nonostante la ferita al capo, Doria riesce a controllare il velivolo, fra l’altro messo fuori uso perché colpito al motore e al radiatore. L’atterraggio viene effettuato al campo di Medeol. Si guadagnò diverse proposte a medaglia. «Il sergente Doria Mario di Alessandro della classe 1892, pilota aviatore ha avuto una medaglia d’argento con la seguente bella motivazione: ardito pilota il I settembre 1917, scortando un altro apparecchio attaccava decisamente un velivolo nemico. Rimasto ferito l’osservatore ed egli stesso leggermente colpito, desisteva dal combattimento solo dopo aver assolto il proprio mandato. Il 4 settembre successivo obbligava un altro veicolo ad atterrare, e benché ferito alla testa ed il sangue gli colasse sugli occhi, riportava il suo apparecchio nelle nostre linee. Cielo di Voisca e di Ternova il 1 e 4 settembre 19173». Pare che i compagni di Doria alla 39° Squadriglia della 3a Armata comandata dal colonnello Pinna, ovvero i tenenti Monzario e Lordi e i sergenti Ceredi e Cantù avessero ricevuto decorazioni spettanti per il numero delle ricognizioni effettuate. Ma ancora nel 1929 Doria non aveva avuto gli stessi riconoscimenti. È lo stesso colonnello Pinna, però, a certificare l’ardimento del pilota polesano: «Proposi l’allora sergente Doria Mario per una ricompensa al valore militare, non per una singola azione, ma per il complesso dei voli fatti in quel fortunoso periodo - la proposta come sempre fu inoltrata al Comando Superiore che era allora il Comando Aeronautica 3a Armata, tramite il 5° Gruppo Aeroplani4». La medaglia effettivamente arrivò. Dopo la convalescenza e la licenza premio, il sergente Doria rientrò alla 113 squadriglia a Gavazzo Carnico, prese parte a tutte le azioni sino alla ritirata italiana, durante la quale, pur se già accerchiato dal nemico, riusciva a fuggire portando in salvo al campo di Aviano l’apparecchio e il capo motorista sergente Varagnolo. Per questa meritoria azione, venne proposto per una nuova medaglia al valore militare dal comandante di squadriglia capitano Paroli; riconoscimento che però, nel 1929 non aveva ancora ottenuto. Alcuni giorni più tardi, veniva trasferito con i resti della 113 squadriglia al campo di Bassano Veneto. Da qui, in unione con gli apparecchi della 115 comandata dal capitano Sella, prendeva parte a tutte le azioni difensive insieme ai piloti sergenti Cerutti, Marziale, Reali e Imolesi. Passò poi alle dirette dipendenze del Comandante di Gruppo Maggiore Zanuso, al campo di Casoni sotto il Monte Grappa al comando del cap. Paroli. Venne proposto per una nuova decorazione in virtù dell’abbattimento di un velivolo avversario, avvenuto a Nord del Monte Grappa. Il 27 marzo, per ordine del corpo d’Armata, la squadriglia traslocava al campo di Cedole, per riorganizzarsi. Nei primi di maggio, unito ad altri 4 apparecchi della 113 comandata dal tenente Monzardo, veniva inviato di rinforzo alla 39 sq. Al campo di cascina Malcontento, comandata dal capitano Pinna che lo proponeva per una medaglia d’argento al valore militare per azioni durante l’offensiva del maggio-giugno. Nel successivo luglio la 113 si trasferiva al Campo di Cividato Camuno in val Camonica per supportare l’offensiva del Tonale, prendendo parte a tutte le azioni e a diversi combattimenti aerei. Verso la metà del settembre, su proposta del comandante la squadriglia, Doria veniva avvicendato perché esaurito dalla lunga attività di volo e inviato alla direzione tecnica di Milano. (Tratto da: I Cavalieri dell'Aria, di Leonardo Raito, Este Edition)

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ORLANDO FERRONI
CASTELGUGLIELMO

Capitano pilota nato il 29 agosto 1887. Conseguì il brevetto di pilota nell'ottobre 1914. Fu al fronte con la 1^ Squadriglia Farman di Verona dal luglio 1915 al 30 aprile 1916, poi partecipò alla costituzione del campo scuola di Foggia Nord. Nella primavera del 1918 assunse il comando del campo scuola POmilio di Cambiano che tenne fino all'ottobre 1918. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Cavaliere della Corona d'Italia. Motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare: Incaricato di una missione di ricognizione e di un bombardamento delle linee avversarie, essendo stato attaccato da velivoli nemici che già colpivano il suo apparecchio col fuoco delle loro mitragliatrici, sebbene fosse solo a bordo e disarmato li aggrediva decisamente come per ingaggiare combattimento costringendoli alla fuga, quindi nonostante fosse fatto segno a numerosi colpi di cannone mandava a termine l'azione di cui era stato incaricato, riuscendo a prendere numerose fotografie delle posizioni nemiche. Cielo di Forte Poz 21-12-1915.

