Il Fronte del Cielo - Uomini - Aviatori Veneti - Vicenza

NAVIGANTI
       
 
       

ALBERTONI DOMENICO

Tenente Osservatore

di Asiago

ALBERTONI GIOVANNI ALBERTO

Sergente pilota

di Vicenza

ALVISI ALESSANDRO

Pilota

di Costabissara

ANESINI ALDO

S. Tenente pilota

di Arzignano

       

ARMANO GIACOMO

Sergente pilota

di Vicenza

BALANDI ROBERTO

Brigadiere RR.CC. pilota

di Vicenza

BALDISSERO SEVERO

Pilota

di Vicenza

BARICHELLO MANLIO

Capitano Osservatore

di Vicenza

       

BATTISTELLA RAIMONDO

Sergente pilota

di Montebello (Vi)

BETTANIN GIUSEPPE

Caporale pilota

di Vicenza

BIEGO COSTANTINO

Pilota

di Costabissara

BIN GIUSEPPE

Sergente pilota

di Isola Vicentina

       

BROGLIO ATTILIO

Capitano pilota

di Nove

CAMPANARO PIETRO

Tenente pilota

di Lonigo

CANTELE FELICE

Capitano Osservatore

di Salcedo

CAPITANIO UGO

Tenente pilota

di Vicenza

       

CATTANEO DOMENICO

Brigadiere RR.CC. pilota

di Caldogno

CARLETTI LUIGI

Soldato mitragliere

di Montecchio Maggiore

CELLANTE ANTONIO

Tenente pilota

di Schio

CLERICI OSVALDO

Soldato mitragliere

 di Schio

       

COCCO DOMENICO

Soldato pilota

di Vicenza

DAL LAGO GIUSEPPE

Soldato mitragliere

di Schio

DALLE ORE GIUSEPPE

Tenente Vascello pilota

di Valdagno

DALLE MOLE RENZO

Tenente pilota

di Vicenza

       

DAL SANTO GIUSEPPE

Caporale pilota

di Santorso

DAL SASSO

Tenente Osservatore

di Asiago

DIDONE' GUIDO

Sergente pilota

di  Rosà

FABBIAN MATTEO

Sergente pilota

di  Borso del Grappa

       

FAGGIONATO CARLO

Aerostiere

di  Vicenza

FERRARIN ARTURO

Tenente pilota

di Thiene

FERRARIN FRANCESCO

Tenente pilota  

di Thiene

GIACON ATTILIO

Mitragliere

di  Grumolo delle Abbadesse

       

GIROTTO FRANCESCO

Tenente Osservatore

di Vicenza 

GRESELIN DOMENICO

Sergente pilota

di Schio

MARANGONI MARIO

Tenente Osservatore

di Vicenza

 MARCHESI VITTORIO

Tenente Osservatore

di  Vicenza

       

MARZARI FERRUCCIO

Tenente pilota

di  Brendola

MATTIELLO ERNESTO

Capo pilota

di Schio

MENEGAZZI ANTONIO

Allievo Uff.le Osservatore

di Vicenza

MOCELLIN ALBINO

Brigadiere RR.CC. pilota

di San Nazario

       

MOTTERLE DOMENICO

Pilota

di Vicenza

ORMANO GIACOMO

Pilota

di Vicenza

PADOVAN DOMENICO

Caporale pilota

di Noventa Vicentina

PELLIZZARI EGIDIO

Caporale pilota

di Mossano

       

PETRUZZI ALBERTO

Ufficiale Dirigibilista

di Vicenza

RAIMONDI GINO

Mitragliere

di Vicenza

REBESCO FRANCESCO

Pilota

di San Zenone degli Ezzelini

RIGON RICCARDO

Soldato pilota

di Villaverla

       

RUFFATO GIUSEPPE

Sergente pilota

di Bassano del Grappa

SAMBO LIVIO

Tenente Pilota

di Schio

SARTORI ROMEO

Sergente pilota

di Roana

SCARCELE ALBERTO

Pilota

di Thiene

       

SCHIONA LEONIDA

Sergente pilota

di Orgiano

SOSTER GUGLIELMO

Aerostiere

di Strigno

TREVISAN BRUNO

S. Tenente pilota

di Vicenza

URBANI INNOCENTE

Sergente pilota

di Valdagno

       

VELO EDOARDO

Tenente Osservatore

di Bassano del Grappa

ZAMBERETTI TITO

Capitano Osservatore

di Cornedo

ZANCAN ANTONIO

Soldato Mitragliere

di Vicenza

ZANNINI ARTURO

Tenente pilota

di Borgo del Grappa

       

     

ZANNINI VALENTINO

S. Tenente pilota

di Thiene

ZANUSO GINO

Maggiore pilota

di Valdagno

   
       

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TEN. OSS/PILOTA DOMENICO/SILVANO ALBERTONI
ASIAGO

Nato il 28 agosto 1888 Ufficiale di Cavalleria, giunse presso la 9^ Squadriglia Farman il 10 ottobre 1915 sul campo di S. Caterina. Nel primo anno di guerra fu decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare. Nel marzo 1916 si trasferisce presso la 47^ Squadriglia che agisce sull'Isonzo per regolare il tiro dell'artiglieria. Vi rimase fino all'ottobre 1916, quando fu trasferito alla 36^ Squadriglia sempre con l'incarico di Osservatore, rimanendovi fino al gennaio 1917. Nel novembre 1917 consegue il brevetto di pilota e dal febbraio 1918 è comandante del campo scuola di Foggia Sud. Nominato Cavaliere della Corona d'Italia per speciali benemerenze in aviazione. Tenente cavalleria battaglione decorato con la seguente motivazione: "Osservatore di aeroplano, durante numerose ricognizioni sul nemico, fra l’infuriare delle artiglierie e le condizioni atmosferiche avverse, dimostrò ardimento, calma e perizia, fornendo utili notizie. Il 23 novembre, durante una ricognizione a bassa quota su Aidussina, mentre il velivolo veniva bersagliato da aggiustato ed intenso tiro di antiaerei nemici con precise indicazioni ed intreprida freddezza fu prezioso aiuto al pilota nel sottrarsi dalla zona pericolosa, riuscendo egualmente a compiere l’ardua impresa affidategli". - Aidussina, 23 novembre 1915. B.U 92 del 18 ottobre 1916, pag. 5290.

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ATTILIO GIACON
GRUMOLO DELLE ABBADESSE

Soldato mitragliere classe 1897. Proveniente dall'8° Reggimento Artiglieria da campagna, arrivò presso la 203^ Squadriglia il 19 settembre 1918. Alla fine del mese transitò alla 181^. Il 20 ottobre prende parte al bombardamento della stazione di Conegliano e il 30 al bombardamento di Livenza. Fu proposto per la MAVM con la seguente motivazione: Mitragliere d'aeroplanoprendeva parte a bombardamenti diurni col triplano - ardita e pericolosa impresa - fra il furioso tiro antiaereo adempiendo sempre con calma e ardimento il proprio mandato. Cielo del Piave, 26 ottobre - 30 ottobre 1918.

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ALESSANDRO ALVISI
COSTABISSARA

Brevetto n. 172.