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COLOGNESI NAZZARENO
FIESSO UMBERTIANO

Tenente Osservatore di complemento. Il 16 dicembre 1916 si forma a Ghedi la nuova 40^ Squadriglia che giunge in zona di guerra il 12 marzo 1917. Il 13 luglio 1917 con il pilota sergente Crosetto sostiene un duello aereo mettendo in fuga l'avversario e portando a termine la ricognizione se pur danneggiato. Passa poi alla 113^ Squadriglia. Decorato di Medaglia d'Argento: "Osservatore d'aeroplano dava sempre prova di intelligenza, ordine, di calma e di alto spirito militare, eseguendo volontariamente difficili ricognizioni e scendeva a bassa quota per mitragliare truppe nemiche. Attaccato da un velivolo avversario, dopo un aspro combattimento lo metteva in fuga, ritornando poi sulla zona e portando brillantemente a termine il suo mandato malgrado che l'apparecchio fosse stato colpito in più parti. Cielo di Chiapovano, 13 luglio 1917

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UMBERTO MADDALENA
BOTTRIGHE

Figlio di Ettore, medico, e di Francesca Bianchi, nacque a Bottrighe di Adria, nel delta padano, il 14 dic. 1894. Trascorse l'infanzia a Pettorazza, sempre in territorio rodigino, e, appassionato della vita di mare, frequentò l'istituto nautico Paolo Sarpi di Venezia. Ne uscì nel 1913, per compiere il prescritto periodo di tirocinio in mare, necessario per ottenere il diploma di capitano di lungo corso. A bordo di imbarcazioni a vela compì, come allievo, due traversate atlantiche; l'entrata in guerra dell'Italia, nel maggio 1915, lo sorprese a Buenos Aires. Rientrato in patria, nell'ottobre 1915 venne ammesso a un corso per guardiamarina di complemento e poi assegnato al naviglio sottile come aspirante guardiamarina. Nel giugno 1916 ottenne di poter frequentare un corso di pilotaggio per idrovolanti, conseguendo il brevetto due mesi dopo. Destinato al basso Adriatico, si distinse subito come pilota da ricognizione nei suoi voli sulle basi della flotta nemica in Dalmazia e già il 30 dic. 1916 ottenne una medaglia di bronzo al valor militare. Promosso guardiamarina nel gennaio 1917, gli fu affidato - nonostante l'età e il grado - il comando di una squadriglia di idrovolanti da bombardamento. Nei due anni successivi, durante i quali continuò a operare nel basso Adriatico, ebbe anche il comando di squadriglie da caccia e da ricognizione e ottenne, grazie anche ai suoi voli su Cattaro, tre medaglie d'argento e due croci di guerra al valor militare, nonché la promozione, all'inizio del 1918, a sottotenente di vascello. Il teatro di operazioni, nel quale compì sessanta missioni di guerra, e il tipo di aeromobili pilotato - strettamente legati alla sua appartenenza alla Regia Marina - se da un lato non gli consentirono di raggiungere la rinomanza di cui godevano allora gli "assi" della caccia della nascente aviazione italiana, come F. Baracca, R. Piccio o F. Ruffo di Calabria, lo resero però uno specialista in fatto di idrovolanti, un tipo di velivolo che da allora, per almeno tre lustri, fu visto come un serio rivale degli aeroplani basati a terra, troppo vincolati agli aeroporti ancora scarsamente diffusi. (Da: www.treccani.it)

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GIOVANNI MONTI
FRATTA POLESINE

Nato a Fratta Polesine nel 1900, si arruola come volontario nella Grande Guerra e acquisisce il brevetto di pilota. Il 2 agosto 1931, il capitano Monti, pilota del Reparto Alta Velocità di Desenzano si inabissa in fase di decollo nel lago di Garda a bordo del velivolo Macchi Mc.72. Fu decorato con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

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MODESTO MORATTO
PORTO TOLLE

Modesto Moratto nacque a Porto Tolle il 9 dicembre 1893, figlio di Domenico e di Cherubina Rossi. Venne arruolato di leva nel compartimento marittimo di Chioggia per la ferma di tre anni nel 1913. Fu classificato prima marinaio e poi allievo fuochista per divenire fuochista nell’aprile del 1915 e fuochista scelto nel 1916. Diventa poi allievo pilota con determinazione del comando generale dell’aeronautica il 6 luglio 1918. Le sue qualità di pilota, che non fecero in tempo a essere testate nel corso della Grande Guerra, verranno evidenziate nel corso della seconda guerra mondiale quando partecipò alla guerra nel fronte dei Balcani dal 18.11.1942 fino all’08.09.1943 e si guadagnò una croce al merito di Guerra. (Tratto da: I Cavalieri dell'Aria, di Leonardo Raito, Este Edition)

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GUSTAVO RESMINI
TRECENTA

Prestò servizio presso 1a Squadriglia Farman a Verona.

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RAVAGNANI ADELCHI
STIENTA

Di Casimiro, sergente mitragliere, ha compiuto 12 voli di guerra. Appartenente all'1^ Squadriglia Caproni dove si trova dall'estate del 1918.

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MARIO MARANGONI
LOREO

Tenente Osservatore prestò servizio nella 26^ e nella 139^ Squadriglia. Arrivò a Casoni, sede della 26^, il 3 agosto 1917 e il 20 ottobre si trasferisce a San Pietro in Gù. Il 17 novembre il velivolo di Alessandrini e Marangoni è attaccato da due caccia sul cielo di Asiago e colpito da 27 colpi incendiari. Gli aviatori si salvano. L'11 dicembre 1917 passa alla 139^. Il 15 marzo si trasferisce a S. Luca di Istrana per tornare nel vicentino, a Villaverla nel luglio successivo.

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PIETRO MANTOVANINI
FICAROLO

Sergente Pilota

PANZIERA LUIGI
FIESSO UMBERTINO

di Stefano, sergente maggiore pilota del 1° reggimento Genio, pilota della 5^ Squadriglia Caproni. Tra il giugno e l'ottobre del 1918 compì 10 azioni belliche. Decorato di Croce di Guerra.

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