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ALDO ANESINI
ARZIGNANO (VI)

Nell'ottobre del 1916 il sottotenente Anesini è in forza alla 41^ Squadriglia come pilota di Caudron G.3. il 18 novembre si trasferisce a Oleis. Anesini raggiunge, nel 1917 la 71^ Squadriglia Caccia e a ottobre, in conseguenza dello sfondamento di Caporetto, viene inviato presso la 82^ di Campoformido.Lo ritroviamo in squadriglia al 1 gennaio 1918 con i velivoli SPAD. Il 1 marzo Anesini subentra a Palli come comandante interinale del reparto. Da Sovizzo, nel frattempo la squadriglia è costretta a spostarsi sul campo di Castelgomberto. Il 31 maggio, dopo la perdita del comandante, Anesini torna ad assumere il comando della squadriglia che conserverà fino alla fine del conflitto. Il 7 giugno costringe un biposto austriaco a prendere terra nei pressi di Val Terragnolo. Il 16 ottobre si trasferisce sul campo di Gazzo per entrare a far parte della Massa da Caccia il 23. Anesini fu decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. "Ardito pilota da caccia, in numerosi voli di crociera e di scorta dimostrò sempre profonda coscienza del proprio dovere e fu sprone e di esempio a tutti i suoi dipendenti. Sostenne varii combattimenti contro bene armati apparecchi nemici, costringendoli alla fuga". - Cielo del Trentino 20 giugno 1917-10 Agosto 1918. B.U 91 del 3 ottobre 1919, pag 5639

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GIACOMO ARMANO
VICENZA

di Vittorio, Dapprima nell'artiglieria da montagna, Armano giunse presso la 3^ Squadriglia Caproni stanziata a Padova subito dopo la ritirata di Caporetto. Pochi giorni dopo passa ad Arcade e da lì raggiunge Ghedi per riorganizzarsi. Il 5 dicembre è di nuovo a Padova. Il 9 gennaio l'unità parte in treno alla volta del fronte francese, dove si organizza sul campo di Longvic. Il 19 febbario la squdriglia si trasferisce sul campo di Ocheley ma le condizioni meteo impediscono i voli e solo il 23 marzo è possibile eseguire un azione di biìombardamento sul campo di aviazione tedesco di Metz. Nella primavera e nell'estate la squadriglia batte con successo vari obiettivi a Leons, Fisnes e Fere-en-Tardenois. Il 5 agosto il reparto si sposta a Chernizey nel dipartimento dei Vosgi. La notte del 10 ottobre furono colpite Audun le Roman e Dommary Baroncourt. L'ultima azione avviene il 30 ottobre con il bombardamento di Longuyon. Sergente decorato con MBVM: "Valoroso pilota d’aeroplano da bombardamento, di perizia pari nell’ardire, nella notte sul primo settembre 1918 eseguiva tre lunghe spedizioni su distanti ed importantissimi obiettivi militari del nemico, rovesciando su di essi complessivamente 1300 chilogrammi di esplosivo". – Cielo della Lorena (Francia) 15-16 settembre 1918. B.U 76 del 17 settembre 1918, pag. 4317.

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SEVERO BALDISSERI
VICENZA

Sergente della 131 squadriglia aeroplani decorato con MBVM: "Ardito pilota d’aeroplano eseguiva una ricognizione molto addentro nelle linee nemiche, nonostante il perduto contatto con apparecchi di scorta che dovevano proteggerlo. Attaccato da apparecchi nemici, con calma, perizia ed energia singolare, riusciva a disimpegnarsi e a condurre nelle linee l’apparecchio e l’osservatore affidatogli". - Cielo del Piave, 12 settembre 1918.- B.U 56 del 6 dicembre 1924, pag. 3216.

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RAIMONDO BATTISTELLA
MONTEBELLO VICENTINO

Fa parte della 15^ Squadriglia Caproni almeno dal gennaio 1918 sul campo di Longvic, nei pressi di Digione. Il sergente Battistella, pilota, fu decorato con una Medaglia d'Argento al Valor Militare. Compì, al maggio 1918, 33 azioni di bombardamento (20 diurne e 13 notturne). Motivazione: Pilota di provata abilità, in vari combattimenti dimostrava calma ed ardimento ammirevoli. Il 20 agosto, malgrado l'irregolare funzionamento di un motore no permettesse all'apparecchio di prendere quota, proseguiva impavido il volo, raggiungeva l'obiettivo bombardandolo a bassa quota. Cielo di ... 20 agosto 1917.

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MANLIO BARICHELLO
VICENZA

Tenente della 3^ squadriglia aeroplani, decorato con MBVM: "Ardito osservatore d’aeroplano, compiva numerosi importanti e lunghi voli sul nemico, sovente in difficili condizioni atmosferiche, mantenendosi sempre calmo e sereno di fronte alle offese avversarie, che spesso gli danneggiarono l’apparecchio, costringendolo due volte atterrare fuori campo, ma che mai scemarono in lui l’entusiasmo per i voli di guerra". Cielo della Carnia, maggio 1917, Cielo della Macedonia Serba, aprile 1918. B.U 56 del 16 luglio 1919, pag. 3842.

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COSTANTINO BIEGO
COSTABISSARA

Brevetto n. 56.

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GIUSEPPE BIN
ISOLA VICENTINA

Brevetto n. 56, fa parte della 112^ squadriglia fin dalla sua costituzione, nell'aprile 1917, come sergente pilota su velivoli SAML. Il 19 giugno il reparto va a compiere un mitragliamento presso Asiago con sei SAML e l'aereo di Bin con il mitragliere Benasciulli ha uno scontro con un caccia nemico. Al 1 gennaio 1918 lo troviamo con la 39^ Squadriglia sul campo di Cà Tessera, ora nel grado di aiutante di battaglia. Il 19 marzo Bin con a bordo Veronesi viene bersagliato durante una ricognizione da una batteria antiaerea e poi scende a mitragliarla. Bin è decorato con 2 Medaglie d'Argento al Valor Militare e una di Bronzo. "Pilota con oltre 50 voli sul nemico diede le più belle prove di coraggio, audacia, spirito di abnegazione, con calma ed entusiasmo. Durante l’osservazione di un tiro di smonto, ebbe più volte l’apparecchio colpito da scheggia di granata antiaerea. Fulgido esempio di sprezzo del pericolo e sentimento del dovere, volle rimanere sul bersaglio fino a tiro ultimato, abbassandosi poi per mitragliare la batteria antiaerea che più lo aveva molestato". – Cielo basso Piave, 19 marzo 1918. B.U 63 del 27 settembre 1918, pag. 5049. "Pilota da ricognizione di alte virtù militari, di elevato sentimento del dovere, in ogni ricognizione di guerra, ha portato contributo valido del suo ardire e della sua abnegazione. Nelle giornate che precorsero la battaglia di Vittorio Veneto, e la disfatta dell’avversario, conscio del pericolo al quale si esponeva, per l’eccezionale violenza della difesa antiaerea nemica spingendo in volo in zona lontana retrovia avversaria, sorprendendo e minacciando le truppe in ritirata e recando preziose informazioni sul ripiegamento dell’avversario austro - ungarico". - Cielo del Piave e del Tagliamento, giugno – ottobre 1918. B.U 47 del 10 ottobre 1924, pag. 2650. "Pilota d’aeroplano d’osservazione, durante un tiro di controbatteria, dava bello esempio di abnegazione e di ardimento, spingendosi ripetutamente, anche dopo che l’apparecchio era già colpito, in voli audacissimi in zona pericolosa, sempre fatto segno ad aggiustato tiro antiaereo, ed abilmente schivando un apparecchio nemico da cui era minacciato". – Basso Piave 20 maggio 1918. B.U 56 del 16 Luglio 1919, pag. 3844

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ROBERTO BALANDI
VICENZA

Brigadiere RR.CC 6 gruppo aeroplani 76 squadriglia – MBVM: "Pilota da caccia, coscienzioso nei voli di crociera e in voli di scorta, sempre audace in ogni mitragliamento, dette prove di coraggio e di ardire e può vantare una vittoria su velivoli nemici. Vidor – Monte Grappa – Medio Piave, settembre 1918- novembre 1918. (foto due) B.U 61 del 23 luglio 1920 pag. 2399.

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ANTONIO FELICE CANTELE
VERONA

Capitano Osservatore della 31^ Squadriglia, classe 1882, Abbattuto nei pressi di Roncegno il 14 ottobre 1916 a bordo di un Farman pilotato dal serg. Bobbio

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TEN. PIETRO CAMPANARO
LONIGO

Nominato sottotenente il 17 settembre del 1915, diviene pilota militare in data 18 novembre 1916. Il 16 dicembre 1917, il ten. Campanaro della 75^ Squadriglia, durante un combattimento sulla Val d'Assa, ha l'arma inceppata e per sfuggire al nemico è costretto a gettare in vite il suo Nieuport. Dopo aver fatto sosta a Villaverla per riempire i serbatoi, torna felicemente a Verona. A bordo del Nieuport 27 11372, parte la mattina del 20 maggio dal campo di Ganfardine per scortare un ricognitore S.P.. Nel cielo di Mori avvista tre caccia austriaci che si avvicinano e non visto riesce ad accostarsi a pochissimi metri dall'ultimo. Ai primi colkpi l'austriaco si butta in picchiata con l'italiano incollato alla sua coda a tutto motore. Campanaro continua a sparare fin quando non vede distintamente l'elica del nemico fermarsi e l'aereo precipitare in vite. Per questa azione ottiene la MAVM con la seguente motivazione: "Ardito pilota da caccia, eseguì numerosi voli affrontando sempre il combattimento con calma e spirito aggressivo. Il 20 maggio 1918 attaccò una pattuglia nemica, abbattendo un apparecchio. Esegui volontariamente 11 ricognizioni fotografiche sempre a bassa quota, noncurante dell’intenso tiro delle artiglierie nemiche, conseguendo sempre utili risultati". – Cielo della Val di Ledro, di Mori, di Loppio, e di Malga Zurez, 12 ottobre 1917 – 17 giugno 1918. B.U 68 del 16 agosto 1919, pag. 4505. Ottenne anche una MBVM con la seguente motivazione: "Pilota da caccia ardito e coscienzioso, compiva instancabilmente numerosi voli di guerra dimostrando coraggio ed entusiasmo impareggiabili. In varie azioni di mitragliatrici nemiche svolgeva il mandato affidatogli, riportando sempre utili notizie ed osservazioni. Coraggioso in ogni sua azione di guerra ebbe come scopo precipuo il compimento del proprio dovere". – Cielo Trentino e del Piave, luglio – settembre 1917, giugno – ottobre 1918. B.U 70 del 24 agosto 1920, pag. 3849.

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S. TEN. UGO CAPITANIO
VICENZA

Il soldato pilota Capitanio si trova a Bergamo, il 123 giugno 1916 con la costituenda 31^ Squadriglia dotata di velivoli Farman. Passato alla 70^ Squadriglia Caccia, partecipa al contrasto dell'offensiva austriaca sul Piave del giugno 1918. Il giorno 19 viene ferito all'addome da un colpo di mitragliatrice dopo aver attaccato sul Piave un Drachen. Riesce a portare il suo Hnariot sul campo di Marcon, ma muore il giorno dopo all'ospedale. Decoratro con MAVM: "Pilota da caccia arditissimo, da solo portavasi sui campi, per provocare l’avversario. Riuscito vano l’ardito tentativo, attaccava un primo draken nemico, incendiandolo e mentre si accingeva a ripetere l’attacco contro un secondo draken, veniva mortalmente ferito dal tiro di una mitragliatrice postata a terra. Nonostante le gravi condizioni, attingeva dall’alto sentimento di patriottismo, l’energia per riattraversare lo spazio che lo separava dal sacro suolo della Patria e moriva lieto di aver immolato la sua giovane esistenza per la grandezza d’Italia".- Cielo del Basso Piave, maggio – giugno 1918. B.U 50 del 15 giugno 1920, pag. 2603.

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LUIGI CARLETTI
MONTECCHIO MAGGIORE

Soldato mitragliere. Proveniente dalla 3^ squadriglia lo troviamo presso la 15^ Caproni all'atto dell'esordio bellico sul campo di Aviano, il 10 aprile 1916. Decorato con MAVM: "Ottimo mitragliere, in numerose azioni di bombardamento dava costante prova di sangue freddo e di coraggio. Il 28 luglio essendosi arrestato, durante il volo il funzionamento di un motore, scivolava arditamente sull’ala di un apparecchio, ritornando al suo posto, dopo aver eliminato il guasto verificatosi". – Cielo d’Idria, 28 luglio 1917. B.U 63 del 27 settembre 1918, pag. 5055

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DOMENICO CATTANEO
CALDOGNO (VI)

Domenico conseguì l'abilitazione al pilotaggio ad Aviano. Fu carabiniere e prestò servizio nella 15a Squadriglia Bleriot di Piacenza, che ben presto cambiò velivoli passando prima sui Caproni monoplano e poi sui Parasol. Questi ultimi erano instabili e fragili e Domenico Cattaneo, volando su uno di essi, il 20 Agosto del 1915 ebbe un incidente - la rottura di un'ala - che gli costò la vita.

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GIUSEPPE DALLE ORE
VALDAGNO

Al 19 gennaio 1918 il STV Dalle Ore è ad Ancona con la 264^ Squadriglia su velivolo FBA. Il 1 giugno 1918 è a Venezia, con la 251^ Squadriglia. Il 16 o il 17 settembre 1918, secondo le fonti, è con la 261^ Squadriglia ed ha la ventura di incrociare l'asso tedesco Banfield. Una pattuglia di sette M5, decolla da Venezia e fa rotta per il Tagliamento, da dove avvista un terzetto di idro austriaci verso Grado e li attacca, mettendoli in fuga. E' decorato con MBVM: "Ardito pilota di idrovolanti in numerose missioni contro il nemico, eseguite prima su idrovolanti da bombardamento e poi su quelli da caccia, ha dimostrato sempre belle doti di risolutezza e sereno sprezzo del pericolo". – Venezia , 8 gennaio 31 dicembre 1918. Foglio Ministeriale 4 Novembre 1919. Nel

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ROMANO CATTANEO
CALDOGNO

Romano conseguì l'abilitazione al pilotaggio ad Aviano.

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RENZO DALLE MORE (MOLE)
VICENZA

Pilota della 286^ Squadriglia Idrovolanti distaccata a Bengasi dall'estate del 1918.

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GIUSEPPE DAL LAGO
SCHIO

Soldato 6^ squadriglia aeroplani Caproni– MBVM: "Ardito mitragliere d’aeroplani, con entusiasmo ed alto sentimento del dovere, prendeva parte a molteplici azioni di bombardamento. Attaccato da aerei nemici, il 26 ottobre 1917 a Santa Lucia di Tolmino, e il 19 novembre 1917 a Avero, sosteneva brillantemente il combattimento costringendo l’avversario allontanarsi. Sull’Altopiano d’Asiago, durante un’offensiva del nemico, scendeva a bassa quota, per mitragliare le truppe". – Cielo del Piave – Carso – Trentino, settembre 1917, maggio 1918. B.U 74 del 29 agosto 1919, pag. 4809.

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ENZO DALLE MOLE
VICENZA

Sottotenente complemento artiglieria 286^ idrovolanti, Bengasi 1918. Decorato con MAVM: "Pilota di idrovolanti, fu di esempio costante per ardimento e spirito di sacrificio, prodigandosi in soli quattro mesi in ben quarantasette difficili ricognizioni su terra, spingendosi oltre sessanta chilometri, nell’interno rimanendo lungamente a bassa quota sulla zona, benchè fatto segno a violento fuoco di fucileria e antiaereo. In incidenti di volo, con serenità ed elevato sentimento di abnegazione, affrontava nuovi pericoli, pur di recare aiuto all’osservatore di bordo. Cielo di Forman- Bir Terrina- Ios Ben Mira – Fonduc Ben Gascir- Tripoli (Libia) 24 dicembre 1918 – 10 maggio 1919. B.U 42 del 14 maggio 1920, pag. 2253. Ricevette anche una MBVM: "Incaricato di missioni importanti ed urgenti partiva nonostante condizioni atmosferiche proibitive per il vento violento e temperatura altissima, raggiungendo egualmente l’obiettivo; ma per diminuita potenza del motore e le condizioni aerologiche, veniva violentemente abbattuto contro una duna con l’apparecchio carico di spezzoni, e riportava ferite non lievi. Ricoverato in luogo di cura, affrettava l’uscita e nuovamente si prodigava instancabile e audace nelle operazioni contro i ribelli". – Cielo di Tripolitana, giugno 1922. B.U 31 del 2 giugno 1923, pag. 1622.

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SERG. DIDONE' GUIDO
ROSA'

5^ Squadriglia Caproni. MBVM: "Pilota d’aeroplano, dinanzi al pericolo mantenne sempre serena fermezza, coraggio pronto e animo determinato. Agli ostacoli di ogni sorta oppose la volontà decisa e il cuore fermo, trasfondendo nei compagni dell’equipaggio quella fede nella vittoria che moltiplicò gli sforzi e rese possibile di condurre a termine le più arrischiate imprese". – Cielo del Trentino – del Piave – del Friuli, 23 ottobre 1917- 30 ottobre 1918. B.U 32 del 16 aprile 1920, pag. 1825.

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FAGGIONATO CARLO
VICENZA

Aerostiere tenente di complemento. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Osservatore da un pallone frenato, nelle più difficili circostanze, si prodigò sempre con esemplare abdigazione. Fatto segno, da terra, al tiro dell'artiglieria nemica, ed attaccato, in aria, da velivoli avversari, dimostrò costantemente, calma e coraggio ammirevoli. Cielo del Carso e del Piave. Dicembre 1915 - Gennaio 1918.

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ARTURO FERRARIN
THIENE

(1895-1941), era nato a Thiene (VI) da Antonio, industriale tessile. Fece gli studi classici al «Foscarini» di Venezia e quelli tecnici a Vicenza e ancora nella città lagunare. Cresciuto nella provincia che diede i natali ai diversi pionieri del volo italiano, nutrì dall'infanzia una smisurata passione aviatoria. Allo scoppio della guerra venne arruolato nel Corpo Aeronautico. Fu prima mitragliere a Verona e poi come pilota istruttore a Cascina Costa e alla Malpensa. Mantenne questo incarico fino al giorno del disastro di Caporetto. L'attività di volo era incessante ma fare l'istruttore non era la sua massima aspirazione. Nel dicembre del 1917 Ferrarin riuscì fi nalmente a transitare alla 82a Squadriglia basata a San Pietro in Gu. Prestò poi servizio a Istrana e quindi a Gazzo Padovano fino alla fine della guerra. Nei giorni dell'armistizio ebbe un incidente con la moto, come racconta nella sua autobiografia. «Il giorno stesso, dell'armistizio andai verso Vicenza a salutare i miei congiunti, partendo in motocicletta dal campo di Gazzo Padovano. Nell'attraversare verso Vicenza un cavalcavia inaugurato proprio in quei giorni, fui avvolto in una fitta nebbia di fumo che saliva da un treno in manovra e che toglieva la vista a ogni cosa all'intorno. Forse perché a trovarmi qualche volta durante i voli i simili circostanze, continuai a correre con la mia motocicletta e andai a sbattere violentemente contro un autocarro carico di ferro spinato. Me la cavai con una lesione al naso della quale ancora porto i segni, per ricordare a me stesso che la pace e la terra presentano spesso i medesimi pericoli che si incontrano in cielo e in guerra». In seguito fu aggregato alla 91a Squadriglia di Quinto dove rimase fino al maggio 1919. Partecipò alle onoranze a Francesco Baracca organizzate a Roma volando con una formazione di 32 apparecchi guidata da Pier Ruggero Piccio. Fu quindi protagonista di una serie di missioni di propaganda all'estero. All'ultimo momento venne recuperato per il progettato il volo Roma-Tokio, ideato da D'Annunzio. L'impresa fu eccezionale per l'epoca e si concluse nella capitale nipponica dopo circa 17000 km. Dei molti piloti che tentarono la sfi da Ferrarin fu il solo che la portò completamente a termine. Masiero infatti percorse in nave un tratto del viaggio. Il pilota vicentino partecipò poi alla Coppa Schneider del 1926 e del 1927 e al raid Italia-Brasile. Conquistò anche il primato di durata volando ininterrottamente per 58 ore e 43 minuti, dal 31 maggio al 2 giugno del 1928. In seguito poi per divergenze con lo stato maggiore dell'aeronautica e per altre sfortunate vicende che lo riguardarono, la partecipazione di Ferrarin alle grandi imprese, si ridusse sempre di più. Lavorò come collaudatore presso varie. Decorato con MBVM; "Pilota da caccia abile ed animoso, in numerosi voli dava bella prova di ardimento e di calma. Il 28 gennaio e il 2 maggio 1918, dopo aspro combattimento, abbatteva due apparecchi nemici". – Cielo di Gallio, di Spresiano e del Piave, 28 gennaio – 2 luglio 1918. B.U 65 del 16 agosto 1919, pag. 4514.

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FRANCESCO FERRARIN
THIENE

era cugino di Arturo e portava il nome di un suo fratello maggiore morto giovane. Volò anche lui con lo SVA e fece parte dell'87a Squadriglia «Serenissima» a San Pelagio. Partecipò al volo su Vienna dovendo però rientrare per diffi coltà al motore. L'inconveniente che lo costrinse ad abbandonare l'impresa lo segnò psicologicamente al punto da causargli perfi no problemi di salute. Decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "Pilota nuovo alle vicende della guerra, emergeva subito per elevato sentimento del dovere, capacità ed ardire. In condizioni atmosferiche avverse si offriva per una importante missioni, che portava a termine abilmente ed arditamente. Con serena fermezza raggiungeva in ricognizione una munita base a 300 chilometri dalle nostre linee, e rimediando ad un incidente al motore, con calma e perizia rientrava dopo cinque ore di volo".- Cielo di Trento (Friederich) , 30 giugno 1918.

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VITTORIO MARCHESI
VICENZA

Tenente 5° gruppo aeroplani 38^ squadriglia, MBVM: "Ardito osservatore dell’aeroplano, appassionato del volo, incurante dell’offesa nemica e delle avversità di cielo in 51 voli di guerra diede bello esempio di sprezzo del pericolo, di alto sentimento del dovere e di ferrea tenacia. – Cielo del Carso, marzo 1917- Cielo del Piave, marzo 1918.- B.U 46 del 27 giugno 1919, Motivazione: Sppontaneamente e per due volte consecutive, si offriva di eseguire a bassa quota un rilievo fotografico delle linee nemiche. Benchè il velivolo fosse investito dalle violenti raffiche delle batterie antiaeree, delle mitragliatrici e della fucileria avversaria, compiva impavido, l'incarico assunto, ritornando al campo con l'apparecchio colpito in 79 punti; mirabile esempio di valore e di alto sentimento del dovere. Cielo di Voiscizza, 17 maggio 1917.

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FERRUCCIO MARZARI
BRENDOLA

Prestò servizio con Gabbin e Gelmetti alla 25a Squadriglia Voisin sino alla fine del 1917. Il 25 maggio 1916 lancia freccie incendiarie su un Draken a Kastanjevica, azione che ripetè il 18 giugno. Sempre nel 1916, il 14 novembre, insieme ad un altro velivolo della squadriglia, esegue un bombardamento notturno. Il 1 gennaio 1917 si trova a Pozzuolo del Friuli e il 1 marzo il suo velivolo viene colpito, durante una ricognizione, dal fuoco antiaereo ed è costretto ad atterrare a Lucinico. Passò poi sul campo di Nove di Bassano con la nuova 86^ Squadriglia equipaggiata con velivoli SVA. La formazione fu divisa in sezioni e la III° venne affidata al suo comando. I velivoli furono inizialmente dislocati a Ponte San Pietro nel bergamasco e poi spostati a Isola di Carturo. Terminato il suo compito alla III° SVA, Marzari passò a dirigere la I° a Ganfardine nell'agosto del 1918, mantenendo questo incarico fino alla fine del conflitto. La III° Sezione, poi divenuta 57a Squadriglia, aveva come simbolo un gatto nero, anticipazione di quello che volerà sui nostri cieli dipinto sui velivoli del 51° Stormo di Istrana. Decorato con tre M.A.V.M.. Queste le motivazioni delle decorazioni: "Ottimo pilota noncurante del fuoco avversario che numerose volte ebbe a colpire l’apparecchio, compì un’audace ed importante ricognizione aerea su Adelsberg (23 settembre 1916) e bombardò efficacemente in piena notte, un campo di aviazione nemico. (14 novembre 1916). Avendo un proiettile spezzato il timone di direzione, con ardite manovre riuscì ad atterrare nelle nostre linee. In combattimenti con velivoli nemici, dette raro esempio di calma ed audacia". – Cielo del Carso, marzo 1916-1917. B.U 10 15 febbraio 1918, pag. 689. "Pilota d’aeroplano, di rara perizia, in numerosissime brillanti ricognizioni strategiche, si addentrava in territorio nemico per centinaia di chilometri, riportando sempre informazioni e serie fotografiche del più alto interesse; mirabile per ardire, attività ed entusiasmo si abbassava spesso a pochi metri da terra per meglio offendere con bombe e colpi di mitragliatrice truppe e barconi nemici sul Piave, durante l’offensiva avversaria di del giugno 1918". Zona di Guerra, febbraio - giugno 1918. "Pilota esploratore d’aeroplano di rara ed ardimentosa bravura, non appena iniziata l’ultima grande battaglia, per quanto ancora convalescente e debole per recentissima malattia, volle partecipare e cooperare alla vittoria delle armi nostre come già aveva in tanti voli partecipato e cooperato alla paziente preparazione. Mentre ancora il nemico tenacemente resisteva sul Grappa, ne segnalò per primo il ripiegamento e lo insegui quindi ostinatamente, fin nelle più lontane retrovie, da Longarone e Bolzano; ed ovunque rilevò e documentò i disordinari movimenti dei vinti, e lanciò su di essi le ultime bombe, precedendo, colla sua invitta ala tricolore la marcia di liberazione e di redenzione delle truppe italiane".- Cielo del Grappa, Piave, Tagliamento, Belluno e Bolzano, agosto - novembre 1918. B.U 61 del 23 luglio 1920, pag. 3377 B.U 118 del 19 dicembre 1919, pag. 6950

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PETRUZZI ALBERTO
VICENZA

Di Nicola, tenente del Genio ufficiale di bordo di dirigibile. Compì 6 missioni di guerra

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ALBINO MOCELLIN
SAN NAZARIO

Brigadiere Carabinieri Reali, pilota dell'11^ Squadriglia Caproni di stanza a Tahyraqua (Albania). Il 12 ottobre 1916 il velivolo pilotato da Mocellin e dal capitano Ercole, si scontra nei pressi di Zarnec con l'Hansa Brandenburg C.I con con una raffica uccide Mocellin e l'osservatore Corbelli. Decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:"Secondo pilota di un apparecchio attaccato, a circa 3000 metri di altezza, da un velivolo caccia nemico, si comportava con grande calma e coraggio nel combattimento aereo, restando colpito a morte". Cielo di Zarnen, 12 ottobre 1916. B.U 101 del 18 novembre 1918, pag. 6113.

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RIGON RICCARDO
VILLAVERLA

Riccardo Rigon nasce a Villaverla il 16 marzo 1895 e raggiunge il fronte come soldato di fanteria. Si trova sul fronte dell’Isonzo proprio durante la disfatta di Caporetto e riesce a rientrare in linea con parte del suo Reparto. L’Italia chiede volontari per conseguire il brevetto di volo e lui fa domanda e, dopo aver superato le visite psicofisiche, viene inviato alla scuola di volo di Cameri e qui incontra il suo quasi paesano, il thienese ten. Arturo Ferrarin; è uno dei suoi ultimi allievi prima del suo trasferimento in una unità da combattimento. Dopo aver conseguito il brevetto va alla scuola di tiro di Cascina Costa e viene poi trasferito alla 7° Squadriglia da bombardamento Caproni; qui svolge numerosi missioni di ricognizione e bombardamento quale secondo pilota. Quasi al termine della guerra un grave incidente pone fine al suo ruolo di pilota del Regio Esercito.

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EGIDIO PELLIZZARI
MOSSANO

(1896-1948) era nato a Mossano (VI). Arruolato come soldato semplice, nel 1916 passò all 9a Squadriglia Caproni, basata a Verona, con l'incarico di mitragliere. Operò con la sua formazione prevalentemente sulla val d'Adige. Il 4 agosto di quell'anno si mise in luce durante una missione di protezione fra Costa dei Laghi e Sogli Bianchi. Era mitragliare a bordo di un Caproni Ca3 pilotato da Clerici e Lista, con osservatore Fugalli, Si spezzò il tubo dell'olio del motore di sinistra. Parti del propulsore si stavano distaccando e rischiavano di urtare l'elica. Il pericolo era grave ma Pellizzari, con grande prontezza di spirito, si avventurò sull'ala e riparò in modo provvisorio l'inconveniente permettendo al bombardiere di ritornare alla base. Nel maggio del 1917 lasciò i Caproni per andare a frequentare il corso di pilotaggio. Lo ritroviamo quindi a Bologna, sui velivoli impegnati nella difesa della città. La squadriglia oltre gli S.P.2, dall'aprile del 1918 fu equipaggiata anche con una sezione di Nieuport 11. Egidio Pellizzari, ora diventato caporale, entrò a farne parte. In ottobre il suo reparto passò sugli SVA e fu sciolto alla fine della guerra il 19 novembre 1918. In seguito il pilota vicentino fu promosso sergente e passò alla 91a Squadriglia. Proseguì poi la carriera aeronautica partecipando attivamente anche alla seconda guerra mondiale, nel settore del trasporto. All'inizio di aprile del 1941, pilotò l'ultimo Siai Marchetti 82 che partì da Addis Abeba volando dalla capitale etiopica fi no a Tamet in Libia. Il 9 maggio 1942 scampò ad un incidente. Fu anche comandante della 606a Squadriglia equipaggiata con prima i Siai Marchetti 73 prima e poi con i Fiat G.12. Il capitano Egidio Pellizzari sopravvisse alla guerra. Aveva al suo attivo 8000 ore di volo. Dopo la guerra si impiegò presso l'appena costituita compagnia fi orentina Aerea Teseo. Morì il 20 febbraio 1948 ai comandi di un Douglas C-47-DL (I-REGI). Il velivolo, come tutti quelli che formavano la flotta dell'Aerea Teseo, era una riconversione allo standard Douglas DC-3 di un bimotore da trasporto Douglas C-47 Dakota/Skytrain utilizzato dagli americani in Italia durante la guerra e ceduto a prezzo d'occasione. Nell'incidente, oltre a Pellizzari, morirono altri due membri dell'equipaggio e quasi tutti i passeggeri. MBVM: "Ottimo mitragliere d’aeroplano prese parte a numerosi bombardamenti offrendo sempre il suo prezioso ed intelligente aiuto ai piloti nel sorvegliare l’apparecchio ed i motori e riparando talvolta i guasti prodotti dal tiro nemico. Sostenne arditamente e con calma esemplare vari attacchi aerei, che sempre respinse". Cielo del Trentino , maggio 1916 – luglio 1917. B.U 57 del 9 luglio 1920, pag. 3087.

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ROMOLO SARTORI
CANOVE DI ROANA

Detto «Romeo» (1897-1933) era nato a Canove di Roana nel vicentino. Entrò a far parte del Battaglione Aviatori nel 1916. L'anno dopo lo ritroviamo all'82a Squadriglia da caccia dove resterà fino al giugno del '18. Entrerà quindi a far parte dell'83a Squadriglia a San Pietro in Gu. In agosto fu coinvolto in un incidente con un Camel britannico che aveva scambiato per velivolo nemico. Gli sparò ma per fortuna l'inglese non fu colpito. Abbatte due aerei avversari di cui uno il 22 ottobre sul Verena. Venne quindi decorato con la medaglia d'argento. Romolo Sartori era grande acrobata. Nel 1919 fu a Mirafi ori dove, tra maggio e giugno, partecipò alle gare di contorno della mostra di Taliedo, vincendo la corsa intitolata all'aeroporto di Istrana. Si impose anche nella gara di acrobazia. Passò quindi come istruttore alla scuola di volo di Ghedi. Suoi allievi furono Tommaso Dal Molin e Francesco Agello che faranno grandi cose al Reparto di Alta Velocità di Desenzano. Diventò sottotenente per merito e fu assunto come collaudatore alla Macchi, con il compito di mettere a punto degli idrovolanti destinati a prendere parte alla Coppa Schneider. Suo fu il collaudo dell'M39 che vinse la manifestazione a Norfolk nel 1926. Il 3 Agosto 1933 con un idrovolante della S.A.M. cadde nel lago di Varese e morì Fu decorato con una MBVM: "Giovane pilota da caccia entusiasta ed ardito, acquisto in breve tempo grande esperienza e singolare perizia. In numerosi voli di guerra, protesse da ogni offesa i velivoli da ricognizione affidatigli, e mitragliò a bassa quota le fanterie avversarie, dimostrando sprezzo del pericolo e fermezza. In vari combattimenti aerei concorse all’abbattimento di due apparecchi nemici". – Altopiano di Asiago – Piave , agosto novembre 1918. B.U 34 del 3 giugno 1921, pag. 1699. .

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ALBERTO SCARCELE
THIENE

da Thiene – Tenente dei Lancieri,Osservatore d'aeroplano. Fu decorato con MBVM: "Su apparecchi terrestri, percorrendo un largo tratto di mare aperto, in condizioni avverse, riusciva con altri, a raggiungere le Bocche di Cattaro ed a colpire con grande esattezza ed efficacia gli obiettivi navali, ritornando con tutti gli altri alla base, nonostante le deviazioni inevitabili della crescente foschia. – Bocche di Cattaro, 4-5 ottobre 1917. B.U 10 del 15 febbraio 1918, pag. 788. Ottenne successivamente 2 Medaglia d'Argento al Valor Militare: "Osservatore in una squadriglia da bombardamento, con ammirevole slancio, in breve svolger di tempo, prendeva parte a numerose azioni sul territorio nemico, dando prova di grande forza d’animo e di sereno sprezzo del pericolo".- Cielo della Fronte Giulia e del Trentino, 15 giugno – 30 agosto 1917.- B.U 63 del 27 settembre 1918, pag. 5099. "Prode fra i prodi aviatori delle squadriglie di bombardamento, sfidando volontariamente l’ignoto di una pericolosa navigazione e le difese antiaree nemiche, partecipava al primo audace bombardamento aereo su territorio nemico, in notte brumosa ed illune, conseguendo brillantemente gli obiettivi prefissi. Esempio ammirevole di entusiasmo, di ardimento e di fermezza d’animo". – Cielo di Nabresina e Prosecco, notte sul 26 giugno 1917. B.U 69 del 22 dicembre 1923, pag. 3489.

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EDOARDO VELO
BASSANO DEL GRAPPA

Tenente Osservatore proveniente dal reggimento artiglieria montagna, addetto IX gruppo aeroplani 121^ squadriglia di stanza a Verona. Il 18 novembre 1917 con il pilota Eleuteri si scontrano con tre caccia nemici che con i loro colpi bucano una scarpa a Velo. Il 7 dicembre partecipa, insieme ad altri quattro equipaggi della 121, ad una grande offensiva contro le truppe nemiche a Gallio. Velo è sul SAML 3030 con il pilota veronese Giberti. Attaccati dai caccia nemici della Flik 55, il velivolo è colpito e costretto a scendere a San Pietro in Gù. VELO EDOARDO da Bassano – tenente reggimento artiglieria montagna addetto gruppo aeroplani, squadriglia, -MAVM – ardito ed entusiasta osservatore dall’aeroplano, sempre volontario nelle più arrischiate azioni di guerra, fu di costanze mirabile esempio a colleghi ed inferiori. Durante un’azione aerea di bombardamento e mitragliamento sul nemico, attaccato da numerosi apparecchi da caccia avversari nella sua strenua difesa venne colpito mortalmente da una mitragliatrice. Conscio della propria fine, conservava anche nei suoi ultimi istanti sereno coraggio e noncuranza delle morte, dicendosi lieto di dare la vita per l’Italia e rivolgendo l’ultimo suo pensiero al dovere compiuto, alla Patria e alla famiglia. - Cielo d’Asiago 7 dicembre 1917. B.U 51 del 23 agosto 1918, pag.4283. Velo raccolto morente, riesce a dettare una lettera alla famiglia e muore poco dopo. Decorato con MAVMcon la seguente motivazione: "ardito ed entusiasta osservatore dall’aeroplano, sempre volontario nelle più arrischiate azioni di guerra, fu di costanze mirabile esempio a colleghi ed inferiori. Durante un’azione aerea di bombardamento e mitragliamento sul nemico, attaccato da numerosi apparecchi da caccia avversari nella sua strenua difesa venne colpito mortalmente da una mitragliatrice. Conscio della propria fine, conservava anche nei suoi ultimi istanti sereno coraggio e noncuranza delle morte, dicendosi lieto di dare la vita per l’Italia e rivolgendo l’ultimo suo pensiero al dovere compiuto, alla Patria e alla famiglia". - Cielo d’Asiago 7 dicembre 1917. B.U 51 del 23 agosto 1918, pag.4283.

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INNOCENTE URBANI
VALDAGNO

Classe 1893, Sergente pilota della 42^ Squadriglia è a Medeuzza nel settembre 1916, al tempo con il grado di caporale. Ottenne anche il brevetto di pilota di Caproni Ca.3. Fu decorato con MAVM: "Pilota da aeroplani in numerosi voli sul nemico, dava sempre prova di coraggio, calma e arditezza. Navigando sovente a quote basse, anche in zone difficili per permettere il rilievo particolareggiato dei lavori difensivi del nemico, ebbe più volte l’apparecchio colpito dal cannone e dalla fucileria. Attaccato da parecchi avversari seppe sempre porre l’osservatore in condizioni di ultimare il proprio compito, abilmente sfuggendo all’attacco e arditamente contrattaccando, a seconda dell’efficienza bellica dell’apparecchio da lui pilotato". Carso, 12 febbraio 1916 - 4 giugno 1917. B.U 93 del 26 novembre 1920, pag. 5182.

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CAPITANO TITO G. B. ZAMPERETTI
CORNEDO

Capitano di complemento proveniente da un reggimento di Bersaglieri giunse presso la 28^ Squadriglia Farman alla fine del maggio 1916 sul campo di Villaverla. Il 1 gennaio 1917 si sposta a Chiasellis e vi rimane fino all'ordine di scioglimento della squadriglia che giunge il 10 marzo 1917. Assume il comando interinale della 1° Squadriglia Idrovolanti di Desenzano del Garda dal 22 maggio al 1 giugno quando giunse il comandante effettivo. Il 3 giugno 1917 è perduto lo FBA 426 di Zamperetti e del caporale Alessandro Beretta nel cielo di Arco, a causa di un colpo di contraerea. e (Trento) in combattimento aereo. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Assumeva spontaneamente l’esecuzione di una difficile missione, e, nel ritorno, attraversava, con mirabile sprezzo del pericolo , una delle più difficili zone del fronte e veniva abbattuto dall’artiglieria nemica, perdendo la vita".- Cielo di Arco , 3 giugno 1917.- B.U 14 dell’ 8 marzo 1918, pag. 1096.

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VALENTINO ZANNINI
THIENE

Il sottotenente pilota Valentino Zannini, classe 1895, si trova con la 4^ Squadriglia Caproni all'atto della sua costituzione il 15 aprile 1916, ad Aviano. Il 1 agosto partecipa con Borghi e Degani all'attacco al silurificio di Fiume a bordo del Caproni 1248. Il 6 agosto il Ca.1134 con a bordo Zannini, Borghi e Manieri viene attaccato da idrovolanti austriaci dopo aver bombardato la stazione ferroviaria di Opicina nel cielo di Miramare. Il fuoco difensivo del bombardiere colpisce al radiatore il Lohner L99 e lo costringe a ritirarsi, ma l'altro l'idro L16 di Banfield, prosegue l'attacco ferendo gravemente Zannini e mettendo fuori uso due dei tre motori. Il Caproni è costretto ad un atterraggio d'emergenza che si conclude contro una casa tra Sistiana e Nabresina. Nell'urto rimase ucciso il sottotenente Zannini. Fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor Militare (D.L. 19 aprile 1917). Zannini fu sepolto dagli austriaci con gli onori militari e lo stesso Banfield fece recapitare un telegramma sulla sorte dell'equipaggio e immagini delle esequie. La motivazione della decorazione recita:" Pilota d'aeroplano, compiva con ottimi risultati numerose ardite ricognizioni ed azioni offensive nel Trentino e nella Carnia Giulia, segnalandosi specialmente, il 1 agosto 1916, nel bombardamento del silurificio di Fiume. Dotato di alto spirito aggressivo attaccava con successo velivoli nemici da caccia ad Oppachiasella, sull'altopiano dei Sette Comuni, sul campo di aviazione di Pergine, aobbligandone alcuni a precipitosa fuga. Cadeva colpito a morte in un aspro e lungo duello, durante una azione offensiva sulla regione Carsica. Cielo di Nabresina, 6 agosto 1916.

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TEN. COL. GINO ZANUSO
VALDAGNO

Di Abramo brevetto n° 149 divenne pilota militare nel 1913. Ufficiale dei Bersaglieri, nel settembre del 1917, con il grado di maggiore, fu al comando del II° gruppo aereo in forza alla 3a Armata, sostituendo il maggiore Capuzzo. Dopo la ritirata di Caporetto mantenne il comando dell'unità, che però passò alle dipendenze della 4a Armata. Raggiunto il grado di tenente colonnello volò con la 132a Squadriglia fino al luglio del 1918, quando assunse il comando del Gruppo difesa settentrionale, passando alla 122a.Decorato di MAVM:"Tenente colonello pilota d’aeroplano, tenne per 10 ininterrotti mesi il comando di un gruppo aeroplani da ricognizione, sapientemente coordinando l’opera delle dipendenti squadriglie sulla fronte dell’Isonzo prima, e poi fra Piave e Brenta. Nonostante l’eseguità dei mezzi ottenne dai propri reparti alto rendimento e brillanti risultati. Incitatore dei propri dipendenti fu ad essi costante esempio di attività, ardire e spirito di sacrificio. Con sereno sprezzo del pericolo, sfidando ripetutamente gli aerei nemici e il bene aggiustato tiro d’artiglieria avversaria dalla quale ebbe l’apparecchio anche colpito esegui voli di ricognizione e di bombardamento. Il 24 e il 28 agosto, il 4 novembre e il 13 dicembre 1917, dopo aver predisposto con ogni cura l’azione dei propri mezzi aerei vi partecipò egli stesso, portandosi in testa ai velivoli a bombardare le posizioni nemiche predesignate e scendendo poi su esse a mitragliarle a bassissima quota". – Fronte dell’Isonzo, del Piave e del Brenta, Aprile 1917- gennaio 1918. B.U 63 del 27 settembre 1918, pag. 5107.

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LEONIDA SCHIONA 1894 - 1984
ORGIANO

Pilota di Farman è a Krionero, Valona, con la 34^ Squadriglia ahgli inizi del 1916. Il 22 agosto di scorta a due idrovolanti della Marina vanno ad attaccare il porto di Durazzo. Ma dai campi austriaci si levano velivoli Brandenburg e due idrocaccia che hanno la meglio sulla nostraformazione. Il velivolo di Schiona è colpito dall'asso austriaco Arigi e si posa in mare. L'equipaggio è tratto in salvo da una torpediniera. Il sergente Schiona riferisce al capitano Ercole, che a suo avviso gli austriaci avevano mitragliatrici sincronizzate, ma il comandante gli risponde: "Lei confonde cazzi con fischietti". Quaranta giorni dopo lo stesso Ercole viene abbattuto. Il sergente maggiore Schiona, promosso per meriti di guerra dopo il suo rocambolesco passaggio delle linee, lo va a trovare in infermeria, scatta sull'attenti e gli chiede:" Signor comandante: erano fischietti o cazzi?" poi saluta ineccepibilmente e se ne va. Il 12 ottobre 1916 la 34^ bombarda con quattro aerei gli accampamenti di Divjaka e il velivolo di Schiona viene attaccato da un caccia nemico con cui sostiene un lungo combattimento. A fine anno lascia la squadriglia e lo ritroviamo ad S. Maria La Longa, nel luglio 1917 con la nuova 84^ squadriglia caccia. Il 14 luglio sostiene un combattimento e scarica un caricatore sopra un aereo nemico che vede planare verso Duino. Dopo Caporetto passa alla 78^ squadriglia e il 15 giugno 1917 gli viene attribuita una vittoria, insieme ad altri piloti. Fu decorato con due Medaglie d'Argento al Valor Militare.

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GUGLIELMO SOSTER
STRIGNO

Ufficiale aerostiere, tenente di complemento fu promosso capitano per meriti di guerra. Decorato con due Medaglie d'Argento al Valor Militare: "Ufficiale Osservatore di pallone frenato aggredito durante la ascensione da un velivolo nemico, che lo faceva segno a tiro di razzi incendiari e scariche di mitragliatrice, nonostante che l'involucro del pallone fosse stato in più parti colpito, chiedeva di restare in ascensione e continuava fino a sera l'osservazione del settore nemico." Sdraussina, 10 ottobre 1916. "Dall'inizio della campagna, prestando servizio di osservazione dal pallone frenato, ha compiuto oltre 200 ascensioni di guerra, dimostrando in ogni occasione calma, ardimento e sprezzo del pericolo ammirevoli. Attaccato da un velivolo nemico che incendiava il pallone con grande calma, provvedeva ad aiutare il compagno di navicella, non aerostiere, a gettarsi col paracadute, quindi, raccolti gli strumenti di bordo, si gettava egli stesso, appena in tempo per sfuggire a morte certa. Mirabile esempio di cosciente coraggio e fermezza." Carso-Piave, 1916 - 1917

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CARLETTI LUIGI
MONTECCHIO MAGGIORE

Con la 15^ Squadriglia Caproni fin dalla formazione, nel dicembre del 1916. Il mitragliere Carletti opera da Aviano sul fronte isontino. Da gennaio del 1918 si trasferisce in Francia. Decorato con MAVM e MBVM.

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ATTILIO BROGLIO
NOVE DI VICENZA

Capitano pilota di complemento classe 1894.

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ANTONIO CELLANTE
SCHIO

Tenente pilota di complemento classe 1897. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport, Hanriot e SVA

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GIUSEPPE DEL SANTO
SANT'ORSOLA

Caporale pilota classe 1896. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport

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DOMENICO MOTTERLE
NOVENTA VICENTINA

Sergente pilota classe 1893. Fu abilitato al pilotaggio di velivoli da caccia Nieuport e Hanriot e SPAD.

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BRUNO TREVISAN 1891 - 1934
VICENZA

Sottotenente pilota fa parte della ricostituita 21^ Squadriglia nel marzo del 1918. Schieraa a Isola di Carturo vola con velivoli SAML. Inizia le azioni belliche nell'ottobre 1918 e il 1 novembre è costretto ad atterrare fuori campo per un guasto al motore. Fu anche tecnico progettista di motori aerei.

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MATTEO FABBIAN
BORSO DEL GRAPPA

Sergente Maggiore pilota nasce nel 1899. Entra nella 115^ Squadriglia nell'agosto 1917 sul campo di Arcade. Dotata di SAML si trasferisce a Nove di Bassano nello stesso mes. A fine agosto arriva a Villaverla e agli inizi di dicembre si trova a San Pietro in Gù. Il 16 dicembre 1917 cade su Arsiè abbattuto in fiamme da una formazione composta da Arigi della Flik 55, Kiss e Lahner della Flik 55.

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FRANCESCO REBESCO
SAN ZENONE DEGLI EZZELINI

Arruolato nel 1916 chiese di diventare pilota. Fu con la 70^ Squadriglia a Gazzo Padovano. Nel 1919 con la 9^ a Zaule (Ts).

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GIUSEPPE RUFFATO
BASSANO DEL GRAPPA

Sergente maggiore pilota si trova nel maggio del 1918 con la 22^ Squadriglia SP3 sul campo di Istrana. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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DOMENICO PADOVAN
NOVENTA VICENTINA

Il Caporale pilota Domenico Padovan arriva alla 77^ Squadriglia Caccia verso la fine delle ostilità.

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ELIGIO PELLIZZARI
MOSSANO

Il mitragliere Mossano fa parte della 9^ Squadriglia Caproni dall'estate del 1916. Il 4 agosto è in volo con Clerici e Lista per una crociera di protezione fra Costa dei Laghi e Sogli Bianchi. Dopo un'ora di volo si spezza il tubo dell'olio del motore di sinistra. Il manometro della pressione, solidale al tubo, si stacca dai supporti e minaccia di fracassare l'elica del motore centrale. Pellizzari è il primo a rendersi conto del pericolo e senza por tempo in mezzo sale coraggiosamente sull'ala a legare con il nastro adesivo il tubo col relativo manometro. L'aereo rientra al campo senza altri danni. Diventato pilota passa dall'agosto del 1918 alla sezione difesa di Bologna dotata di velivoli Nieuport 11.

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FELICE CANTELE
SALCEDO

Capitano Osservatore presso la 31^ Squadriglia basata a Verona. Il 14 ottobre è abbattuto, insieme al pilota sergente Bobbio, dall'austrico Kowalczik che vola insieme all'osservatore Nadherny su un Brandenbugg C.I. Fu sepolto a Pergine, in Valsugana.

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LIVIO SAMBO
SCHIO

Tenente pilota della 3^ Squadriglia Caproni al 1 gennaio 1917 sul campo di Aviano. Era stato nominato sottotenente il 18 novembre del 1915 e pilota militare in data 1 settembre 1916. Dopo Caporetto viene inviato a Padova e poi sul fronte francese. Medaglia d'Argento al Valor Militare on la seguente motivazione:"Ardito pilota d'aeroplano, in numerose e difficili azioni di bombardamento dava belle prove di coraggio e di alto sentimento del dovere, lottando spesso contro le avverse condizioni atmosferiche, non curante dell'intenso ed efficace fuoco delle artiglierie e degli attacchi dei velivoli nemici, riusciva sempre a raggiungere gli obietivi assegnati. Cielo della Fronte Giulia e del Trentino - 20 dicembre 1916 - 9 agosto 1917."

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ERNESTO MATTIELLO
SCHIO

Secondo Capo Timoniere pilota della 251^ Squadriglia FBA ed L3 presso la stazione di Venezia S. Andrea. E' con questa squadriglia fin dalla formazione nell'aprile 1917. L'11 maggio a bordo di un L3 con l'osservatore Calvello si reca a compiere rilievi fotografici nella zona di Parenzo. Al primo gennaio 1918 è con la 252^ Squadriglia con la quale rimane fino al termine delle ostilità. Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare e di Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

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GIOVANNI ALBERTO ALBERTONI
VICENZA

Classe 1893, nato a Vicenza il 23 ottobre, si trova come sergente pilota, nel luglio 1917 presso la nuova 28^ Squadriglia in formazione ad Arcade (Tv), su velivoli SP2 e SP3. Nello stesso mese è trasferito sul campo di Chiasiellis dove rimane fino al disastro di Caporetto. Trasferito a Marcon, nell'estate del 1918 è assegnato a Padova alla 5^ Sezione Difesa. L'11 agosto, mentre era in esercitazione con il velivolo Hanriot, collide in volo con l'apparecchio di Roccagelata. Entrambi i piloti periscono.

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GRESELIN DOMENICO
SCHIO

di Michele, sergente pilota del 5° reggimento Genio, pilota della 6^ Squadriglia Caproni, dove arrivò nell'estate del 1918. Decorato di Croce di Guerra. In alcuni documenti viene riportato, come nome di battesimo, Umberto.

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GINO RAIMONDI

Mitragliere, sergente. Classe 1892 di Benedetto. Giunto probabilmente nel 1918 presso la 5^ Squadriglia di stanza a San Pelagio. Il 23 settembre, di ritorno da una azione di lancio manifestini, il Ca. 11496, pilotato da Cagliero e da Corso, ha un incidente in atterraggio e si distrugge. Ne esce quasi illeso.

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COSTANTINO BIEGO

Pilota, brevetto n. 56, inserito nei ruoli dell'Aero Club d'Italia il 1 gennaio 1913. comandò il Battaglione Aviatori. Nel 1913 insieme a Giulio Macchi e a Roberto Corsi fondò la società Società Anonima Fratelli Macchi - Carrozzeria, Automobili e Ruotificio.

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ANTONIO ZANCAN

Di Vicenza. Soldato pilota, del reggimento Artiglieria a cavallo diviene pilota il 29 gennaio 1918 ed esordisce con la 121^ squadriglia di Verona il 9 giugno 1918. Il volo comandato per direzione del tiro, fiisce con un cappottaggio e sia Mercati che l'ossservatore rimangono feriti (velivolo SAML).Torna a volare il 7 settembre. Insieme ad altri due piloti della 121^ passa a Castelgomberto per operare con la 115^. Il 20 febbraio 1919 è ancora in forza alla 121^ Squadriglia. Ha compiuto 4 voli di guerra con la 121^ e 8 con la 115^.

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DOMENICO PADOVAN

Sergente pilota di Noventa Vicentina, classe 1893. Abilitato presso il CFS di Ghedi al pilotaggio dei velivoli Nieuport, Hanriot e Spad. Arrivò alla 77^ Squadriglia Caccia

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